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sabato 6 marzo 2021

Falesia Timavo

Festeggiamo in falesia il 3° compelanno di AAA un'associazione della quale faccio parte da luglio, che mi ha accolta a braccia aperte e che in questi mesi mi ha regalato davvero tanto in termini di amicizia, esperienze, montagna ed emozioni...

Devo a Patrizia e Paolo la primissima volta che ho "toccato roccia" e sono arrivata in catena, ad agosto dello scorso anno, quando senza aspettarmelo è arrivato l'invito: "vieni ad arrampicare?" Da allora le cose sono un po' cambiate: sono ufficialemnte un'apprendista arrampicatrice :D 

Mai come quest'anno ho utilizzato tanto le ciaspe per non parlare poi delle belle persone che sto frequentando e con le quali riesco a portare a termine quelle piccole avventure che mi regalano soddisfazione e gioia.

La falesia Timavo, recentemente spittata, è caratterizzata da tiri brevi ma che non contemplano i gradi più bassi.

La giornata è soleggiata e un po' ventosa, immagnavo di arrampicare crogiolandomi al sole, ma putroppo la falesa è in una fessura esposta a nord e qui il sole non ci arriverà per tutta la giornata.

Quando arriviamo intorno alle 11, siamo Paolo, Patrizia, Loredana, Vincenzo Camilla, Clelia, Sandra (doppio festeggiamento per lei oggi!) Francesco e Deborah: proviamo a scaldarci ma la difficoltà, in aggiunta al grado, è data dalla roccia gelida, che congela le mani, se già non si fossero autonomamente assiderate! Poi arriva anche Anselmo con il figlio Sebastiano: che bello vedere un radazzo così giovane determinato e entusiasta.


Riesco a portare a casa Fungis in fundo e Vecjo Scarpon, mentre su mosquito beach mi fermo a tre quarti: sono stanca di braccia e le dita non reagiscono ai comandi :S

Due ore e un paio di tiri dopo, andiamo sul ciglione soprastante su un comodo e soleggiato prato, per condividere l'OPQ. Nel frattempo arrivano Guido e Giulia con Olivia e Anna, poco dopo anche Paolo con Davide e Simone.

Splendida giornata di sport e belle sensazioni!


mercoledì 24 febbraio 2021

da Prato di Resia al Ricovero Crasso rientro per Stolvizza e sentiero Ta Lipa Pot

Lasciamo un'umida alba a Trieste e troviamo una giornata primaverile in montagna: partenza 5:45 per avere la comodità di affrontare con calma il giro che, secondo le previsioni di Paolo, doveva essere di una ventina di chilometri (chiuderemo con 5.4 km in omaggio!!).

Alle 7:30 parcheggiamo davanti la sede del Parco delle Prealpi Giulie e ci incamminiamo verso il sentiero CAI 638. Partendo dai 500 metri di Prato non troviamo subito la neve, che a queste quote si è già sciolta; la salita all'inizio è subito pronunciata, tanto più che prendiamo i tagli nel bosco!


L'umore è alto e la voglia di camminare tanta, per cui sembra di non sentire nemmeno la fatica tra una chiacchiera e l'altra. All'altezza degli stavoli Sagata svoltiamo a destra percorrendo il sentiero 631 e infiliamo le ciaspe in quanto si inizia a sprofondare nella neve che comincia ad essere abbondante, ma morbida per l'alta temperatura. Camminiamo in maniche corte e, nei tratti non protetti dagli alberi, si sentono bruciare viso e braccia.

Non è sempre facile individuare il sentiero da seguire in quanto alcuni segnavia sono coperti dalla neve, altri poco evidenti, ma per fortuna Paolo controlla spesso la mappa per verificare la correttezza del nostro incedere.

Dopo aver attraversato uno stretto passaggio sopra una spettacolare cascata, ed aver oltrepassato l'incrocio col sentiero che ci riporterà a valle qualche ora dopo, ad un certo punto il pendio si apre, gli alberi si diradano e la verticalità rischia di far scivolare le ciaspe: bisogna incastrare bene il lato a monte e ogni passo richiede un appoggio deciso e profondo. A causa, in ordine sparso di: dislivello, stanchezza e poco allenamento, la fatica comincia a farsi sentire e l'incedere è rallentato da numerose soste. 

... e proprio quando la fatica avanza, il percorso si presenta ancora più impegnativo: neve ripida e chiazze di vegetazione bagnata con un'inclinazione abbastanza verticale: le foto di questo pezzo non ci sono, le mani servivano per altro! :O
Conquistiamo infine il picco Peloso e qualche metro più sotto la meta di quest'escursione: il ricovero Igor Crasso (1654), già visto in gara durante l'edizione 2012 di Estremamente Parco!

Emozionante la vista da quassù, una breve sosta per mangiare qualcosa e riposarci un po', per trovare le energie che ci servono per il rientro a Prato.
Per fortuna la neve, alta ma morbida, garantisce una buona stabilità in discesa in quanto i talloni affondano molto bene, a volte persino un po' troppo e arrivare alla vita è un attimo... qualche contorsionismo per uscire dalla morsa del manto innevato e dall'incrocio con il sentiero 643 che ci porta a Stolvizza è davvero un luna park!! scendiamo veloci e allegri, decisamente più rilassati...

A Stolvizza vediamo i primi bucaneve e dopo un tratto di asfalto prendiamo il sentiero Ta Lipa Pot che ci riporterà in piazza a Prato di Resia, dove tutto è cominciato 

Il sentiero che scende quasi al livello del fiume è davvero ben curato e piacevole: qualche ponticello,  e tavole sollevate per evitare gli acquitrini, bei segnavia e tabelle ad ogni incrocio.
Il giro è stato davvero bello ed emozionante: per la lunghezza, i panorami, e per la difficoltà di trovarsi in ambiente innevato. Non è mai banale andare in montagna ed andarci con una persona più esperta e che trasmette fiducia, facilita notevolmente le cose: grazie Paolo per aver disegnato questo bel percorso!


sabato 20 febbraio 2021

Sci di fondo in Val Gleris

Valle poco frequentata ma una vera oasi di pace, con panorama ampio e diverse possibilità di trascorrere sportivamente il tempo in montagna.

Arrivo prestissimo, tanto che il signore che fa la manutenzione della pista arriva poco dopo di me e inizia il giro di preparazione: fantastico, avrò i cananlini perfetti! :)

il percorso prevede degli impegnativi saliscendi e prendenndo velocità non mi faccio mancare un paio do cadute: nessuna drammatica, ma una una botta sul ginocchio davvero sonora, tanto da veder le stelle!
Con un pizzico di fortuna, riesco a combinare una sciata, proprio un anno dopo, con Samantha e Stefano: bello ricordare assieme la serena settimana (l'ultima) trascorsa assime in Val Venosta, quando il nostro unico pensiero era, la mattina cercare belle piste in quota per trascorrere giornate in compagnia all'aperto e sulla neve mentre la sera abbinare il vino al menù! 
Loro, dopo un paio di giri si spostano in Val Saisera per comcludere l'allenamento giornaliero, mentre io, che ero arrivata prestissimo, torno a casa. 
All'inizio della pista di fondo trovo dei cartelli esplicativi che mostrano il tracciato di due percorsi ad fare con le ciaspole: il sentiero dell'Orso e quello della Volpe, da tenere a mente per qualche prossima gita.






domenica 3 gennaio 2021

1, 2, 3: se il 2021 fosse tutto così!

1° gennaio - camminata

Cerchiamo di vedere il lato positivo di tre giorni di festa tutti per me, da passare... in rosso!

Il colore è quello della zona, per cui spostamenti consentiti solo per attività sportive all'aperto, inidividuali, e con partenza a piedi o in bici da casa.

Preciso il tutto che mi auguro, tra un po' di tempo, di non ricordare esattamente che cavolo ho scritto sul colore rosso, quando ormai la pandemia causata dal COVID-19 sarà solo un lontano ricordo!

Il primo gennaio mi incontro casualmente con Patrizia e Paolo all'inizio della ciclabile e chiacchieriamo allegramente fino alla fine dell'asfalto, sotto Cattinara. Una mezza idea di andare sul Kokos l'avevo riposta da qualche parte, ma il tempo incerto e gli amici l'avevano messa in secondo piano. Tutto sommato Gea ed io abbiamo voglia di camminare e quindi su per via alpi Giulie si fa presto ad arrivare in via del Botro, luogo di giochi e svago della mia infanzia, di mia sorella e dei miei cugini. Da Cattinara quindi via Marchesetti, Longera e sentiero 1 fino Basovizza.

Finalmente via dall'asfalto posso lasciare libera di correre la mia piccola quadrupede, instancabile e allegra quando il prato prende il posto del bitume: cose da non credere, ma sembra davvero che sorrida!

Attraversando il pavé del Sincrotrone arriviamo tra le case di Basovizza per inoltrarmi, poco prima dello stagno, tra le case e mi dirigo in direzione Parco degli Eroi. Passo in un prato poco conosciuto e senza una  traccia evidente ed arrivo alla salita del bianco azzurro che ci porterà sulla cima italiana.


Dal centro abitato verso il parco degli Eroi, per poi risalire sul bel sentiero bianco azzurro che inizia dolcemente per poi inerpicarsi come piace a me sul fianco fangoso del monte di casa. Piove già da un po', in salita non da fastidio se non fosse per gli occhiali... 

Scendiamo giù seguendo il sentiero 28 che ci porta alla chiesetta di Pesek e quindi giù ancora fino ad arrivare sulla ciclabile. Le mani iniziano a perdere sensibilità e la stanchezza inizia a farsi sentire. Arrivata al pinto dove qualche ora prima avevo salutato Patty e Paolo, ripendo la salita verso Cattinara e rientro a casa scendendo per via Forlanini. Bagno caldo immancabile per tutte e due!


2 gennaio - un po' di bici...

la giornata presenta un cielo coperto e le gambe sono un po' stanche per la camminata del giorno prima, ma ho proprio voglia di stare a casa: finisco di nuovo in ciclabile dove casualmente incontro Paola & Stefano. Il tempo per gli auguri e scambiare due chiacchiere e poi li lascio al loro allenamento di corsa; per me potrebbe anche bastare così, giro i tacchi e scendo verso città; vedo il cielo sopra il mare, ha un bel colore arrabbiato, e si specchia dentro il mare, che è di un blu intenso e mi viene voglia di vederlo da vicino. Da San Giacomo al mare è un attimo e così passo dalla sister, per una pausa caffè.


Quando esco mi sento più riposata, il tempo sembra tenere e mi viene in mente che è una vita che non faccio la costiera in bici: il traffico è praticamente assente e vado a respirare un po'. Tornano alla mente le edizioni della Bavisela, quando in mezza o in maratona eravamo i padroni indiscussi dell'asfalto, e lo spettacolo della città alleggeriva la stanchezza alle gambe (e anche la lieve discesa della costiera faceva il suo!), così come i pensieri corrono ai (pochi) giri in BDC di dieci anni fa...

Ora il ritmo è davvero tranquillo, ciclisti veri mi sfrecciano accanto sui copertoni che sono larghi appena un centimetro, che leggerezza, che velocità! col mio passo e le soste fotografiche arrivo a Sistiana; mannaggia me e la mia mania dei giri ad anello, rientro per Aurisina. Non ricordavo ci fosse tanta salita, ero uscita per fare 10 km o poco più, la stanchezza inizia a farsi sentire ed ho  anche fame... 

dopo Padriciano inizia a piovere seriamente, chiudo il giro sotto la pioggia battente, e per fortuna che l'arrivo è in discesa, per chiudere questi inaspettati 40 km!


3 gennaio - forse è la volta buona che provo un traverso!

Il modo di "arrampicare" senza compagno c'è: non è altrettanto divertente, manca compagnia e spiritosaggini, ma senza lasciar corree troppo tempo dall'ultima volta, vado a provare il traverso "unto" della Napo. Tra nebbia e pioggia è da metà dicembre che la falesia è bagnata, ma domenica mattia forse una finestra di sole asciuga la roccia.

Anche oggi siamo in zona rossa, per cui a Prosecco ci arrivo in bici, facendo un'altra vecchia conoscenza ciclistica su strada nuova per Opicina, forse la più morbida da casa, e poi la Napoleonica in discesa.


All'inizio dell'asfalto, dove Guido mi ha indicato l'inizio del supplizio :P incontro anche Renzo con la moglie: hanno avuto la mia stessa idea! Bici parcheggiate sul muretto e magnesite appesa in schiena. Un po' di chiacchiere e poi ci si mette sotto. più che una mattina di allenamento sembra di stare in salotto in piazza unità, dato che dopo un po' passa di là anche Simonetta, mia compagna di "corso di arrampicata".

Il sole, che ha fatto capolino per un paio d'ore, è tornato a nascondersi dietro le nuvole, ed è inutile illudersi, le previsioni danno pioggia anche per oggi e quando si alza un po' di aria è il momento di ripartire.


Certo che la luce che filtra dietro le nuvole cariche di pioggia è uno spettacolo mozzafiato, sfido io di vedere tutto ciò da casa!
Immancabile acquazzone mentre pedalo verso casa, tre giorni su tre! ... ma l'umore è alto e non disturba più di tanto :)  .magari ci fossero tre giorni così ogni settimana...

martedì 22 dicembre 2020

sci di fondo in Val Saisera

... in sentore di prossime chiusure e zone arancio/rosse, l'idea di prendere un giorno di ferie per godere della neve e delle piste battute è davvero invitante!
in un paio d'ore di macchina si arriva in Val Saisera, circondata da monti imponenti come il Montasio, il Nabois, Jof di Montasio, il monte Nero, ecc la pista è per tutta la giornata in ombra. A parte 500 metri (su un totale di 7 km) per un paio di minuti, si ha la sensazione di sciare all'interno di una cella frigorifera. La temperatura si aggira intorno allo zero e la luce è bluastra, livida.
Come fare a scaldarsi per bene dunque?
28 km possono essere un buon inizio, la cioccolata calda a fine giornata una degna prosecuzione :P
Purtroppo non è stato battuto il raccordo tra la pista della Val Saisera alta e bassa e qui bisogna spostarsi con la macchina per testare tutti i percorsi; molto più bello e panoramico quello alto, ampio e scorrevole, con dolci saliscendi.
Al contrario, quello della parte bassa, è caratterizzato da una ripida salita, ed è molto più cupo e incassato nella valle.





domenica 13 dicembre 2020

escursione con le ciaspe alla Casera Zouf

 E' arrivata la neve, tantissima: e torniamo tutti un po' bambini! :D

Gita di fine anno con la fantastica associazione Alpinisti Autonomi Associati, conosciuta quest'estate quasi per caso e che ha movimentato il mio tempo libero!

Ritrovo alle 7 a Prosecco, partenza alle 9 dalla località Galizzis sopra Moggio Udinese. il gruppo è davvero numeroso con tutti i contro delle attese ed i pro della simpatia ed il poter conoscere persone nuove o approfondirene di vecchie.







Dopo il primo tratto nell'abitato, prendiamo il sentiero 436 che si innalza abbastanza verticale lungo il pendio; dalla cima degli alberi arrivano delle vere e prorpie bombe di neve, che data l'altezza degli alberi, arrivano veramente a tutta velocità a terra (o sulla testa). sul percorso ci sono diversi alveri caduto, forse a causa del peso stesso della neve, caduta davvero copiosa in settimana. Oltrepassarli non è sempre agevole, e con le ciaspe l'agilità è davero limitata.

Dopo la sosta rilassante alla casera di Zouf, ben rifocillati riprendiamo la strada verso la sella e quinadi la lunghissima discesa per il rientro.

Un plauso particolare a due piccoli compagni di escursione  di 7 e 10 anni: sono stati tutto il girno a camminare e giocare sulla neve, senza batter ciglio, senza un lamento, con il sorriso e una simpatia davvero strepitosi!

il percosro su relive

martedì 8 dicembre 2020

Bagnoli -> Kokos per ritornare in Valle

Di certo anche le cose più scontate si apprezzano solo quando sono precluse: alcune settimane senza poter uscire dai limiti del comune ed è subito nostalgia a pensare alla tanto amata Val Rosandra. Da domenica il via libera, ma complice il meteo proibitivo ed il lunedì lavorativo, aspetto fino ad oggi. A quanto pare c'è una finestra di tregua fino alle 10 e così, preparata al peggio ma sperando per il meglio, alle 8 mi trovo con Paola, Patrizia, Paolo e Stefano a Bagnoli. Dal parcheggio del teatro risaliamo verso Bagnoli superiore per proseguire lungo il sentiero 1 fino all'abitato di Botazzo. Poco oltre l'imbocco della salita, a sinistra della sinistra trattoria, abbandoniamo il tante volte consumato 1 per prendere la deviaizone verso Draga e sbucare in ciclabile davanti ai resti del'antico castello Funfenberg.


Proseguiamo lungo la ciclopedonale e poco dopo l'abitato di Draga Sant'Elia imbocchiamo il sentiero a sinistra prima della ringhiera e subito dopo il bivio teniamo la destra. Risalendo lungo il tracciato arriviamo fino alla strada statale 14 di fronte alla chiesetta di Pesek.


Da qui prrendiamo il sentiero 28 che grazie ai tagli nel bosco ci fa arrivare al Tumulo, meta del nostro peregrinare odierno: vetta conquistata e scendiamo verso valle seguendo il 3, poi il sentiero biano e azzurro che sbocca allo slargo dove c'è l'agriturismo Al Selvadigo e quidi proseguiamo oltre la strada asfaltata in direzione San Lorenzo. Con il sentiero 15 scendiamo fino in ciclabile e poi ancora giù: agli ulivi è il moemnto di una sosta ristoro, e chiudiamo l'avventura ripassando per Bagnoli, qualcuno incontra casualmente pezzi di famiglia (cognata e nipotina) e con la soddisfazione di aver finito un bel giro nonstante la pioggia che ci ha scortato per unpaio d'ore, rientriamo a casa!

Insperatamente sono riuscita in quest'uscita a mescolare due coppie importanti: amici vecchi e nuovi coi quali spero di condividere molti momenti ed emozioni.


la visualizzazione su Relive

domenica 29 novembre 2020

Opicina -> Prosecco

In questo periodo con scuole, piscine e palestre chiuse e complice la pigrizia nonchè i giochi elettronici, riuscire a schiodare i figli dalle sedie è davvero dura! Complice un'altra mamma nelle mie stesse condizioni, ecco che accade qualcosa di buono: 17 chilometri davvero easy per andare da Opicina a Prosecco e ritorno in un giro ad anello nel bellissimo Carso.




Il percorso ricalca in un senso lo stessopercoso che avevo fatto duante l'S1, mentre una volta arrivati sotto Prosecco non continuiamo alla volta di Santa Croce ma rientriamo lungo la Napoleonica.

Qui ci fermiamo ad ammirare chi arrampica, mi piace ascoltare i commenti di Gaia, -che proverebbe subito- o di Paolo -nemmeno morto!- :D 

Le 5 ore passano veloci come le chiacchiere durate 17 km: grazie amici!