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giovedì 14 novembre 2013

la credenziale

Insolita sfida quella lanciata da Le vie del Carso quest'anno per trascorrere in movimento il periodo più freddo e buio dell'anno.
Le cose si complicano: non un solo monte da conquistare quest'anno, ma una vasta platea di luoghi, Stati e panorami. Per poter accedere alla classfica bisogna però timbrare interamente la credenziale consegnata al momento dell'iscrizione!
poi inizia il divertimento, l'esplorazione e la ricerca di posti già conosciuti o mai esplorati...
Per togliersi subito il "pensiero" di questi 7 timbri da recuperare (i primi due li avevamo guadagnati in Taverna la sera dell'iscrizione), Bobo pensa bene di proporre un percorso che tocchi in una sola giornata i monti: Nanos, Vermscica, Kokos, Slavnik, Carso, il paese di Beka e quello di  Botazzo! Tecnica mista per noi del NW: camminata con bastoncini in salita, corsa in piano e in discesa...
Accolgo con l'entusiasmo che mi contraddistingue di fronte queste "piccole follie" l'invito, e sono in ottima compagnia. Bobo ed io ci occupiamo dei rifornimenti, Paola e Stefano attrezzano la loro auto per la "gita", foderando tutto con nylon e giornali, dato che le previsioni erano pessime e tanta sarebbe potuti esser  l'acqua e il fango.
Ma partiamo con ordine: da Opicina a Razdrto siamo ai piedi del Nanos in meno di mezz'ora e alle 5:34 "si parte!"
Neanche la soddisfazione di essere i primi, ci sono già diverse macchine parcheggiate e persone che ci precedono sul sentiero. Salita ripida e diretta alla cima, due gocce a metà salita a bagnare l'inizio dell'impresa e poco prima di arrivare al rifugio spegnamo le frontali. Primo timbro della giornata, il cielo sembra schiarire e questo ci riempie di ottimismo: la giornata sarà lunga.
Scendiamo per la strada meno ripida e dopo 2 ore dallo start siamo di nuovo alla macchina: tè caldo e crostata per fare colazione e via in auto verso la seconda meta.
Il sottobosco che ci porta alla cima del Vermscica è da quadro: gli alberi scuri e spogli, a terra un tappeto fitto di foglie rosso intenso: uno spiraglio di luce tra le nuvole e una bellissima sensazione di pace.
Vorrei restare qua. timbriamo con il vento che gioca con le nostre credenziali svolazzanti, occhio a non perderle! timbrare con le mani infreddolite non è il massimo (scoprirò poi che c'è di peggio), l'inchiostro o è troppo ed esce una macchia, o è poco e non si vede il nome del timbro... insomma, ho testimoni, l'Auremiano l'ho fatto a piedi, per la prima volta!
E' quindi la volta del Kokos, durante lo spostamento in auto mi cambio e metto l'intimo leggero: i due rilievi più importanti sono passati e la giornata non è per nulla fredda.
Partiamo da Pesek e arriviamo un pò prima delle 11 in cima: conoscendo il programma di Bobo, più di qualche amico ha pensato bene di attenderci su per un saluto, e così ci fermiamo qualche minuto: di Istrialand siamo in tanti e cogliamo l'occasione per una foto di gruppo con il direttivo al completo :D
Siamo felici e sorridenti, il tempo ci ha regalato una mattina di cielo poco nuvoloso e un clima mite... 
E' quindi la volta dallo Slavnik, partenza da Podgorje e salita diretta: Paola non apprezza la scelta, le gambe iniziano ad essere stanche e probabilmente confidava in una ascesa più morbida. In effetti è lunga e non dà tregua.
Su, come sempre, fa freddissimo, la cima è spazzata da un vento forte: timbro in vetta, un minuto a prender caldo in rifugio e subito sui nostri passi. Questa volta un percorso più morbido ma in discesa sento una fitta al ginocchio sinistro.
Arriviamo alla macchina stanchi, abbiamo i visi tirati, mangiamo qualcosa e via in direzione Bagnoli: ci aspetta l'ultimo percorso con 3 timbri.
Arrivati a Bagnoli scendiamo e inizia a piovere. Prima solo qualche goccia, man mano che saliamo sul monte Carso l'acqua scende a secchi. Il percorso è l'inverso del tratto finale della JamaRun, pendenza costante e impegnativa. L'umore è fradicio, parliamo ormai pochissimo, anche perchè tra lo scroscio della pioggia e lo sfregare del cappuccio le parole si perdono.
In cima al monte Carso c'è la tettoia a riparare la postazione col timbro: per fortuna, perchè diluvia e avremmo annegato credenziale e timbri precedenti! ci fermiamo un paio di minuti per rifocillarci, ma l'acqua sui pantaloni e nelle scarpe ci raffredda subito e ripartiamo per scaldarci.
Sempre sul percorso della gara, -facendo solo una piccola deviazione prima di Beka-, arriviamo nel paesino e troviamo subito l'antro col timbro: le mani bagnare e il poco spazio asciutto non aiutano, ora viene davvero giù a secchiate e non so cosa darei per una stufa calda davanti a un divano...
Ultima tappa la taverna di Botazzo, bisogna scendere e qui mi accorgo che il ginocchio sinistro, che mi aveva avvisato sullo Slavnik, ha deciso che per lui basta così. In discesa fa male, una piccola stilettata ad ogni appoggio, mentre in piano o in salita tace.
Il pezzo che da Beka porta al Sentiero dell'Amicizia è sempre un pantano, anche d'estate, e non posso dire cos'era: fango e pozzanghere ovunque, ormai non ha senso provare a evitarle, solo fatica sprecata. Corriamo per finire, corriamo per arrivare e per indossare il cambio asciutto.
A Botazzo ci scaldiamo con un te; ci asciugniamo un pò per non bagnare la credenziale e gli otto timbri già conquistati e con tanta soddisfazione apponiamo l'ultimo!
Speriamo che smetta di piovere, ma diluvio avevano previsto ed il diluvio è arrivato. Non desiste e noi ci rituffiamo in quella continua cascata di gocce che ci accompagna fino alla macchina.
Dai piedi del Nanos a quelli del monte Carso sono passate poco più di undici ore: finisce la nostra avventura e siamo soddisfatti, emozionati e stanchi!
Concludiamo la meravigliosa giornata in una gostilna (piacevolissima scoperta per me!): birra di produzione propria e carne davvero buona :P
Sommando i singoli percorsi siamo a un totale di 40 km e +2300m
Nanos 8,4 km 666 mt
Auremiano 6,7 km  375 mt 
Cocusso 4,7 km 226 mt
Taiano 7,9 km 518 mt
Monte Carso - Beka - Botazzo. 12,3 km e 523 mt
Ringrazio Bobo, Paola e Stefano senza i quali non mi sarei mai azzardata a compiere una impresa simile: abbiamo passato una splendida giornata, con tante chiacchiere, racconti, scambi di esperienze.
Una soddisfazione che mi porterò dentro a lungo.

venerdì 8 aprile 2011

Monte Auremiano


Appuntamento al "muretto dei runner" a Basovizza ma si pedala in Slovenia: il percorso prende forma in divenire, anche se quasi subito il dubbio salita si/salita no, dopo una piccola sosta tecnica per aggiustare la sella, è fugato e si riparte con l'idea di arrivare sul monte Auremiano, almeno sin dove la strada asfaltata lo consente!
In relaltà una dettagliata descrizione del percorso odierno si trova qui, e risale ad un allenamento di Rupikaber dell'estate scorsa, almeno per quanto riguarda la prima parte: una salita si, due ancora NO!!!
Non mi dilungo quindi nel novero dei paesini attraversati  e nella descrizione tecnica del percorso...
Parto ancora timorosa, come a chiedere "il permesso" alla bici di lasciarsi cavalcare per portarmi in bei posti e emozionarmi un pò...
All'inizio la strada è davvero scorrevole, con leggeri saliscendi ottimi per prendere confidenza con i rapporti e l'assetto.
Dopo 12 km ca dolcemente inizia l'ascesa regolare e senza strappi ma mi ci impianto per bene: impressionante davvero la difficoltà a spingere e quando, continuando ad alleggerire i rapporti arrivo a fine corsa, spero almeno scollini presto! :-P
Il paesaggio è davvero incantevole: sullo sfondo marron scuro del terreno e degli alberi dell'inverno appena passato, spuntano le prime foglioline verde chiarssimo che contrastano con lo sfondo e piano la natura riprende vita. Il traffico è quasi assente e riesco a stare in sella abbastanza rilassata, ammiro il panorama e mi approprio anche dell'uso della mano sinistra (già, che alla prima uscita non avevo osato staccare dal manubrio :-O)
La discesa per riprendere fiato e riposar le gambe, e poi si torna indietro.
Le sensazioni migliori sono decisamente quelle in pianura, sento di più il controlo sulla bici e ho una buona sensazione a spingere sui pedali, sembra davvero che la bici "vada sola"!
Tirando le somme, rispetto la prima uscita mi son sentita molto più a mio agio e questa volta non sento il dolore alle spalle che mi è venuto alla prima uscita: evidentemente ero così contratta e irrigidita da mettere in tensione inconsciamente tutto il corpo...
Il ritorno scorre veloce, sarà la consapevolezza che ormai il più e fatto, e Basovizza arriva subito: solo quando mi fermo e scendo mi accorgo della fatica accumulata; leggero crampo al polpaccio come metto il piede a terra e la schiena indolenzita... ma un enorme sorriso!