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domenica 3 gennaio 2021

1, 2, 3: se il 2021 fosse tutto così!

1° gennaio - camminata

Cerchiamo di vedere il lato positivo di tre giorni di festa tutti per me, da passare... in rosso!

Il colore è quello della zona, per cui spostamenti consentiti solo per attività sportive all'aperto, inidividuali, e con partenza a piedi o in bici da casa.

Preciso il tutto che mi auguro, tra un po' di tempo, di non ricordare esattamente che cavolo ho scritto sul colore rosso, quando ormai la pandemia causata dal COVID-19 sarà solo un lontano ricordo!

Il primo gennaio mi incontro casualmente con Patrizia e Paolo all'inizio della ciclabile e chiacchieriamo allegramente fino alla fine dell'asfalto, sotto Cattinara. Una mezza idea di andare sul Kokos l'avevo riposta da qualche parte, ma il tempo incerto e gli amici l'avevano messa in secondo piano. Tutto sommato Gea ed io abbiamo voglia di camminare e quindi su per via alpi Giulie si fa presto ad arrivare in via del Botro, luogo di giochi e svago della mia infanzia, di mia sorella e dei miei cugini. Da Cattinara quindi via Marchesetti, Longera e sentiero 1 fino Basovizza.

Finalmente via dall'asfalto posso lasciare libera di correre la mia piccola quadrupede, instancabile e allegra quando il prato prende il posto del bitume: cose da non credere, ma sembra davvero che sorrida!

Attraversando il pavé del Sincrotrone arriviamo tra le case di Basovizza per inoltrarmi, poco prima dello stagno, tra le case e mi dirigo in direzione Parco degli Eroi. Passo in un prato poco conosciuto e senza una  traccia evidente ed arrivo alla salita del bianco azzurro che ci porterà sulla cima italiana.


Dal centro abitato verso il parco degli Eroi, per poi risalire sul bel sentiero bianco azzurro che inizia dolcemente per poi inerpicarsi come piace a me sul fianco fangoso del monte di casa. Piove già da un po', in salita non da fastidio se non fosse per gli occhiali... 

Scendiamo giù seguendo il sentiero 28 che ci porta alla chiesetta di Pesek e quindi giù ancora fino ad arrivare sulla ciclabile. Le mani iniziano a perdere sensibilità e la stanchezza inizia a farsi sentire. Arrivata al pinto dove qualche ora prima avevo salutato Patty e Paolo, ripendo la salita verso Cattinara e rientro a casa scendendo per via Forlanini. Bagno caldo immancabile per tutte e due!


2 gennaio - un po' di bici...

la giornata presenta un cielo coperto e le gambe sono un po' stanche per la camminata del giorno prima, ma ho proprio voglia di stare a casa: finisco di nuovo in ciclabile dove casualmente incontro Paola & Stefano. Il tempo per gli auguri e scambiare due chiacchiere e poi li lascio al loro allenamento di corsa; per me potrebbe anche bastare così, giro i tacchi e scendo verso città; vedo il cielo sopra il mare, ha un bel colore arrabbiato, e si specchia dentro il mare, che è di un blu intenso e mi viene voglia di vederlo da vicino. Da San Giacomo al mare è un attimo e così passo dalla sister, per una pausa caffè.


Quando esco mi sento più riposata, il tempo sembra tenere e mi viene in mente che è una vita che non faccio la costiera in bici: il traffico è praticamente assente e vado a respirare un po'. Tornano alla mente le edizioni della Bavisela, quando in mezza o in maratona eravamo i padroni indiscussi dell'asfalto, e lo spettacolo della città alleggeriva la stanchezza alle gambe (e anche la lieve discesa della costiera faceva il suo!), così come i pensieri corrono ai (pochi) giri in BDC di dieci anni fa...

Ora il ritmo è davvero tranquillo, ciclisti veri mi sfrecciano accanto sui copertoni che sono larghi appena un centimetro, che leggerezza, che velocità! col mio passo e le soste fotografiche arrivo a Sistiana; mannaggia me e la mia mania dei giri ad anello, rientro per Aurisina. Non ricordavo ci fosse tanta salita, ero uscita per fare 10 km o poco più, la stanchezza inizia a farsi sentire ed ho  anche fame... 

dopo Padriciano inizia a piovere seriamente, chiudo il giro sotto la pioggia battente, e per fortuna che l'arrivo è in discesa, per chiudere questi inaspettati 40 km!


3 gennaio - forse è la volta buona che provo un traverso!

Il modo di "arrampicare" senza compagno c'è: non è altrettanto divertente, manca compagnia e spiritosaggini, ma senza lasciar corree troppo tempo dall'ultima volta, vado a provare il traverso "unto" della Napo. Tra nebbia e pioggia è da metà dicembre che la falesia è bagnata, ma domenica mattia forse una finestra di sole asciuga la roccia.

Anche oggi siamo in zona rossa, per cui a Prosecco ci arrivo in bici, facendo un'altra vecchia conoscenza ciclistica su strada nuova per Opicina, forse la più morbida da casa, e poi la Napoleonica in discesa.


All'inizio dell'asfalto, dove Guido mi ha indicato l'inizio del supplizio :P incontro anche Renzo con la moglie: hanno avuto la mia stessa idea! Bici parcheggiate sul muretto e magnesite appesa in schiena. Un po' di chiacchiere e poi ci si mette sotto. più che una mattina di allenamento sembra di stare in salotto in piazza unità, dato che dopo un po' passa di là anche Simonetta, mia compagna di "corso di arrampicata".

Il sole, che ha fatto capolino per un paio d'ore, è tornato a nascondersi dietro le nuvole, ed è inutile illudersi, le previsioni danno pioggia anche per oggi e quando si alza un po' di aria è il momento di ripartire.


Certo che la luce che filtra dietro le nuvole cariche di pioggia è uno spettacolo mozzafiato, sfido io di vedere tutto ciò da casa!
Immancabile acquazzone mentre pedalo verso casa, tre giorni su tre! ... ma l'umore è alto e non disturba più di tanto :)  .magari ci fossero tre giorni così ogni settimana...

mercoledì 4 agosto 2010

cerbiatti, galleria, meduse...

SABATO - cerbiatti: Svegliarmi presto per il momento non mi pesa per nulla anzi: la sensazione è quella di "rubare" le ore per me senza togliere nulla a marito e figli: esco di casa col buio e torno che ancora dormono, al massimo solo Anna, con gli occhi ancora pieni di sonno mi domanda "Mamma, eri a correre?"
Dopo due uscite settimanali di corsa in città, ho zero voglia di correre sul grigio cemento; sento il richiamio del bosco, che mi manca davvero tanto se non ci vado abbastanza spesso, prendo l'auto, imposto il pilota automatico e in pochi minuti mi trovo al parcheggio davani al Bosco di Basovizza.
Quiete. Silenzio. Profumi. Mi addentro nel sentiero, il Garmin dirà che ho pigiato start alle 5:36 e, come la scorsa settimana vedo nella radura due cerbiatti, (una mamma col figlio credo) che al rumore dei miei passi si impietriscono, mi fissano, mi fermo anch'io per un saluto silenzioso e riparto.
I miei occhi si riempiono di verde, mi rilasso e corro sullo sterrato del sottobosco i più sereni 8km della settimana!

DOMENICA - galleria: In una domenica piena di impegni familiari (per nulla sportivi), mi alzo di buon ora per ritagliarmi il tempo di un allenamento: questa mattina sono in sella prima delle 6, parto da casa con l'obiettivo di trovare l'inizio della pista ciclabile Trieste-Erpelle. Dal rione di San Giacomo inizia una lunga e lenta salita che porta dal centro città fino alla Val Rosandra. Dopo la prima galleria -percorsi 8km- decido di tornare indietro. Non me n'ero accorta all'andata, evidentente qualcuno l'aveva percorsa poco prima di me, ma la galleria ha un'illuminazione da terra, che si accende a tratti man mano che si procede: all'inizio tutto bene, entro e si accendono le prime luci, arrivo di nuovo nel buio e scatta ancora il meccanismo... ma finito questo secondo tratto illuminato le luci non si accendono più e io mi trovo a procedere nel BUIO più assoluto! Che sensazione, razionalmente so benissimo che non c'è nulla per cui avere paura, ma la strada ora è in discesa, la bici mi sembra andare troppo svelta e non capisco se procedo dritta o se sto per arrivare contro il muro: insomma una brutta sensazione di disagio, dopo un primo tentennamento giro la bici e mi dirigo verso le luci che erano ancora accese (svelta! prima che si spengano...) e dopo qualche pedalata sono fuori!
Avevo deciso di tornara a casa e ho perso tempo, al primo incrocio mi butto in giù verso destra e mi trovo ad attraversare l'abitato di San Giuseppe della Chiusa, Log e quindi Domio: devo dire che all'inizio ero un pò disorientata (non sapevo esattamente dove fossi...), finchè non ho incontrato la via principale e ho ricominciato a pedalare con decisione verso Via Flavia.
Poi le strade sono quelle cittadine (Baiamonti-D'Alviano-passeggio Sant'Andrea-Rive) e presto sono di nuovo a casa.


LUNEDI' - meduse: siamo già in agosto e purtroppo TUTTE le piscine di Trieste sono chiuse per manutenzione :-(
Poco male -direte voi- abitando in una città di mare non dovrei proprio lamentarmi... ho un'infinita distesa liquida e blu nella quale posso immergermi quando voglio (e gratis)!
Sulla base di queste premesse, mi metto d'accordo con Gabriella (collega accanita nuotatrice) per trovarci alle 6:30 davanti casa mia, quindi in auto fino a Barcola e alle 6:50 siamo in acqua. L'aria è fresca (21°C e c'è un pò di brezza), ma il mare non sembra troppo inospitale e, facendoci coraggio, ci tuffiamo. Il sole non è ancora sorto, il fondo è cupo e il risultato è che nuotiamo in un mare davvero scuro, con visibilità ridotta: il massimo però arriva quando, dopo 5 minuti, Gabriella mi avverte di stare attenta alle meduse!!! NO, le meduse NO!!! Come cavolo faccio a starci attenta, per fortuna non me ne ero accorta, se no avrei preso un colpo: ritorno indietro a dorso (che dura, anche contro corrente) e salto letteralmente fuori dall'acqua. Di sicuro con il sole, un fondo più chiaro e SENZA meduse sarebbe stata TUTTA un'altra cosa, ma questo primo esperimento è stato davvero un flop.
A malincuore mi toccherà aspettare settembre e la riapertura della piscina per un allenamento vero...