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domenica 21 maggio 2017

JamaRun 20.5.2017

2011, 2012, 2013, 2015, 2016 e... 2017!

per la prima volta in tante edizioni è l'ora di una versione JamaRain :O
il percorso ormai confermato è quello del ventennale della staffetta, sai già che ci sono 2 salite su cui hai la possibilità di lasciar un polmone ciascuna, e poi la discesa finale verso Jama che, se sbagli un appoggio (o se prendi troppa velocità) garantice una "brutta fine"!
la cosa positiva è che non fa tanto caldo come due anni fa, ma ciò significa che le pietre delle due discese tecniche oltre che mobili sono anche scivolose :S
Divertente veloce e tosta, caratteristiche di questo appuntamento fisso che me la fanno mìamare tanto; se poi ci mettiamo che mi hanno fatto una foto mentre corro (facile in discesa, no?) con la cascata alle spalle, che cosa potrei chiedere di più?!?


martedì 25 aprile 2017

... pezzi di triathlon

In un week end (lungo) sono riuscita a  unire tre bellissimi sport: non ho di certo il tempo e le energie per dedicarmi seriamente al triathlon, per il quale tanti anni fa ci avevo fatto un pensierino: avevo acquistato una bici da strada, e andavo con costanza in piscina ad allenarmi col gruppo!  Il mio unico sprint in agosto 2011, poi però è stato impossibile continuare... :(
La corsa, la passione più grande, è rimasta una costante della mia quotidianità, ormai il nuoto è un'eccezione mentre la bici è davvero appesa in box a prender polvere...
Un pò nostalgica, sabato mattina vado in piscina per vedere se sto ancora a galla e mentre doloretti vari al braccio destro mi tormentano nuotando a dorso, mi vieni in mente che nel programma manca solo la bici, dato che il giorno dopo sono iscritta al Trail del Collio!
Domenica partiamo presto, anche se i pettorali li han già ritirati Paola e Stefano il giorno prima: aria frizzante intorno ai 7°C, tantissimia gente a Cormons per la maratona ed il trail competititvi, ma anche per le fiasp! Son curiosa di provare questo percorso bello e scorrevole: in effetti il dislivello complessivo non è eccessivo (780 m d+) e non c'è nessuna salita importante: son stati 24 km di continui saliscendi, che mi han ricordato il percorso dell'Euromarathon.
A quanto pare, non essendo tesserata FIDAL ma UISP, il mio nome non è riportato in classifica, pur avendo ricevuto dalla TDS sia un sms che una e-mail a conferma del crono finale di gara; no comment, mi pare troppo assurdo non essere in classifica, a prescindere dalla federazione sportiva di appartenenza! :O

La giornata è stata molto bella, il meteo che era incerto è stato dalla nostra; per quanto riguarda Evoluzione Nordic, oltre a noi 3, c'erano anche Mario, Alessandra che hanno corso, mentre Alessandra, Daniela, Giuliano, Marina e Andrea hanno nordicamente camminato sempre sul percorso da 12km! bel momento di festa passando un allegro e divertente terzo tempo tutti assieme!
Martedì, giorno di festa, è la volta della  bici; sistemata la MTB di Michela, vedo di riprovarci: l'altro anno non avevo avuto un buon approccio, il fatto è che già dopo pochi km appare un fastidio in zona lombare che dà noia e toglie piacere alla pedalata.



Per me l'importante era muovere un pò le gambe senza correrci su, e così mi son fatta un giretto sui sentieri sterrati di Basovizza, andando a curiosare tutte le intersecazioni della strada imperiale ;)

martedì 14 marzo 2017

Kokos Trail 2017

Kokos Trail 2017 - Sesto Memorial VIRGILIO ZECCHINI - Questa è la VI edizione di una gara che, proprio per scelta, non ha ancora presentato due volte lo stesso percorso; a quanto pare le varianti intorno al Cocusso sono pressochè infinite e quindi chissà se prima o poi ci sarà un "percorso ufficiale"?
Inizialmente ero stupita: una gara ma mai la stessa, e per il momento mi piace così! Nonostante siano ormai tanti gli anni che bazzico in zona, ho l'occasione di scoprire sempre nuovi tratti di sentieri, o collegamenti solo immaginati!
Il mio entusiasmo è sicuramente merito di una bella giornata di sole, non certo per il mio stato di forma... Dalla brutta caduta a inizio gennaio, che ha compromesso la partecipazione alla Lanaro Granfondo,  sono rimasta ferma quasi un mese: ricominciare è stato difficilissimo, i ritmi calano subito e il periodo di eventi contro sotto altri punti di vista non aiuta a superare quelle che, anche se piccole, sembrano lastre di granito.
Domenica però c'è il sole, un sacco di amici ed il primo pettorale per questo 2017!
La partenza simultanea della 16 e della 8 km è davvero un fiume in piena, ben studiato il percorso inizialmente ampio e scorrevole, in modo da allungare e assottigliare il serpentone coloratissimo, con abbigliamenti che vanno da "un'estate al mare" a white Christmas" :P
Ho optato per un pantalone corto, come le  maniche della maglietta ma con i fantastici manicotti (evoluzione nordic ovviamente!) utili in partenza, dato che c'era anche un po' di vento, ma poi arrotolati ai polsi.
Percorso veloce e, al contrario dell'anno scorso, sono mancate all'appello salite tecniche! molto scorrevole e, avendo le gambe, si poteva correre tutto... Trail vs sky? due facce di una passione che nella sua grandezza non annoia ma anzi stuzzica nelle diverse peculiarità!
Non sono certo mancati i fermo immagine da scattare nella memoria: il mare e Trieste lì in fondo ammirai dalla cima del Kokos, o l'arco delle Alpi Giulie ancora ben innevato alle spalle del Monte Castellaro.
Passati gli abitati di Pese e Grozzana arriva la prima salita verso il Monte Castellaro (Vroce): breve ma che dura; almeno discesa assicurata e passiamo per la fonte (ciao Mauri!), luogo suggestivo e nascosto da ritornarci nei prossimi giri! Si continua la rapida discesa in direzione Lokev, per poi salire dal versante nord. Risalita in direzione rifugio, con il fotografo a pochissimi metri dalla cima (sorridi!) e sento i quadricipiti che protestano; al primo giro li avevo fregati, ma ora presentano il conto: dove vai senza allenamenti??? Faccio finta di non sentirli e assicuro che ora ci sarà solo discesa, fino traguardo!
In effetti, scollinati ci si rituffa subito verso Lipica e questa volta per una variante infrascata che poi si aggancia al classico sentiero a tornanti: bellissima coincidenza astrale, alla fine del single track trovo il numeroso gruppo dei nostri che, con Stefano, sta percorrendo il tracciato della gara breve: Monica mi vede e annuncia il mio arrivo, si fermano tutti a salutarmi e incitarmi, TROPPO BELLO, grazie, mi fate volare!
Finita la discesa il tratto pianeggiante pare in salita e, dopo l'attraversamento stradale, ancora qualche ghirigoro nel bosco per arrivare agli ultimi metri sul perimetro del campo di calcio: bella emozione, cuore in gola e via: fatta anche questa, splendida giornata di sport!
Complimenti agli organizzatori, in particolare a Stefano Bavilacqua che riesce sempre  a disegnare bei percorsi "a tema" e all'organizzazione di Graziano Ferlora sempre impeccabile, sia dal punto di vista dei ristori che dei volontari lungo il percorso!
qui la classifica

mercoledì 17 agosto 2016

Trail delle Orchidee 31 luglio 2016

Tante volte mi è capitato di dire, subito dopo aver concluso una gara, che il percorso era stupendo e mi sarei iscritta l'anno successivo...
12 mesi sono tanti e, vuoi per impegni che si sormontano, vuoi per altre variabili (più o meno) impazzite, non sempre sono riuscita a onorare gli impegni.
Ci sono delle gare, e me ne vengono in mente giusto un paio, che sono diverse dalle altre, per un quid che le rende davvero speciali, almeno per me*!
Il Trail delle Orchidee, con i suoi 46 km e 3000 D+: sarà perchè è stata la mia prima ultra in montagna, sarà perchè il Clapsavon incute timore e arrivarci in cima è una soddisfazione impagabile, o per la compagnia degli amici di sempre con i quali già lo scorso anno avevamo esplorato il percorso e assaggiato le asperità, fatto sta che l'iscrizione era "scontata"! Poi il fisico è quello che è, infiammazioni, tendini, contratture fastidiose che non vogliono andarsene, così come il dubbio "ce la farò", è una costante fino alla partenza il giorno tanto atteso.
Rispetto al 2015, quest'anno solo un esplorativo a luglio per calpestare di nuovo i sassi ed i 1000 m D+ tra Casera Tintina e Clapsavon, durante un bell'esplorativo circolare ideato dall'Anziano Istruttore da Sauris di Sopra, intrecciando percorsi e azzeccando traiettorie...
Consapevole di un allenamento molto meno mirato e meticoloso rispetto lo scorso anno, ma con addosso una gran voglia di ritrovarmi su sentieri mozzafiato cavalcando la schiena dei monti che circondano il lago di Sauris, sabato partiamo alla volta di Ampezzo per ritirare i pettorali.
Poco dopo partecipiamo al briefing: fa freddo e le previsioni non sono buone: pioggia e schiarite a mezzogiorno, pioggia e temporali dalle 14! 
Per i più veloci nessuna preoccupazione, la pioggia delle 12 la prenderanno giusto in dirittura d'arrivo, ma nel mio caso, quei temporali non mi lasciano molto tranquilla; l'obiettivo è essere al ristoro del 17° km, passato Clap Savon e terminata la discesa nel ghiaione, prima che inizi a piovere!
Da Ampezzo ci spostiamo al Rifugio Tita Piaz, da dove inizierà la gara domenica mattina, prendiamo possesso della nostra stanza (una bella e comoda quadrupla per la delegazione quasi al completo di Evoluzione Nordic!) e ci fermiamo a chiacchierare con altri runners che, come noi, sono lì per partecipare al Trail, che quest'anno propone anche la versione short.
Ceniamo, ci diamo la buonanotte dopo aver accuratamente preparato lo zaino col materiale obbligatorio, gli indumenti da indossare la mattina dopo, le borracce e ogni cosa per rubare quanto più sonno possibile al risveglio.
Domenica alle 6, incontro in rifugio Enrico, in direttissima da Trieste (giusto per aggiungere un po' di fatica a questa gara troppo corta per i suoi standard!) per chiudere un conto in sospeso con il Trail - e chiuderà benissimo, piazzandosi 17°! Mi aggiorna sulla sua ultima fatica ad Andorra (Ronda dels cims - un altro pianeta! :O) e quindi non resta che andarmi a preparare...
Bellissimo e carico di emozione il clima pre start e finalmente si parte: pochi metri d'asfalto per poi tuffarsi nei sentieri, carrarecce, pietraie per chilometri di natura.
Il percorso inizialmente sinuoso nel bosco, si trasforma inerpicandosi su e giù lungo le dorsali dei monti che circondano il lago; dopo una prima parte di sottobosco, inizia il tratto esposto e panoramico: le foto sono dell'esplorativo di due settimane prima, appositamente mi sono dilungata a scattare in ogni direzione ben sapendo che il 31 luglio non avrei guardato molto oltre i miei piedi...



Il percorso è sempre ben segnato, nella cresta le corde e le sicurezze sono state implementate rispetto l'anno precedente ed i volontari sono gli angeli custodi che danno fiducia negli attraversamenti critici.
Salita e ghiaione passano all'asciutto, anche se il fango non mi risparmia una notevole caduta con annesso crampo su tutta la gamba sinistra (certo, mica potevo cadere e basta :S) ma come arrivo al ristoro a Casera Cjansaveit inizia a piovere; infilo il guscio e riparto, mi chiedo dove saranno Paola e Stefano, spero a buon punto!
Mentalmente penso che ora è "tutta discesa": non è certamente così, ma la parte più tosta è alle spalle, ora mi aspetta una lunga carrareccia, un po' d'asfalto per congiungere il percorso ad un bellissimo traverso che corre nel prato. Ancora una salita, una gran discesa, una salita nel bosco, asfalto-diga sul lago - ultimi 5 km di risalita per arrivare nuovamente al Rifugio che ci ha visti partire un bel po' di ore prima...
Detta così, sembra facile come bere un bicchiere d'acqua, ma le scarpe sono completamente inzuppate, le calze devono essere andate a spasso e sento una vescica sotto il piede che brucia a ogni appoggio... Non c'è molto da fare se non muovermi per togliere le scarpe prima possibile!
Bellissimo il viaggio sulle proprie gambe: intorno scorrono paesaggi, alberi come persone, pensieri e volti sconosciuti, ciascuno una storia, una vita ed il suo piccolo mondo...
Quando sto per arrivare al Rifugio, stanca e infreddolita, un po' indolenzita dai piedi fradici e dalle vesciche ma incredibilmente soddisfatta, torno qui con la netta sensazione di essere diversa da com'ero 9 ore prima...
Poi, arrivare e ricevere una medaglia così, è veramente una cosa unica:
*Legano inconsciamente a un evento anche l'indole degli organizzatori: che Stefano ci metta passione e cura in quello che fa è evidente, così come è bello sentirsi, come ogni singolo runner, importante e prezioso per la buona riuscita della manifestazione: Bravo Stefano e l'organizzazione tutta! 

domenica 20 marzo 2016

Ultrabericus Finisher!

Non mi pare vero: gara che devo ancora gustare, digerire, ed assimilare, mi sembra  troppo bello per essere vero!
Vicenza: mi trovo qui, nella terra di due raccontacorse d'eccezione, che ho il piacere di incontrare prima dello start: Alvin, che troppe volte mi ha fatto sbellicare di fronte al monitor leggendo i suoi esileranti racconti e Francesco, (veneto di casa a Trieste),  che procura lo stesso risultato con le sue strepitose imprese, rocambolescamente narrate! :D
Sorrisi "leggermente" tesi in partenza!
Giornata perfetta, 1100 persone in piazza dei Signori ad aspettare lo start con un'emozione palpabile che sale di minuto in minuto... Lo speaker ci mette del suo, l'Inno alla Gioia fa il resto!
Continuiamo a scrutarci noi quattro, con raccomandazioni, previsioni, aspettative: tornano in mente gli allenamenti e le altre esperienze di gara lunghe, ma mai così: vediamo di andare un po' più in là... buona gara ragazzi! Che emozione partire, siamo un fiume di runners, ognuno di noi con una carica pazzesca addosso, vediamo di metterla tutta nelle gambe ora!
L'obiettivo è tornare sui miei piedi in piazza dei Signori: ho in tasca la previsione dell'Anziano Istruttore sul tempo finale e in cuor mio spero sia giusta anche se... mi pare ardita e decisamente ottimistica!
 Come per l'S1, temendo di non riuscire a gestirmi e per paura di scoppiare, parto abbastanza prudente anche se è impossibile non correre in città: le persone ai lati della strada ci incitano ed è bellissimo! Difficile anche non correre nel primo tratto, tra prati e colline ai lati di un fiume colorato e allegro di runners.
Vedere gli altri andare non è facile, ma mi impongo di camminare in salita; devo gestire 66 km sui miei polpacci che patiscono i crampi! La parola d'ordine è non sovraccaricarli ed intervallare il nordic walking alla corsa, in particolare sfruttando il cambio di appoggio ed il naturale massaggio che la rullata del piede restituisce a muscoli e tendini.
Apro e chiudo una parentesi sull'uso dei bastoncini: durante la gara mi è capitato di passare dei concorrenti in salita; quanti commenti sul fatto fosse più facile andare su così:
1) sono liberamente in vendita e, se ammessi in gara, si possono utilizzare;
2) usare i bastoni in maniera redditizia non è proprio facile, ci vuole un po' di tecnica e di pratica;
3) servono in salita, ma in discesa sono un ingombro e intrigano;
4) con l'uso dei bastoni si mettono in movimento spalle e braccia, il che richiede un maggiore impegno muscolare.
Il primo ristoro arriva quando siamo ancora abbastanza compatti: la giornata è soleggiata e fa caldo, sono le 13, e invece della primavera sembra esplosa l'estate! Vorrei un pò di frutta fresca ma arrivare al tavolo è un'impresa impossibile e passo avanti. Mi fermerò al prossimo, sperando di non trovare la calca intorno ai tavoli.
Lungo il percorso ritrovo Max  facciamo un pezzo assieme, ma arrivati al secondo ristoro sosta un pò più lunga per lui; dopo aver riempito le borracce, ormai prosciugate, riparto.
I successivi 10 km sono abbastanza facili e scorrono, finchè non inizia la salita che ci porterà all'Eremo di San Donato, luogo del terzo ristoro e punto di cambio per la staffetta. Scale con calca di gente, i frazionisti e abbastanza pubblico, resto un attimo disorientata; ormai metà gara è andata ed è il momento di fare il punto della situazione. Per tutta la durata della gara non ho chiaro il percorso fatto e quello da fare, il garmin l'ho acceso solo per avere la traccia e l'ho messo in tasca. Credevo di essere al 33mo al cambio staffetta ed invece scoprirò poi che era al 36mo... Belle sorprese a non aver studiato per bene percorso e altimetria! :O
Con tanti partecipanti, lungo il percorso non si è mai soli, anche se a spezzare la monotonia del silenzio e del ritmo dei miei passi ci pensa Ireno. Sembra incredibile ma dopo due battute scopriamo di avere altrettanti amici runner in comune; con lui scorrono veloci e leggeri 6-7 km di chiacchiere e racconti di corsa :)
Ci salutiamo al 4° ristoro, sa che qui gli organizzatori hanno previsto integratori a base di malto! :P prendo frutta fresca, riempio le borracce e mi incammino verso il sentiero che si inerpica ancora una volta.
Bellissima questa seconda parte del percorso, un sottobosco mai noioso, profumo di erba fresca, terra e aglio selvatico; si alternano single track, salite e discese, i cambi di ritmo mi permettono di correre senza troppa fatica in piano e recupero in salita concentrandomi su spinta dei bastoncini e respiro.
Su un tratto di asfalto chiedo a una ragazza davanti quanto manca: 11 mi risponde.
wow, sono quelli del giro "solito", il minimo sindacale a uscita :D
Bene, che meravigliosa sensazione! sento di poter finire bene, certo penso anche che con le gambe stanche e tante discese una caduta può essere dietro l'angolo, ma mi accorgo di correre col sorriso...
In questa ultima parte, tanti prati e sentieri facili, trovo diverse persona che in discesa si inchiodano  e mi torna in mente la gara di domenica sul Kokos o quella di maggio scorso sul Nanos, e le parole di Riky della sera prima: sassi da cercare col lanternino qui!
Il percorso è davvero vario, alcuni tratti mi ricordano la zona carsica, anche se abbiamo affrontato poche discese sassose; abituata a correre in Carso, non oso pensare a quanto mi sarei impantanata in caso di pioggia/fango! :O
 Mi godo un meraviglioso tramonto con il cielo rosa e sfondo autostrada, la città si sta avvicinando e non mi rendo conto a quanto siamo vicini finchè non entriamo in un parco e un ragazzo mi incita dicendomi che siamo quasi arrivati, che  dal Santuario di Monte Berico c'è solo la discesa che porta in centro. Vedo la stradina salire  nel parco alberato, estraggo la lampada frontale e l'accendo per qualche minuto. In effetti poco dopo scolliniamo e tutto torna: attraversiamo la porta della città, la scalinata, la discesa per il viale percorso in senso inverso più o meno 9 ore prima. L'emozione e la pendenza fanno il loro lavoro, corro in città c'è gente lungo le strade, ogni incitazione regala uno sprazzo di energia che non credevo di avere, batto il cinque a tantissimi bimbi che vicino le transenne ci guardano: arrivo coi brividi al traguardo, mentre lo speaker annuncia il mio nome! :D
SONO TROPPO FELICE E STO BENE!!!
... vesciche a parte, ma quelle erano un omaggio del Kokos Trail :S
Dopo essermi cambiata al centro sportivo torno in piazza ad aspettare gli altri; per fortuna con un po' d'anticipo rispetto le 11 ore che aveva previsto Stefano: dopo 10 per e 33 minuti dalla partenza arrivano tutti assieme!!!
 Previsione centrata per me, oltre qualsiasi aspettativa!!! :D
qui la classifica
 
La gara, ormai arrivata alla sesta edizione (con un'edizione zero nel 2010, con 20 soli partecipanti!) è una macchina perfettamente organizzata, ma credo che entrare nei dettagli sia superfluo: i pettorali sono esauriti poco dopo l'apertura delle iscrizioni, e gli organizzatori hanno fornito supporto, ristori, assistenza davvero impeccabili; abbiamo avuto la sensazione di partecipare a qualcosa di grande!

giovedì 17 marzo 2016

Kokos Trail 13.3.2016

L'Evinrude e la Running Word sono messe diabolicamente in combutta per portre il Kokos Trail ogni anno un pò più in là... fin dalla prima edizione questa gara è sempre stata "in evoluzione", con un percorso mai uguale a se stesso nella ricerca di ottenere "una corsa in montagna" in una località di mare, con sentieri sempre più estremi!  :D

La gara che non ti aspetti, quando sei un po' così: incerta se correrla o meno, che la settimana dopo c'è un appuntamento più impegnativo da affrontare... ma, dopo aver già rinunciato alla LGF, perderla sarebbe un peccato: gara sui percorsi di sempre, Kokos fatto mille volte, persino da casa! :O
Memore dell'edizione dello scorso anno, è troppo bella per non esserci, punto e basta!
La mattina è soleggiata, ma le raffiche di Bora non danno tregua e stare fermi ad aspettare lo start è davvero duro; siamo rimasti in auto fino all'ultimo, la foto di gruppo è rimandata alla prossima occasione.
Alle 10 si parte e, dopo qualche chilometro di corsa nel gruppone e di chiacchiere, con la prima salita le cose si fanno serie!
Scollinato il Kokos sulla cima italiana, mi trovo a correre in discesa a perdifiato... è facile, i piedi vanno veloci e gli appoggi sono sicuri: il fondo del sentiero è compatto e le gambe girano che è un piacere!
Complice una scorta d'eccezione (grazie Riky!), che mi incita a osare e passare avanti, seguo questa voce tentatrice e mi dimentico di Ingrid, della contrattura, della gara a Vicenza e... di un sacco di idee sensate :O
CORRO! per i miei ritmi e le mie abitudini, corro! ... e dopo un pò temo di scoppiare :S
La sirena tentatrice mi avverte di non esagerare ma di tenere il ritmo, senza accelerare: allora non mi vuole morta!!! ...anche se a rallentarmi di colpo ci pensa la salita alla vedetta Moccò, sferzata da una Bora prepotente che sembra quasi voler sgombrare le rocce bianche da tutti i colorati concorrenti che creano un sinuoso serpente su di esse. Un paio di volte perdo l'equilibrio, ma per fortuna la salita è attrezzata con le corde! 

Finita la salita riprendere a correre è difficile, le gambe sono completamente imballate e non rispondono... :O Cammino, ci do di bastoncini e cerco di non rallentare troppo; stanca e distratta, guardo prevalentemente il terreno, sbaglio il percorso come il gruppetto che mi precede e a meno di 3 km dall'arrivo mi faccio ca 600 m in omaggio :S
Ultimo tratto pianeggiante nel bosco e arrivo con attraversamento del campo sportivo: vedo i miei, Anna e Paolo: che emozione vederli all'arrivo, non ci speravo, non ero sicura se ci sarebbero stati... ♥♥♥♥ Grazie, con questo vento aspettarmi non è stato facile, ma che bell'abbraccio all'arrivo!

Complimenti ancora agli orgnaizzatori, sicuramente premiati dalla copiosa partecipazione, con numerosissimi atleti provenienti dalla Slovenia e dal Friuli: iscrizioni esaurite per un evento che ogni anno è cresciuto e non ha mai disatteso le aspettative!
qui la classifica

Dopo le premiazioni della gara ci sono quelle del Poker, Trofeo che considera la classifica in base al  totale dei tempi impiegati nelle 3 gare del "Trofeo 3 Trail 2015" + quello della S1 la corsa della Bora del 6 gennaio.

lunedì 22 febbraio 2016

2° Trail Tremendo

Quest'anno non ci sono stati dubbi: il bel percorso e l'ottima organizzazione dello scorso anno mi hanno convinta a toranre a Pureggisimo senza esitazioni...
Passo a prendere Paola&Stefano (strano che non nevichi, data da ricordare :P) alle 6:15  e si parte alla volta del luogo più fangoso del Friuli, la "terra del cinghiale"! :D
La giornata è velata ma soleggiata e la primavera si sente alle porte; il sole rende tiepida l'aria, fresca in partenza ma che si scalda presto. Ritiriamo il pettorale, vedo Catena (3° donna) e Roberto in partenza e in effetti siamo davvero tanti: 407 iscritti per divertimento e fango a volontà!
Prima delle 8, gli organizzatori a darci il buongiorno mettendo di buon umore con il copricapo a tema!  :D
Il percorso è leggermente modificato e migliorato, senza l'iniziale imbottigliamento sul sentiero stretto e in salita, nonchè allungato di circa un km.
Dopo due km nei campi ci lasciamo alle spalle il centro abitato per immergerci nel bosco: gli alberi spogli e scuri lasciano passare i raggi del sole che illuminano a tratti il terreno, dal quale sbucano lungo il percorso crochi, bucaneve e primule a casaccio...
Per la descrizione ufficiale rimando al sito della manifestazione: "Lungo il percorso si può godere di un panorama con vista sulla pianura Friulana e sulla Città di Cividale del Friuli, che con il suo Tempietto Longobardo fa parte dell'Unesco, vista che spazia anche verso le Prealpi Giulie dove osserviamo il Monte Matajur.

Questa gara di corsa in montagna originale attraversa boschi, prati, lungo stradine sterrate, ghiaiose, con un saliscendi mozzafiato, con le sue stradine sterrate, a tratti irte, a tratti in discesa che ci portano a costeggiare il torrente affluente del fiume Natisone.

Il Percorso si snoda su un saliscendi di 25 di KM, con Altimetria di 1.300 metri, partendo da Purgessimo di Cividale del Friuli (UD) toccando il Castello di Gronumbergo, il Borgo di Picon, il Santuario di Castelmonte e ritorno a Purgessimo."
Dal canto mio posso solo ricordare salite più o meno toste che ho provato a correre al meglio; sì, in effetti giovedì mi era rimasta la voglia di correre :O  - e quindi ho cercato di togliermela... almeno per 5 minuti!!! .. e le successive discese, rigorosamente infangate, le più ripide e tecniche vigilate dalla  protezione civile e con l'ausilio delle corde: ho pure sciato! :O 
Porto dentro il colpo d'occhio di una collina completamente viola dove veniva voglia di stendersi, (ah, se fosse stata dopo il traguardo!),  e primule gialle brillanti e allegre a portare coriandoli di vita...Un percorso mai noioso e con lo sfondo del Matajur completamente candido e splendente... da tornarci di sicuro :P
Con piacere saluto Antonio all'arrivo, temporaneamente fermo, al quale non posso che augurare di poter riprendere presto a fare ciò che ama...