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martedì 5 giugno 2012

Estremamente Parco

Quando si parla di casualità: esiste o siamo noi a cogliere dei segni e dar loro un particolare significato?

Se qualche mese fa, l’occhio non mi fosse caduto sul dépliant appeso alla bacheca podistica del bosco di Basovizza non ci avrei pensato... e non mi sarebbero tornati alla mente i racconti di Enrico delle sue precedenti partecipazioni.
Il Racconto del 2011 è sul sito del Parco delle Prealpi Giulie, ma per lui si è sempre trattato del percorso lungo, i 110 km proposti sono solo per una ristretta élite!
L'alternativa corta può sembrare abbordabile ai più, in confronto “sono solo 50km” e il dislivello è più che dimezzato, no? ... e così inizia a lavorare il tarlo. Propongo l’idea ad Andrea: di correre non se ne parla proprio, non c’è l’allenamento da troppo tempo alla corsa e alla distanza, ma un trekking?

Via con l’iscrizione: 50 km e 3500 metri di dislivello senza pensarci più di tanto, l’evento il 2 giugno e c’è un pò di tempo per prepararsi: iniziamo così a macinar chilometri per testare la resistenza, l’equipaggiamento, le gambe, ed anche gli utilissimi bastoncini.
Qui non è facile trovare  salite lunghe e dislivelli importanti: il primo test in zona collinare, poi in Val Rosandra a salire e scendere quei 500 metri più e più volte e infine la prova sul campo la scorsa settimana in Val Resia, ad assaggiare la prima salita e i suoi 1600 metri abbondanti di dislivello.

Il tempo di pensarci su è finito e siamo alla partenza:  sabato 2 giugno ore 7:00, in compagnia di un centinaio di compagni di ventura per affrontare il percorso, subito dopo il via ognuno col suo ritmo.
Un anello che parte da Prato di Resia ed ha come primo riferimento l'arrivo al Rifugio Crasso (1654): questo è il dislivello maggiore con un’ascensione che porta dai 500 metri scarsi di Prato fino ai 2200 del picco Grubia.

Si passa dal sottobosco, al sentiero stretto a tornanti, per poi sfilare il fianco del monte in un sentiero esposto e panoramico (se ci fosse stato il sole e non la nebbia! Per arrivare sulla cresta si attraversa una pietraia: il paesaggio e il fondo mutano sotto i piedi molteplici volte, così come la vegetazione circostante. Arrivati in cima ci si butta a valle per una ripida discesa; le nuvole basse e la nebbia oscurano il panorama e lungo la prima discesa si può solo intravedere la maestosa parete rocciosa del Canin. Prima parte ripida e viscida, tra erba bagnata e fango devo ancora stilare la classifica delle scivolate più rovinose, ma direi che sono parimerito! Primo ristoro (dopo 22 km) e fine della discesa molto più dolce nel sottobosco, ci si lascia andare seguendo l’inclinazione del terreno e lasciando girare le gambe.
Arriviamo a fondovalle, il punto più basse dove scorre il fiume Resia che attraversiamo su un ponte asfaltato: qui ci affianca Lara che ci passa col suo ritmo spedito e che dopo la prima salita sparisce nel fogliame: passo da stambecco, chiuderà in meno di 12 ore!!!
Poco dopo si unisce nuovamente a noi Simone, il ragazzo di Gemona col quale avevamo percorso la prima salita e che ritroviamo per arrivare su assieme alla Casera Canin (1433): dai 566 metri del fondovalle  la seconda salita non molla un attimo, delle tre questa è la più bastarda perchè non c'è un attimo di tregua, il respiro diventa rumoroso e il cuore batte forte in gola: mi faccio forza pensando che la salita non può essere eterna!
 Arriviamo in cima cotti e troviamo un piccolo e graditissimo ristoro, il percorso ridiscende quindi verso Malga Coot, in un'ampia e bellissima vallata.
La discesa è più dolce, si attraversano prati con tantissime specie di fiori variopinti: così belli e in luoghi così impervi, un premio per chi si cimenta in tali percorsi e si sobbarca un bel pò di fatica per godere della natura incontaminata.
Il cielo è coperto, le previsioni davano rovesci quasi tutto il giorno e invece avremo preso si e no un'ora di pioggia in tutto, davvero una gran fortuna!
Dopo Malga Coot affrontiamo la terza salita sul Monte Guarda: sulla vetta bisogna timbrate il pettorale e non tagliare il percorso per il sentiero che aggira la sommità:
In questa salita non riesco a utilizzare più i bastoncini, la spalla sinistra mi fa troppo male per lo sforzo delle due salite precedenti... poggio le mani sulle ginocchia e cerco di mantenere un ritmo regolare, mi tornatno alla mente le sagge parole di un blogger che ricordava che "più veloce vai meno tempo dura la sofferenza" :-S
La cresta è davvero ripida, molto poco elegantemente ci salgo usando le mani per arrampicarmi e sto molto vicino al terreno fangoso e bagnato nel timore di non scivolar giù: meglio che ci sia la nebbia intorno per non rendersi conto dell'esposizione e dell'altezza. Arrivati in cima si cammina lungo la dorsale, in sentiero largo un paio di metri sopra il tetto del monte... fantastico!
A parte qualche breve salita oramai il più è fatto, si va avanti per inerzia e la fatica incomincia davvero a farsi sentire; per fortuna subentra l'entusiasmo di rendersi conto di essere a buon punto, che il più è fatto, e che rispetto le previsioni siamo messi bene!!!
L'ultima lunghissima discesa mette a dura prova le ginocchia che sono dolenti, sono le 20 passate e anche se il cielo è ancora chiaro siamo in un fitto sottobosco e dobbiamo accendere le frontali per non inciampare sulle pietre.
Da lontano sentiamo le campane e il vociare di persone, dopo tanti km di natura si ritorna alla civiltà: dicesa finale su asfalto, qualche centinaio di metri sulla provinciale e poi una settantina di scalini per arrivare alla piazza di Prato e tagliare il traguado :-D
Soddisfazione IMMENSA, CE L'ABBIAMO FATTA!!!

Un pensiero a chi è ancora sui piedi e che nelle gambe di chilometri ne avrà il doppio: Enrico lo incontriamo la mattina dopo, Lui ha gareggiato e vinto il percorso lungo (110km e 8000D+) arrivando "UNO" dopo meno di 24 ore (23:53  per l'esattezza!!!): COMPLIMENTI!!!

...estremamente bella, estremamente dura... ESTREMAMENTE PARCO: e il pensiero va al 2013...

ps:  ci tengo a fare i compliementi all'organizzazione, e un particolare ringraziamento per ciascun volontario che con grande altruismo ha lavorato affinchè tutto andasse per il meglio. Visi sorridenti, parole di conforto e di incoraggiamento, un'infinita pazienza... grazie a tutti, da questa mia prima esperienza il ricordo e le emozioni saranno sempre nel cuore.

sabato 19 maggio 2012

JamaRun

Prima gara del 2012, in un periodo in cui delle gare faccio volentieri a meno dato il poco allenamento e la difficoltà di far combaciare la vita familiare con gli appuntamenti sportivi.
Per oggi però non ho scuse, gara al sabato pomeriggio in orario comodo e poi...  a un trail in Carso, come si fa a resistere?

Il mio spirito è decisamente NON agonistico, se penso al mio NON allenamento dovrei restarmene a casa... ma ammiro l'organizzazione (cai cim): predisporre ristori in luoghi di non facile accesso, mobilitare il soccorso alpino per far correre 150 persone nello scenario incantevole della Val Rosandra è qualcosa che va di per sè onorato con la presenza... poi se per in salita cammino o mi aiuto sui tronchi degli alberi per le discese nel ghiaione... beh, l'importante (per me) è partecipare!
La gara l'avevo corsa lo scorso anno, mi aveva colpito per essere breve (poco meno di 13km) ma intensa, e mi era piaciuta un sacco: quest'anno parto conscia che camminerò molto di più e mi godrò il paesaggio. Accenno un timido riscaldamento ma è meglio di no, non vorrei stancarmi troppo :-P 
ore 16:00 partenza dal centro della piazzetta rinnovata e accogliente di Bagnoli e subito in salita, prima su asfalto e dopo poche centinaia di metri si entra nella riserva Naturale della Val Rosandra. Parto in fondo, lo scopo è arrivare a Beka (cancello orario entro 1 ora) e alterno la camminata di buon passo delle salite alla corsa appena spiana.
Le sensazioni sono positive, fa caldo ma il percorso è per lo più ombreggiato: dopo Beka (transito in 45 minuti), finita la prima grande saita, la corsa è facile, siamo in sella del Monte Carso (parte slovena) e tra prati verdi sbucano cavalli al pascolo. Corro e sorrido, penso alle mie gambe che cmq mi hanno portata quassù, godo il momento e lo apprezzo infinitamente: sono felice!
Il pezzo che mi continua a fare timore è la discesa nel ghiaione alla fine dell'ottavo km, per fortuna non dura molto e ogni tanto ci sono degli alberi sui quali mi appiglio per frenare... quindi sempre  sassi per risalire ancora in cima al Monte Carso.
Arrivati in cima c'è una radura dalla quale si lanciano col parapendio (e oggi ce ne erano diversi a colorare il cielo con le loro tele variopinte!) e anche noi ci buttiamo a capofitto in un sentiero che ritorna velocemente verso Bagnoli. Passaggio stretto e con pietre appuntite e instabili, il pensiero è sempre quello di arrivare giù integra anche se finalmente mi sento un pò più sicura (questo tratto lo avevo percorso di recente).
Finita la discesa ripida ancora poche centinaia di metri su asfalto e transito di nuovo in piazza davvero sfinita e soddisfatta!
Mi ha fatto piacere il saluto di Ale all'arrivo :)
Al ristoro incontro Enrico (arrivato quasi un'ora prima già cambiato e riposato) e Orzowei, oggi in veste non podistica!

mercoledì 9 maggio 2012

una palestra naturale

Piccola premessa: sabato sera prima di andare a dormire il mio pensiero è per chi è all'esordio in maratona, e per chi si cimenta nuovamente alla Bavisela sulla distanza della maratona o della mezza.
In questi giorni era impossibile non notare in città che tutto si stava operosamente preparando per l'Evento, la gara podistica più importante di Trieste. In questi ultimi anni è sempre stato un appuntamento da mettere in calendario, un appuntamento importante: nel 2009 la mia prima mezza maratona, nel 2010 l'esordio sui 42,195 km e nel 2011 il bis.
Quest'anno non ci sono le condizioni per correre, nemmeno la mezza è alla mia portata, quindi questa settimana ho evitato accuratamente di passeggiare per le rive e passare negli stands della manifestazione: che nostalgia.

Dato che questo periodo mi vede lontana dalle corse lunghe, la domenica libera l'ho messa a frutto piazzando un altro allenamento di camminata: questa volta lo sfondo è la Valle, palestra naturale di sport!
Il tempo meterologicamente incerto scoraggia ad avventurarsi tanto lontano dalla macchina, il cielo è carico e le previsioni prevedono rovesci. L'idea è quella di macinar chilometri e dislivello percorrendo ripetutamente diversi versanti del monte Carso e del Monte Stena. Non c'è pericolo di annoiarsi, si passa dal sottobosco con leggere pendenze a pendenze più ardite, per poi arrivare a tratti in cui è necessario progredire anche con l'aiuto delle mani per non perdere l'equilibrio ed infine non mancano i ghiaioni che attraversano il fianco spoglio del monte. Dove cresce, la natura è rigogliosa e contrasta gli spazi vuoti, grigi e taglienti delle rocce appuntite.
Le ore e i chilometri scorrono velocemente, ad ogni curva si vede una nuova prospettiva, uno scorcio diverso: salendo poi da un versante all'altro è buffo vedere dalla vetta del monte Stena quella del monte Carso e pensare che poco prima si era "dall'altra parte": e poco dopo rifare il contrario. Seguire con lo sguardo i sentieri tracciati, che da lontano fanno un'impressione completamente diversa che percorrendoli.
Da lontano mi colpisce l'inaccessibilità, si ha la sensazione che sia "impossibile" andar sù per di là... Quando poi ci sei, sali sù, sempre più su e tra il terreno, le pietre e gli alberi, e sali a fatica ma sali, allora non è più impossibile e anzi c'è gusto a fare un passo dopo l'altro per arrivare lì, in cima, quando sopra non ci sarà altro che lo spettacolo d'ammirare un paesaggio che riempie gli occhi e il cuore...

Che gran fortuna, solo qualche goccia di pioggia in tarda mattinata,  a fine giornata il tempo è migliorato!
Rispetto il 1° maggio -circa stessi km, ma più saliscendi e pendenze più ripide- molto meglio le sensazioni il giorno dopo: gambe ok, e zona posteriore ginocchio sinistro non risente per nulla.
10 ore complessivamente a zonzo, un inreccio di sentieri, al quadrivio sempre una direzione diversa: ho conosciuto di più la Valle oggi che in tutta la mia vita!
unico neo: zecca in omaggio :-(

martedì 1 maggio 2012

test

Mi ritrovo qui a scrivere, dopo mesi di silenzio, con di nuovo addosso quella voglia di raccontare, di annotare sul mio diario qualcosa, per poi rileggerlo, rivederlo e riviverlo attraverso le sensazioni e le immagini.
In questi mesi ho sempre corso, ma pochissimo, nulla degno di nota. Le mie uscite si riducono a una/due volte la settimana, dalle 20 alle 21, con un percorso casa-Barcola che ormai i piedi percorrono in totale autonomia, devo solo star attenta a quando attraverso la strada :-O
Circa un sabato mattina al mese riesco a respirare un pò di bosco a Basovizza correndo in quel sentiero che amo tanto. Ma il poco allenamento si fa sentire e presenta il conto: anche quel pochissimo dislivello pesa come un macigno :-/
I rulli li uso ogni tanto, ma devo dire che pedalare indoor è davvero pesante e noioso: del resto le ore per le uscite in bici non ci sono.

Nella vita: tutto procede frenetico e identico giorno dopo giorno, non ci sono novità, non ci sono cambiamenti nel tran tran quotidiano, quando invece un cambiamento potrebbe essere una svolta vitale, una svolta che darebbe il via a tutto il resto...

Nel resto: avete presente quando quasi per caso si scopre qualcosa di nuovo, qualcosa che attira l'attenzione? Un bigliettino visto per caso, che potrebbe proporio fare al caso tuo... una sfida, un'avventura, qualcosa con cui mettersi alla prova!
Quando l'idea si fa strada nella mente è difficile fermarla: è partita e si insinua nei tuoi pensieri, la fantasia si adopera per individare il modo di superare ogni singolo ostacolo che sembra dire: ma che vuoi fare, sei matta?
Quando ci si pone un obiettivo, e tutto porta verso quella realizzazione... ecco una sensazione che non provavo da tanto, sentirti "spinta verso", lavorare per ottenere un risultato che si sa, non sarà eccezionale in senso assoluto, ma per me sarà un enorme traguardo.
Oggi ho finalmente provato un pezzo del sentiero CAI n°3 "Alta Via del Carso", che rappresenta il percorso integrale della Cavalcata Carsica. In relatà l'ho provato in senso in verso a quello di gara e solo nel tratto che si estende dall'altezza di Malchina a quella di Zolla.
Un piccolo viaggio a piedi in una porzione del Carso che allo scorrere dei chilometri si cambia d'abito: dagli alberi della macchia mediterranea nella zona attorno a Sistiana, al tipico paesaggio boschivo caratterizzato dal pino nero dell'entroterra carsico.



All'inizio tutto brilla di un verde acceso, nel quale spiccano fiori selvatici e coloratissimi, la strada è una carareccia comoda e dolce.  Man mano che ci si addentra nell'entroterra il sentiero si stringe,  è costellato da rocce acute e sporgenti. La sensazione di scoprire luoghi nuovi, bellissimi, di farli un pò miei e imprimerli nei ricordi.
La giornata è calda e soleggiata, per fortuna il sottobosco protegge per la maggior parte del tragitto, ma la prima tintarella c'è, eccome, classica da gita con colore fino alla manica della maglietta.

30 km di passeggiata non sono un caso, sono un test. In questo periodo non riesco a fare i lunghi di corsa, ma non è detto che nel frattempo, aspettando momenti più propizi, non si possano scovare delle alternative!
Le gambe muscolarmente sono ok, bene anche lo zaino: unico neo un fastidio nella zona posteriore del ginocchio sinistro, tendini credo... l'unico che sembra non aver gradito a fine giro la discesa (quasi) verticale da Opicina in città, passando per Scala Santa).
 
percorso sentiero n° 3: Sistiana-Vaisogliano, Malchina, Precenico, Monte San Leonardo, Lanaro, Voglje (SLO), Zolla, Opicina, Scala Santa, Roiano, TS centro.

domenica 29 gennaio 2012

non sono in letargo! (ma quasi)

In questi ultimi mesi la corsa è diventata sempre più rara nella mia quotidianità: i motivi sono tanti, e non a causa di infortuni o perchè correre non mi piaccia più o non mi soddisfi, anzi...
Rimane un momento prezioso e anelato, un momento di sfogo e di serenità. Qualcosa "di mio", una piccola affermazione di me. Ma si sa, spesso ci sono situazioni, momenti in cui ci sono altre priorità o periodi nei quali semplicemente il tempo non c'è!
In questo mese di gennaio ho cercato di corricchiare nei pochi momenti disponibli, ma ovviamente senza nessun obiettivo in quanto l'unico scopo è quello di muovermi e far girare un pochino le gambe... Son pochi 70 km in un mese, soprattutto quando in altri tempi questa era la distanza degli allenamenti settimanali :-S
Di solito, per le uscite nell'orario serale il percorso è il lungomare di Barcola: non mi serve nemmeno guardare il Garmin per sapere a che km sono, dove girare quanti minuti ancora mancano per finire nell'ora a mia disposizione...
Tra uscite diurne: il giorno della Befana una piacevole corsa partendo dalla strada Imperiale, a con una insolita deviazione per il ritorno verso Gropada.
L'8 gennaio sono stata sul Cocusso (4° salita per i 111gg) e nei giorni di sole arrivare in cima è molto bello: è pieno di persone, cani, bambini, tutti molto allegri e soddisfatti per la cima raggiunta a rifocillarsi e rilassarsi nel rifugio o nel prato antistante.
Il 15 gennaio sono passata per qualche chilometro sul percorso della Lanaro Granfondo, gara trail di 32 km alla quale avevo partecipato lo scorso anno: ho incontrato un sacco di partecipanti che conoscevo, un pò di rammarico per non aver potuto partecipare quest'anno a una manifestazione che rende omaggio a splendidi percorsi del Carso triestino.

Del resto: un pò di rulli ogni tanto (ma che noia!) e il nuoto una volta a settimana, quando anche Anna e Paolo svolgono i rispettivi corsi di nuoto sincronizzato e nuoto nella stessa fascia oraria. Questa soluzione mi piace molto, era da agosto che non nuotavo; così invece che restare a guardarli dalle tribune, ne approfitto pure io per fare qualche bracciata. I bimbi sono contenti che la mamma "entri in vasca" con loro, anche se in zone differenti della piscina, per poi ritrovarci a fine lezione in spogliatoio...

domenica 25 dicembre 2011

il regalo più bello...

Ognuno di noi ha dei sogni grandi e piccoli, alcuni desideri, delle speranze, molti progetti... 
L'augurio per ciascuno di piccole e grandi soddisfazioni, in questo Natale decisamente alternativo ma molto, molto bello...
dallo Slavnik tanti Auguri!!!





domenica 6 novembre 2011

domenica 16 ottobre 2011

Barcolana

 In ritardo di una settimana sul giro fatto (il tempo è tiranno!) riporto il percorso di questo bel girobike di una domenica autunnale caratterizzata dall'aria frizzante e un insistente vento che, nella giornata della Barcolana, ha movimentato la mattnata per le centinaia di barche impegnate nella competizione. Quindi a cercar in bici un percorso panoramico per ammirare lo spettacolo da più punti della città (strada Costiera, via del Pucino, Monte Grisa), salendo sull'altipiano.

giovedì 6 ottobre 2011

TACI - Trail Autogestito del Carso Isontino

L'altro anno partecipare alla 1° edizione del TACI, è stata un'esperienza che mi ha fatto vedere la corsa da tutta un'altra prospettiva.
Ecco al via la seconda edizione e il link sul bolgdiCaio:


Per la corsa non potrò prepararmi più di tanto, farò parte della zavorra... non mi resta che allestire un gustoso "terzo tempo"! :-D

venerdì 30 settembre 2011

settembre

Brevi uscite di corsa, un giro in bici e una allenamento in piscina: sotto il minimo sindacale, questo è poco ma sicuro, ma sempre meglio di niente!

Particolarmente carina l'uscita del 17 perchè son partita per fare il solito giro sulla Napoleonica, ma ad un certo punto a un bivio invece che andar dritta come sempre ho svoltato a sinistra. Una cosa un po' buffa, son 3 anni che corro su quel percorso e ad un tratto mi accorgo di una variante che propone scorci nuovi di un vecchio sentiero...


Domenica 25: girobike che parte per una volta non in salita, lasciando per la prossima volta la TS - Opicina. Prendiamo la strada costiera in direzione Sistiana e da qui un "giro dei paesetti"(Aurisina- San Pelagio - Ternova Piccola - Gabrovizza - Sgonico - Rupinpiccolo, Borgo Grotta, Rupingrande) per rientrare poi a Trieste da Opicina, con discesona finale :)
...istanti di serenità per ricaricare le batterie...

martedì 30 agosto 2011

12° Triathlon Città di Trieste

E' da più di un anno che aspetto: quindi i primi pensieri, a novembre il tesseramento fitri, gli allenamenti di spinnig, le lezioni di nuoto, la corsa sempre!
Lo spirito è unicamente quello dello sport come divertimento, per me è sempre stato così e non può essere diversamente: gli impegni della vita quotidiana sono tanti e ognuno di noi "ricarica le batterie" a modo suo...
Quindi perchè no? Mi piace molto praticare ciascuno singolo sport, ma è arrivato il momento di provarli nella giusta sequenza in gara!
Tra il caldo, impegni familiari, piscina chiusa d'estate, sono cosciente di non essermi preparata per l'appuntamento come avrei voluto: non nuoto da fine maggio, corro poco e la bici è una novità con la quale devo ancora prender confidenza.
Ma l'iscrizione è fatta, la società che organizza l'evento è la mia, e quindi non ho scuse!
...anche se i bimbi sabato notte che mi han fatto fare la notte praticamente in bianco - poveri stavan male- potevano essere un incentivo a rimandare...
 In ogni caso domenica ore 11:00 ritrovo al parcheggio davanti alla Lanterna (pédocìn) con Stefano: guardiamo e studiamo il percorso (ma da che parte si va?!) e mentre sistemo le cose in zona cambio cerco di pensare mentamente alla sequenza in cui fare ogni singola azione, penso se ho tutto l'occorrente, se riuscirò a non scordare niente...
Un pò di emozione, ma di certo la consapevolezza di prendere con molta serenità questa prova, con l'unico obiettivo (che poi è sempre quello) di arrivare al traguardo sorridente e tutta intera!

Nuoto 750 metri: si parte qualche metro al largo dalla spiaggetta, non siamo tantissimi poichè gli agonisti hanno iniziato 3 minuti prima di noi. Comunque parto in ultima fila cercando di star lontano da possibili gomitate e pedate. Sono abituata per praticità a nuotare solo in piscina, per fortuna il mare non è troppo mosso e fila tutto liscio. Cerco di usare le gambe il minimo indispensabile per non stancarmi troppo e per non farmi venire qualche crampo. Percorso rettangolare, quattro boe enomi gialle fluo, impossibile non vederle o sbagliarsi. Esco con calma dopo 16 minuti e mi avvio alla zona cambio: casco, occhiali, pettorale, scarpe e via verso l'uscita bici! chiedo conferma di poter saltare in sella, c'è una prima transenna e un pò più in là una seconda: passata quest'ultima in sella e via!

Bici 20 km: le sensazioni sono buone, a parte il vento contrario sulle rive mentre procedo in direzione di piazza Unità: curva a 180°, ritorno sempre per le rive. Prima leggera salita lungo viale Romolo Gessi, qualche metro per prender fiato e poi si intraprende la salita  di via Maestri del Lavoro! Salita breve ma tremenda, 18% mi fa temere di impiantarmi, penso al peggio: "se rallento e non riesco a staccare la scarpa dal pedale?" meglio non pensarci, semplicemente non deve accadere! segue a poca distanza una discesa altrettanto ripida, poi rientro per passeggio Sant'Andrea piatto piatto e si ricomincia: il giro da 5 km va ripetuto 4 volte, quindi ancora 3 salite così, da morirci su! :-S

Ogni tanto mi sfrecciano accanto dei propri e veri "treni" di 4-5 ciclisti che mi passanto troppo vicino, per i miei gusti!
Durante tutta la frazione di bici spero intensamente di non forare: ecco una cosa nella quale mi dovrò assolutamente allenare, vedo un ragazzo a bordo strada che cambia la camera d'aria: per me significherebbe la fine della gara!
Arrivo in zona cambio,  un ragazzo davanti a me fa uno scivolone mettendo giù il piede mentre la bici è ancora in movimento; vado piano, appendo la bici alla griglia e...

Corsa 5 km: ...in effetti mi accorgo di essere un pò stanca, ci metto qualche secondo a realizzare che devo fare: giro il pettorale, cambio scarpe, da che parte si va? bevo un pò e inizio a correre, per la prima volta dopo aver pedalato! le gambe si muovono con difficoltà, il movimento mi sembra del tutto innaturale e sento dei principi di crampi ai polpacci :-(
Piano, vado piano, ormai "incidenti" non ce ne dovrebbero più essere, se non mi faccio fermare da un crampo... Ad ogni passo le sensazioni migliorano, anche se il sole delle 14:40 picchia in fronte: tutto a un tratto sento tanto caldo, non c'è più il vento che in bici mi faceva percepire una temperatura molto più gradevole e sento la pesantezza di correre con 30 e passa gradi.
Frazione in progressione, man mano che mi avvicino al traguardo realizzo che ce l'ho fatta, passo sotto l'arco blu ed è finita!

Un abbraccio al fotoreporter personale (GRAZIE!) e poi cerco un posto per sedermi e qualcosa da bere... arriva tutta insieme una gran stanchezza: per  qualche ora i battiti del cuore saranno accelerati ed il corpo è stanco, anche se si tratta di quella stanchezza positiva, che dona soddisfazione e benessere :)

Untitled from mjaVale on Vimeo.


qui la classifica

domenica 14 agosto 2011

una bellissima giornata...

L'aria è insolitamente fresca per essere una mattina di metà agosto, il cielo è limpido e la voglia di pedalare en plain air è alle stelle!
Sono assai curiosa di vedere se, effettivamente, un'ora di rulli tre volte alla settimana è servita a qualcosa: non ho idea se è abbastanza per avere un risultato ...
Partenza da casa e solita salita Trieste-Opicina per arrivare in quota, sull'altipiano... proseguiamo quindi per Monrupino, Kreplje, Kopriva, svoltiamo a sinistra subito prima di passare per Stanjel, caratteristico paesino arroccato su un colle. Piccola pausa per mangiare qualcosa e decidere il percorso in itinere in base alle sensazioni: siamo a quasi 30km e mi sento bene, della stanchezza nemmeno l'ombra e quindi allunghiamo il giro di almeno altrettano.
Il paesaggio è quello che adoro: le vigne si alternano a colline di prati in fiore di un verde brillante che, assieme all'azzurro intenso del cielo riempiono ogli occhi di colore e energia... La strada si snoda sinuosa, con continui saliscendi che non annoiano mai e il traffico automobilistico è praticamente assente.
Proseguiamo verso Komen e rientriamo in Italia passando per San Pelagio, quindi Malchina, Sistiana e ritorno "allegro" in Costiera! mancano 20km alla fine del giro ma la leggera discesa panoramica sul golfo invita proprio a spingere sui pedali, ultima fatica lo slalom tra le auto a Barcola, gremita da gente al mare e quindi a casa :-)
Chiudiamo l'uscita con 70 km e una gran soddisfazione, evidentemente i rulli sono serviti eccome e sento solo un pò di tensione nella zona lombare, solito fastidio che a seconda dell'allenamneto salta fuori prima o dopo...
Grazie Andrea per le foto e il bel giro!
Niente corsa al pomeriggio, ma una bella camminata per arrivare in cima al Cocusso, già meta di tante corse, ma questa volta lo assaporo in una piacevole passeggiata: non può mancare la foto di rito all'albero! ;-)

domenica 31 luglio 2011

doppio turno

Finalmente un paio d'ore libere da dedicare allo sport:
inizio con un giro in bici, era ora di pedalare fuori dalle mura di casa :)
direzione Opicina - Fernetti - Sesana - Lipica - Lokev - Basovizza: banale ma carino, e soprattutto ho fatto il pieno di verdi prati: a Lipiza c'erano i cavalli al pascolo e tanti bimbi al parco giochi: è proprio un bel posto...
conquiste di questa 12ma uscita:
  • segnalare non solo quando giro a sinistra, ma staccare e segnalare anche a destra!
  • prendere la borraccia e bere senza dovermi fermare!
  • prendere il telefono, leggere un sms e rispondere pure! (forse questo è meglio non farlo, ma di fermarmi in salita non avevo voglia e si sa quanto la curiosità sia donna...)
Con tutto che il giro non era particolarmente lungo, alla fine ero stanca e in particolare risento di un fastidio alla zona lombare (solo a destra) e accorcio un pò rispeto quanto avevo in programma...

Nel pomeriggio ho ancora il tempo per una corsa: ci sono dei posti che periodicamente DEVO ripercorrere, il posto ormai è scontato, è il mio preferito...
Son due settimane abbondanti che non corro e speravo di non provare tutta la sensazione di fatica che invece mi ha pervasa oggi  :-S

mercoledì 27 luglio 2011

... a mali estremi...

... la mia piccola Sting o la vendo, o la "rullo"!
Passa troppo tempo tra un'uscita e la successiva, l'allenamento è inconsistente e in questo periodo non c'è altra via d'uscita per far girar un pò le gambe. Non per mancanza di volontà, ma per effettiva impossibilità di tempo...

ultimo acquiso al ritorno dalle ferie: i rulli!
triste da un lato, altro che "verde Slovenia" a pochi minuti da casa, ma per ora l'unica soluzione  rispetto a non pedalare affatto...
mi sforzo e sta sera cerco il lato positivo della situazione: finalmente passerò in rassegna tutti i DVD musicali che mi accompagneranno nell'allenamento casalingo...!
sta sera ho iniziato con Elisa, per un'ora di allenamento&musica...

lunedì 18 luglio 2011

favola iraniana

A volte il tempo passa così in fretta e gli avvenimenti si susseguono così rapidamente da lasciarti impreparata a stare al passo con loro...
E' passato così quasi un mese di poca corsa, zero bici, pochissimo nuoto... e molto "tutto il resto"di vita...
penso sia normale, quando si è giù pensare agli affetti, a quelli che non ci sono più ma che ti han dato tanto: e così mi viene alla mente una favola che il mio nonno mi raccontava spesso da piccola...

Il vecchio e il bambino

Nella favolosa città di Teheran, si sta svolgendo un censimento sulla popolazione e tutti i cittadini, vi si devono recare per certificare la loro esistenza.
Un vecchio con il nipotino, abitanti sulle montagne, in un  villaggio molto lontano dalla capitale, si preparano per fare questo lungo viaggio,
A disposizione hanno un solo asinello.
Pian piano si incamminano, per potersi presentare ai funzionari addetti al censimento.
Mentre  il bambino è seduto sul dorso dell’asino e il vecchio gli cammina accanto,  incontrano un gruppo di persone  e dopo averle superate, quando queste si allontanano, il vecchio percepisce i loro commenti:
“Guarda come è maleducato quel bambino, lui sta sull’asino, mentre il vecchio che ha le gambe stanche, cammina a piedi...”
Il vecchio non dice nulla, fa scendere il bambino e sale sull’asino.
Incontrano un altro gruppo di persone e dopo averle superare, di nuovo sente dei commenti:
“ Guarda quel secchione, che egoista, con un bambino così piccolo, con le gambe così corte, lui sta sull’asino e il povero bimbo, deve corrergli appresso….”
Il vecchio, non commenta, ma prende il bambino, facendolo sedere sul dorso dell’asino vicino a sé.
Incontrano un altro gruppo di persone e dopo averle superare, sente nuovamente dei commenti:
“Hai visto quei due lì?  Con un asinello così piccolo, gli stanno sopra entrambi, finiranno per sfiancarlo…”
Il vecchio, ancora una volta non dice nulla, ma prende il bambino per mano, scendendo dall’asino ed insieme si incamminano a piedi.
Dopo qualche chilometro incontrano ancora delle persone, che li salutano, ma mentre si allontanano, queste, commentano ridacchiando:
“Avete visto quei due lì?  Devono essere proprio stupidi!  Hanno un asino a disposizione e vanno a piedi….”

Morale della metafora:  quando fate qualcosa, fatelo per voi, perché se lo fate per avere l’approvazione degli altri, state sicuri che non l’otterrete mai.