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sabato 12 ottobre 2024

Parenzana a ostacoli!

Una due giorni programmata da tempo, che per diversi motivi non era ri-programmabile in altra data: quindi si parte lo stesso, nonostante le previsioni di pioggia certa!

Del resto, come sostengo sempre quando a bagnarsi devono essere gli altri, vale la legge del "non siamo mica idrosolubili", vero?

Tralasciando il prequel della prima ipotesi di Parenzana il 7-8 ottobre, con pernotto in casa con piscina, che non era destino... iniziamo dall'inizio e dal primo ostacolo:

giovedì 10 ore 8:00 appuntamento con Sonia davanti al noleggio Bici per ritirare la sua elettrica: il ragazzo è gentile ma alquanto dispersivo: portapacchi, borse, come ricaricare la batteria, moduli da compilare e sottoscrivere... sì ma ce la dai questa bici? il traghetto per  Muggia parte alle 9:00 non vorrai mica farcelo perdere? Nel frattempo ci raggiunge Irene, la terza del trio, che per motivi meteorologici si unirà a noi nel tardo pomeriggio (leggi: per cena al coperto), e riusciamo ad uscire dal negozio!

Più o meno di corsa vero il molo Fratelli Bandiera per imbarcarci sul Delfino Verde, ma ahimè non abbiamo considerato che il mese di ottobre, in giornata infrasettimanale, è il clou delle partenze in traghetto: troviamo Franco (ULISSE) con un gruppo di cicloturisti della FIAB  di Padova che sono già in tanti in attesa di imbarcarsi. A loro 16 si aggiungono anche 3 signore austriache e poi noi due.

Per farla breve, il marinaio ci dice che la capienza è di 13 biciclette, quindi restiamo a terra, noi e le austriache :(

Troviamo il lato positivo, ancora non sta piovendo (le previsioni dicono che pioverà pomeriggio) e abbiamo il tempo di fare colazione con Irene, che poi andrà al lavoro.

Che fare? attendere 1 ora e 10 per il prossimo traghetto, oppure iniziare la nostra avventura cicloturistica da Trieste invece che da Muggia, allungando di una decina di chilometri il percorso? Le gambe scalpitano e abbiamo voglia di pedalare, quindi via per la periferia triestina alla volta di Muggia! 

Muggia - Inizio della ciclabile

La cosa che mi piace moltissimo quando viaggio, è il fatto che ti senti cittadino del mondo, e in un attimo ti trovi a parlare (Sonia per l'esattezza) con un tipo americano che è in vacanza in Europa e si fa un giro in bici sulla Ciclabile dietro casa. Quanti incontri, scambi, conversazioni con persone che provengono da posti così diversi e lontani da casa.
 
Cupi Presagi a Capodistria

La ciclabile in Italia e in Slovenia scorre su asfalto e attraversa Capodistria ed il suo bellissimo lungomare che porta a Isola. Il cupo presagio del cielo nuvoloso si concretizza anche con lo stop imposto da due poliziotti sloveni in quanto, in un tratto fortemente trafficato da camion in una strada senza banchina, stavamo pedalando sul marciapiede (completamente deserto). Restiamo incredule, scappa la battuta "andavamo troppo veloci?" ... ma il giovane ci spiega che questo è un ammonimento, ci prende nome e cognome e ci invita a proseguire in sede stradale.

Pioggia al Museo del Sale a Sicciole

Cristallo di Sale

Dalle Saline alla volta di Buie

Lasciate alle spalle le antiche saline di Sicciole, ci dirigiamo verso il confine croato con la lunga ma non troppo ripida salita che ci porterà verso la nostra meta della giornata: a Buje dove pernotteremo. 

Nel pomeriggio ci raggiunge Irene, la terza ciclista che, causa problemi lavorativi, sarà costretta a pedalare solo nella giornata soleggiata, risparmiandosi l'acquazzone in sella!

 Buona cenetta in un ristorantino in centro e passeggiata per visitare la cittadina sotto il fascino delle stelle.

Sonno ristoratore ed il giorno dopo attendiamo un bel pò dopo colazione, per attendere che la pioggia smetta di cadere! Partiremo tutte bardate per la pioggia ma in effetti poi esce il sole, anche se il fondo sterrato della ciclabile non fa in tempo ad asciugare del tutto.



Alla partenza ignare degli ostacoli sul percorso :D

Poco dopo aver salutato la nostra ospite, accadono due fatti in breve sequenza:

-> sentiamo uno strano rumore provenire dalla bicicletta di Sonia 

-> la gomma posteriore di Irene è a terra!

Andiamo con ordine: il porta pacchi posteriore della bici a noleggio di Sonia si è rotto e pertanto pende da un lato, causando lo sfregamento del portapacchi e delle borse dall'altro. Di certo non è possibile proseguire così, ci fermiamo e proviamo a aggiustare il porta pacchi utilizzando un rametto come rinforzo nel punto di rottura e ... un calzino come benda per tenere tutto assieme. Ovviamente questa sistemazione di (s) fortuna non regge e non sappiamo davvero come fare! Siamo ormai lontane da Buje, ci spiace perdere tempo per tornare al B&B, e proviamo a fermare un paio di furgoncini che passano lungo la ciclabile. La fortuna ci assiste e  dopo un po' un signore ci omaggia di uno scotch americano, con il quale riusciamo a sistemare (più o meno) il portapacchi. Ovviamente con tutto quello sterrato e le sollecitazioni, non è il caso che le borse restino piene, così spartiamo il bagaglio di Sonia: lei riempie il suo zaino con quello che sta, ed il resto tra Irene e me.




Riparazione di fortuna del porta pacchi!

Poco dopo aver aggiustato alla bell'e meglio la bici di Sonia, ci accordiamo che la gomma posteriore di Irene è vistosamente a terra: purtroppo lei è senza copertone ed io non sapevo che il mio  29 sarebbe potuto essere utilizzato anche nella sua ruota. Dato che lungo il percorso non abbiamo trovato negozi, non ci resta che fermaci spessissimo per gonfiare la camera d'aria!!

Parte della bellezza di questo percorso consiste nel fatto che si davvero selvaggio e isolato (nel territorio croato) per la quasi totalità del suo sviluppo dai centri urbani; d'atro canto è anche vero che se si avesse necessità di ristorarsi per il gran caldo, o bisogno di un meccanico o qualche accessorio per la biciletta, in questi casi sì è completamente abbandonati e se stessi ed alla provvidenza...


Gonfiaggio camera d'aria a ciclo continuo!







Non ci facciamo di certo abbattere da qualche inconveniente lungo il percorso e di buona lena pedaliamo immerse in meravigliosi sterrati, nella natura. La giornata ormai è calda e soleggiata. i chilometri scorrono veloci e arriviamo sopra la città di Parenzo, nostra meta. Qui incontriamo un gruppo di ciclisti trentini che seguiamo per evitare la strada asfaltata e proseguire lungo il percorso, fino al mare!
 
 
 


Visto che il terreno fangoso e la pioggia ci han maculato le gambe e gli abiti, optiamo per un tuffo purificatore (almeno dal fango) nell'Adriatico!

lunedì 9 maggio 2022

La Parenzana

Uno dei tanti desideri che mi frullavano nella testa da molto tempo, quelle cose che (forse proprio perchè vicino casa, e quindi in teoria sempre a portata di mano), vengono perennemente rimandate a data da destinarsi!

Ma come non approfittare del servizio  bus&bici gratuito messo a disposizione da un'agenzia viaggi, per riportare i ciclisti a Muggia da Parenzo...? un chiarissimo segno del destino, nessuna scusa per procrastinare questa - forse -irripetibile occasione!

L'invito aperto è stato raccolto dai miei compagni di altre avventure, di solito non sulle due ruote ma con dei bastoncini per le mani: Alessandra e Rocco. Lei in sella alla e-bike e Rocco, instancabile ciclista a tutto tondo, che si muove sempre in bici, non solo per fare sport, ma proprio come inseparabile mezzo di locomozione.

Partiamo dalle rive di Trieste ed il delfino verde ci sbarca direttamente a Muggia: evitiamo così il tragitto nella zona industriale,  e arriviamo prestissimo alla tabella che segnala l'accesso alla pista ciclabile, che promette di portarci fino a Parenzo: inizia l'avventura!


Per la storia ed il percorso, note storiche e foto con il sole, rimando ai vari siti on line, ove potete trovare anche la traccia GPS, uno tra tutti questo.


Il percorso da scaricare sul navigatore è molto utile in quanto, a zone con una moltitudine di tabelle e indicazioni, possono esserci tratti in cui il fortissimo dubbio di essere fuori rotta vi assale. Nel tratto italiano e sloveno siete ancora immersi nella civiltà, ma in Istria le cose cambiano e si pedala per chilometri e chilometri immersi nella natura...

Noi abbiamo scelto di spezzare il percorso in due tappe e dormire a Buje, ma per gambe più allenate e tenendo un'andatura meno turistica, è certamente possibile fare tuto il tragitto in giornata!

Il B&B dove veniamo accolti calorosamente è davvero pulito, curato e accogliente, bibite e torta fatta in casa all'arrivo, immensa premurosità e gentilezza fino ai saluti il giorno dopo. Sabato sera ci raggiunge, fresco come una rosa (ed in auto) Ezio, che ci porta in un agriturismo vicino al suo paese di origine, Sveti Ivan, per una piacevole serata di chiacchiere e risate.

Il giorno dopo si riparte: il paesaggio tra Grisignana e Montona è davvero incantevole, meno incantevole ma indimenticabile la salita a Montona, città che si sarebbe tranquillamente potuta circumnavigare, ma vuoi mettere essere lì e non averla mai vista...?!







Domenica pomeriggio, per non farci mancare nulla, a pochi chilometri dall'arrivo, prendiamo anche un bell'acquazzone, ma l'arrivo in città è finalmente alle porte e riusciamo a festeggiare con Ezio, che ci raggiunge in piazza, con un raggio si sole.



domenica 10 gennaio 2016

S1 - La corsa della Bora - 06.01.2016

La prima edizione di questa gara ripercorre il sentiero CAI 1 che unisce le località di Sisitana e Muggia, nella provincia di Trieste.
 
La partecipazione a quest'evento è stata combattuta: mi sono presentata al via senza un'adeguata preparazione, questo è poco ma sicuro!
I mesi sono stati molto impegnati da altre attività e per una serie di "eventi avversi" sono saltati gli esplorativi che avevo programmato di fare sul percorso, salvo il lontano giro fatto  con Paola e Stefano sulla prima parte  (il 4 ottobre!).
Ultimo intoppo, la contrattura prima di Natale, la "corsa" da Ingrid per risolvere (grazie!!!) e poi due uscite da 10 km...
No, di certo non posso correrla; no se voglio fare la LanaroGranfondo a metà gennaio e poi in marzo andare un pò più in là; la parola d'ordine è: non farmi male!
D'altro canto, per non rinunciare alla possibilità di percorrere tutto il Sentiero Uno, godendo dell'organizzazione, dei ristori, del percorso ben balisato, della prima gara in rappresentanza di Evoluzione Nordic,  penso che la soluzione possa essere: partire con calma, arrivare fino all'Obelisco di Opicina utilizzando la tecnica del nordic walking e poi vedere come sto. Casomai correre gli ultimi chilometri, o continuare alternando corsa a camminata.

La giornata inizia prestissimo, alle 5:25 Paola e Stefano mi passano a prendere per lasciare al macchina a Sisitana e arrivare a Muggia con l'autobus messo a disposizione dall'organizzazione.  Pur partendo da Castelreggio alle 6:20 arriviamo davanti al Duomo muggesano dopo le 7:10. Per arrivare abbiamo fatto il giro del mondo, resta pochissimo tempo al via e ho un problema... devo assolutamente fare una sosta tecnica, non ci sono wc chimici e la fila al bar è lunga :(
Quando esco in piazza non c'è più nessuno...! sono già partiti da qualche minuto, pigio start sul mio garmin passando sola sotto l'arco e dopo qualche curva vedo la coda del gruppo: inizia il viaggio!
Lasciato alle spalle il primo tratto sulla strada asfaltata,  ci imbottigliamo alla base di un single track in salita e qui mi affianca Franz, il Master Trainer della S.I.N.W. conosciuto a Schio. Un tratto di sentiero assieme, poi lui aumenta il passo: vedo che utilizza con sicurezza i bastoncini anche in discesa, correndo e aumentando la stabilità!
Dopo i primi 10 km, con il continuo cambio di pendenza  (la salita sul monte Carso, la discesa lungo il ghiaione, la risalita sul monte Stena), non so quanto avrei potuto correre anche stando bene. La discesa nel ghiaione è pericolosa e siamo ancora abbastanza ravvicinati, diverse volte mi fermo e lascio passare, mi inquieta sentire il fiato sul collo ed il pensiero di trovarmi qualcuno in schiena non mi fa scendere tranquilla...
Una volta arrivata sull'altipiano, qui, quando la salita sullo Stena è finita, quando gambe e braccia sono provate dalla fatica, qui, proprio al 20° km, nemmeno a metà, qui cado! :( il tratto pianeggiante e corribile mi invoglia troppo presto, o solo una distrazione, e in un secondo (è sempre in un secondo, quel maledetto secondo!) che sono a terra: che botta!
Mi ripassano Maurizio e Caio, che avevo appena salutato in salita,  e si fermano preoccupati di vedermi così; ma sto bene, a parte un dolore acuto alla coscia (che dopo Natale è ben tornita, quindi NO PROBLEM :P) e piano riparto. Cammino, che non mi venissero strane idee, mangio qualcosa e assaporo il panorama: siamo a casa della Natura, qui il precipizio è a un passo, il mare sullo sfondo e  un leggero vento mi raffredda.
Arrivata a San Lorenzo c'è il secondo ristoro, bevo un mix imbevibile ma che in gara accetto di buon grado (:S) e riparto. Ci si rituffa presto in bosco e percorro un tratto che devo davvero rivalutare e considerare di più: tra la cava e la Grotta Nera ci sono bellissimi sentieri larghi, pianeggianti, riparati e immersi tra gli alberi.
Segue il sentiero tra i campi da golf, il Globojner, la Napoleonica, "i sentieri di sempre": cerco di immaginare come possono vederli gli altri concorrenti che ho vicino; quando arriviamo alla panoramicissima terrazza naturale sopra Conconello mi incanto un attimo e guardo di fronte a noi Muggia, lì da dove siamo partiti 30 km prima. Chiacchiero un pò con una ragazza croata, che mi racconta delle sue ultra gareggiate in tutta Europa.
Passiamo così il ristoro dentro al campeggio Obelisco; da qui qualche ora prima sono partiti per la mezza maratona Elena, Luisa, Alessandro, Giuseppe, Simone, e tanti altri: anche per questa distanza il numero di pettorali è andato esaurito!
Finita la Napoleonica mi immergo in un Carso sconosciuto, quasi fiabesco; mi prometto di rifare assolutamente il tratto tra Prosecco e Santa Croce, con un bel fondo corribile, scorci sui pastini sopra la Costiera e con lo sfondo del mare e delle montagne innevate... una meraviglia davvero e non mi stupisco che la ragazza davanti a me si sia fermata a fotografare col telefono tanto spettacolo!
Così facile e corribile quel tratto, quanto ostico e da panico il successivo Sentiero dei pescatori (temo sarà incubo ricorrente), tra Santa Croce e Aurisina: saranno state le gambe stanche, i piedi che non rispondevano più, ma veramente sono stati chilometri lunghi e difficili. Anche solo camminando l'incedere era incerto e difficile tra le pietre mobili, grosse e spigolose che non davano nessuna sicurezza all'appoggio; il timore di cadere e farmi male mi ha davvero fatto procedere al rallentatore.
Non l'avrei detto, ma ho tanto apprezzato gli ultimi 2 km di Strada Costiera che mi hanno portato all'arrivo: non dover prestare attenzione ad ogni appoggio e lasciare andare la tensione mi ha permesso di rendermi conto di cosa stavo per concludere e la soddisfazione mi ha fatto sorridere :)
In realtà oggi lungo il percorso più volte mi sono trovata a sorridere, persino a cantare alla fine, giù per quei "salti" attrezzati dalla protezione civile che, dalla torre piezometrica ci han fatto volare in Costiera!
La cosa strana, che trovo bellissima, è che con questo percorso ho avuto la possibilità di unire tanti tratti conosciuti in un un unico percorso, un viaggio che mi ha portata da un porto all'altro, da Muggia a Sisitiana (... a me carissima) scoprendo sentieri mai esplorati!
A meravigiosa conclusione dell'emozionante giornata, siamo stati coccolati da Elena&Enzo che con la loro ospitalità ci hanno preparato un super pastaParty!!

La gara e l'organizzazione sono sicuramente migliorabili (trasporto, servizio borse, ristori all'arrivo!) ma nel complesso il percorso era ben segnato, c'erano volontari della protezione nei punti critici e, per essere nella città del "no se pol", questa è stata una grande manifestazione!

giovedì 12 novembre 2015

Euromarathon 2015 ;)

Euromarathon, che dire: giornata perfetta, non potevo chiedere di più!
Il clima è a tutti gli effetti estivo, la mattina ci troviamo presto a Montedoro per arrivare ad Ancarano con calma, comodamente trasportati dal pullman messo a disposizione dall'organizzazione. Con l'Evinrude ormai sono anni di efficienza consolidata, così come è solita l'aria di festa che circonda la manifestazione. Per me si tratta della 5° partecipazione alla gara, terza da quando ha abbandonato l'asfalto per trasferirai sui sentieri più belli e panoramici. Partenza migliorata, dall'ampio piazzale antistante al campeggio, sicuramente logisticamente più azzeccato! Chiacchiere e caffè per ingannare l'attesa, Stefano mi indica Laura, la seconda in classifica per il trittico del 2° Trofeo 3 Trail (tra il Mare e il Carso); a pochi minuti dalla partenza saluto Federica, la prima, alla quale mi ero incollata durante l'E.S.T.: bene, ci siamo tutte! Il mio intento sarebbe quello di non perdere posizioni e di confermarmi terza, così come da classifica dopo la seconda prova... La prima gara del trittico era il Kokos trail a marzo, la seconda il divertentissimo EST a luglio :)
Qualche leggera modifica al percorso, allungato sia per consentire una partenza più sicura e lontano dalla strada, sia per ridurre la brutta discesa su pietre grandi e mobili: percorso migliorato e... ulteriormente allungato!
Mi sento bene e ho addosso allegria e voglia di godermi la giornata: un percorso panoramico, impegnativo e ben segnato, con ristori e la possibilità di correre libera, senza zaino, borraccia o altre fastidiose zavorre :)
Alle 10 si parte, subito in salita: dopo circa 500 metri si arriva alla vecchia partenza, ultima striscia di asfalto e ci addentriamo nello sterrato tra gli ulivi.
Sto bene e alla faccia di tutte le altre volte in cui parto prudente e poi ... "vedremo", oggi ho voglia di osare un po', per i miei ritmi è ovvio!! :D
Il percorso è un continuo cambio di pendenza, con scorci sul mare e su Trieste che smorzano la fatica delle salite. Presto mi trovo a seguire i passi di una ragazza bionda ("ICGEB for fun" dice il retro della sua maglietta): corre in salita, mentre io cammino, e sale leggera! per buona parte del percorso ci altaleniamo, la passo in discesa e poi mi da via in salita: chiuderà arrivando un minuto abbondante prima di me! all'arrivo la cerco per dare un nome a quella chioma bionda e riccia e ci ringraziamo per esserci tirate a vicenda; mi complimento così con Serena :)
Il percorso presenta continui cambi di pendenza, la salita a Prebenico mette davvero a dura prova i miei polpacci: flashback quando scendiamo le scalette del paesino conquistato, come l'anno precedente, avverto le prime avvisaglie dei crampi che sono pronti a farsi vivi :S sono appena al 20° km, cerco di correre e rilassare i polpacci, cosa assolutamente non facile... "non spingere, atterra e non spingere..." che sarebbe semplice se non ci fosse ancora salita!
Faccio tutti gli scongiuri del caso e mi rilasso, gli incitamenti lungo il percorso aiutano (e grazie per le foto!), soprattutto in salita o quando mancano pochi chilometri alla fine e arrivare è un miraggio: tanto più quando in una gara di 25 km trovi il cartello con l'indicazione del 26° e dopo un pò la scritta "ultimo km" :D
Arrivo felice e soddisfatta, chiudo 17 minuti prima dello scorso anno (classifica - con percorso allungato) e con una bella sorpresa sul piazzamento del Trofeo 3Trail  :O


lunedì 3 novembre 2014

Euromarathon - eco trail della penisola di Muggia

Ottava edizione di questa gara e seconda dalla sua metamorfosi da mezza su strada in trail transfrontaliero. Il successo dello scorso anno aumenta, al traguardo siamo ben in 441!(classifica)

La giornata è calda e serena, ma durante la gara osservo le mise più disparate: dalla canotta minimal &pantaloncino sgambato, alla maglia tecnica manica lunga e pantaloni alla caviglia!!! :)
In effetti dopo la partenza penso che la canotta ci stava, ma non soffro troppo in maniche corte... corro senza niente addosso, approfitto dei ristori ogni 5 km e così mi godo la corsa senza zaino e borraccia!
Percorso panoramico che ripaga della fatica, e un pò di persone incuriosite fuori dalle case a fare il tifo: in effetti in alcuni tratti gli si passava proprio in giardino... o quasi!
saliscendi praticamente continui, di sicuro è impossibile annoiarsi: rispetto la passata edizione aumenta leggermente il percorso (da 23 a 25km) ed il dislivello positivo, con in "omaggio" la salita dai laghetti delle Noghere fino  a Prebenico!
Un piacere incontrare in partenza tantissimi volti amici :)

lunedì 4 novembre 2013

Euromarathon: stesso nome ma...

 ... tutta un'altra corsa!
Si veste di nuovo questo evento che, da mezza maratona su strada si è evoluta in trail!
Nelle edizioni passate avevo corso la mezza maratona transfrontaliera che da Capodistria (SLO) arrivava a Muggia (ITA) nel 2009 o che da Muggia sarebbe dovuta arrivare a Capodistria nel 2010.
Quest'anno la svolta voluta dall'organizzatore Ferlora sembra aver avuto un ottimo riscontro: circa 300 partecipanti, molti dalla Slovenia e dal Friuli, per una gara che in zona mancava: "corsa in montagna con panorama sul mare!" :D
23 km e +800 metri di dislivello tra fango, pietre, vigne e uliveti, con un meteo che è stato clemente: il terreno era inzuppato dalle piogge dei giorni scorsi, ma noi siamo restati all'asciutto!
Giornata coperta, circa 18°C e in partenza un pò di vento. Dal paese di Ankarano (SLO) dopo pochi metri si lascia subito l'asfalto e si sale tra le vigne: il fondo è fangoso e le scarpe tendono ad appiccicarsi al sentiero: come la pendenza aumenta si slitta perdendo presa. Le mie scarpe peseranno 2 kg l'una :(
Il percorso si snoda in una zona della mia provincia che non ho mai frequentato, (il Forte Olmi, il bosco dell’Arciduca Ludovico Salvatore, il bosco della Luna, il parco archeologico di Muggia Vecchia e del monte Castellier, parte della ciclabile ricavata sul sedime della Parenzana...) e che meritano di essere rivisti, magari con più calma. Ci sono continui cambi di direzione - guai se non ci fossero stati i volontari ai bivi!- e di quota :O
Non si fa in tempo ad impostare un ritmo: in salita cammino svelta, mentre in discesa volo... riuscivo a scioglier le gambe e andar giù abbastanza veloce, spingendo ed evitando i sassi più prominenti e scivolosissimi. Che volo che ha fatto uno davanti a me: così velocemente giù, ma altrettanto velocemente si è rialzato, per fortuna senza conseguenze!
Dal 18° km ho iniziato a sentire dei principi di crampi, e un certo affaticamento delle caviglie. Percorso dichiarato di 23 km, con arrivo nel centro commerciale a Montedoro (davvero inusuale come arrivo...)

Menziono e lodo l'organizzazione dell'a.s.d. Evinrude che, a dir poco, è stata perfetta: dal centro commerciale i bus navetta ci hanno portato alla partenza,  ritiro borse poco prima dello start. Ai bivi c'erano sempre dei volontari, oppure dei cartelli molto chiari, ristori lungo il percorso e servizio massaggio all'arrivo.
 qui la classifica
qui le foto del trail