Dopo le gare di sabato e domenica lunedì non volevo correre: un pò di rispetto per il corpo, al quale ultimamente chiedo abbastanza ed il "non vai mica a correre stasera?" di qualcuno sono stati sufficienti a farmi desistere. Ma la giornata è bellissima, cielo azzurro e sereno e altrettanto bella anche la serara: 20e40 prendo la porta, il percorso è quello dei tanti allenamenti da casa verso barcola, ma questa volta mi infilo i pattini in linea e sfreccio per le strade deserte ^-^ (gioca l'Italia ai mondiali).

Un pò come assaggiando la madeleine di Proust, infilando i miei vecchi roller, acquistati nel 1999 mi tornano alla mente attimi di quell'estate: lavoravo da un paio d'anni, stavo per sposarmi, con 4 amiche abbiamo comprato tutte i pattini in linea e ci siamo iscritte ad un corso per imparare a non sfracellarci o fermarci esclusivamente agganciandoci ai pali....
Caspita, quanto tempo, ne è passata di acqua sotto i ponti: come le piccole ruote, così scorrono i pensieri in questa uscita cittadina: un tuffo nel passato...
Percorro così, senza quasi accorgermene 11 chilometri a un buon ritmo (si alternano tratti lenti per attraversamenti pedonali o tratti molto sconnessi ad altri dove sento l'aria veloce contro il mio viso). Anche i battiti rispetto la corsa sono proprio bassi, ma finisco comunque sudata e piacevolmente stanca: in particolare i dolori assomigliano a quelli degli scarponi da sci, per la pressione del pattino sulla caviglia. Strana questa uscita alternativa alla corsa...
Mercoledì è il giorno programmato per la mia prima uscita in bici! Altra uscita dedicata ai ricordi, in sella alla mia vecchia mountain bike: me l'hanno regalata i miei quando andavo alle superiori, l'avevo scelta quale mezzo di locomozione al posto del motorino. In realtà l'avevo usata ben poco e, tra una soffitta e un box di strada ne ha percorsa davvero poca! Chissà che sia arrivato il momento di farle "sgranchire i pedali": per la prima uscita mi organizzo con
Andrea che, fermo dal correre per una brutta distorsione alla caviglia, mi accompagna di buon grado: ultimamente è ritornato in sella, ma all'attivo lui annovera un passato da VERO ciclista, con alle spalle tante gare e vittorie sulle due ruote...

L'appuntamento alle 9 sulla ciclabile di Trebiciano, partiamo in direzione Orlek, poi verso Basovizza, giro nel mio amatissimo boschetto, poi strada verso Lipica, poi Sesana, attraversamento ferrovia (sui binari!), Fernetti, e Trebiciano di nuovo. Ascolto attenta tutti i consigli in questo percorso di 28 km di cui circa la metà su sentieri sterrati: un bel giro cercando, come da mia richiesta, più sterrato possibile o strade poco trafficate.


L'uscita era incerta fino un'ora prima, ha piovuto tutta la notte: alle 6 quando mi sveglio sta ancora diluviando, dovevamo sentirci alle 8 per conferma.... per fortuna abbiamo goduto di un tregua di un paio d'ore al maltempo, giusto il tempo della pedalata e alle undici e mezza piove di nuovo. Non credevo che mi sarei infangata così, finisco con le gambe ricoperte di schizzi, riga di fango pure sulla schiena ma un grande sorriso sulle labbra. Non ho fatto particolare fatica, anche se alla fine ero stanca, ma la sensazione del vento contro, la velocità, la sensazione di libertà sono sate davvero esaltanti!