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domenica 1 aprile 2018

Nanos in diretta


Pasqua con il piano B: dietro casa c'è il sole, peccato lasciarselo sfuggire!
Sentiero diretto che da Veliko Ubelisko porta dritti in cima.







... e per finire in relax, piacevole sosta al Castello di Predjama :)


lunedì 21 settembre 2015

Intensamente Montagna!

Una due giorni che era in programma da un po' e che, grazie al meteo favorevole, abbiamo potuto realizzare...
Dalla vulcanica mente dell'Anziano Istruttore abbiamo unito due gite:
sabato la via ferrata Furlanova pot, che dal già più volte frequentato campeggio Tura, questa volta ci porta a Lipe.
domenica la conquista della cima più alta del Friuli Venezia Giulia: il monte Coglians (2780 msl)

Sabato mattina ci troviamo alle 10 e partiamo verso la Slovenia; quest'anno il monte Nanos è stata una meta abbastanza frequentata, sicuramente grazie alla bella gara organizzata a maggio e per i diversi allenamenti svolti sul percorso.
Partendo sempre dal campeggio Tura presso Gradišče pri Vipavi si prende il sentiero più ripido che porta ai piedi della ferrata. Ci fermiamo per indossare casco e imbrago, due avvertimenti per usare moschettoni e cavo e via: si parte!
 
L'ascesa è facile e procediamo spediti, da una via laterale vediamo un papà con un bimbo, che viene su come un ragnetto: un'agilità e una naturalezza invidiabili!
Noto con piacere che l'altezza e il precipizio non mi danno alcun fastidio; mi sento a mio agio, e procede tutto per il meglio. Solo un istante però, quanto basta per ricordarmi che un appiglio impreciso o instabile qui non sono come sul marciapiede! :O
Scivola il piede, ma altri tre appigli tengono bene, e si va avanti...
Una volta arrivati in cima, scendiamo per un sentiero impervio, praticamente più difficile della salita in ferrata!
Dopo essere ritornati alla base, ci cambiamo, mangiamo qualcosa al volo e salutiamo Antonio, che fa rientro a casa.

Noi proseguiamo alla volta della Carnia, e più precisamente verso Collina, passando per Forni Avoltri.
Lasciamo la macchina al rifugio Tolazzi (1.350 m) e, con gli zaini che contengono "tutti i nostri averi"(!) ci inerpichiamo per il sentiero protagonista della Staffetta dei tre rifugi, gara di corsa in montagna che si svolge a metà agosto.
Solo per formalità Stefano ci chiede se preferiamo la comoda carrareccia o prendiamo il sentiero indicato come "scorciatoia" :))))
Paola ed io non abbiamo dubbi! :P
 
Iniziamo la salita in un bel sottobosco, sono ormai quasi le cinque e inizia a fare fresco, se non fosse per la salita...
Man mano che saliamo la vegetazione scompare ed il sentiero continua in una distesa di grigio con diverse tonalità, venato da qualche roccia ocra o violacea.
 
Soffia la bora (anche qui, l'avremo portata noi?) quando arriviamo al rifugio Lambertenghi Romanin e siamo a quota 1.970 m; alle sue spalle c'è il lago Volaia e, poco oltre, il rifugio austriaco (sullo sfondo nella foto). Giusto il tempo di fare un'istantanea ed entriamo a scaldarci: niente di meglio di una doccia calda per mandare via polvere e fatica.
Il rifugio è poco frequentato e così aspettiamo la cena chiacchierano con i giovanissimi gestori, parlando di montagne, gare e altre imprese...
Alle dieci siamo già avvolti nei nostri sacchi a pelo, l'aria però è gelida e le due coperte appena bastano a non assiderarci!
La mattina seguente ci svegliamo, il termometro è prossimo allo zero e sentiamo soffiare forti raffiche di vento: dopo colazione, mentre indugiamo ritardando il momento di uscire, la ragazza esclama: "sì che c'è il sole, ma quello mi sembra abbia esagerato, in maglietta e pantaloncini"... non ci posso credere: guardo furori e vedo Cristina, ben bardata come il clima richiede, accompagnata da Luigi, in maglietta e pantaloncini appunto, come da sua proverbiale calorosità! :D :O
Giusto un saluto sulla soglia del rifugio;  noi non abbiamo più scuse e dopo aver seguito il consiglio di Paola (indossa "tutto quello che hai"), mi faccio coraggio e vado fuori, attendendo che il GPS prenda il segnale.
Torniamo sui passi della sera prima fino all'incrocio per il sentiero Spinotti: siamo in ombra e il vento soffia gelido. Apprezzo tantissimo il berretto, i guanti, i doppi pantaloni, i manicotti e l'anti-vento incurante della difficoltà di movimento che tutto ciò comporta: va bene così!
Inizia il percorso attrezzato col cavo, va via abbastanza verticale all'inizio per poi alternare tratti di sentiero; sento la fatica dell'altitudine e spesso mi fermo con la scusa di fare qualche foto :P
 
Finito il sentiero Spinotti abbiamo un tratto pianeggiante per riprender fiato e poi la deviazione in salita per la vetta del Coglians:
 
Inizia così LA SALITA: Paola in testa non molla un attimo, non si ferma, non fa foto... a volte penso sia bionica! Anche quando il sentiero diventa ripido, con sassi mobili e franosi, quando l'incedere diventa faticoso a ogni passo... di sicuro si fermano solo per me, che invece ho fame, devo bere, ma soprattutto devo riprendere fiato!
La parte più divertente è salire i tratti di roccia arrampicandomi, mentre ho provato un'autentica antipatia, -tanto in salita, quanto ancor più in discesa-, per il ghiaione col qual non ho trovato alcun feeling, ma diverse cadute! :(
Arrivare in vetta sicuramente ripaga della fatica: siamo al di sopra delle vette vicine; la maestosità e la grandezza degli spazi richiedono una silenziosa contemplazione.
Da quassù riusciamo persino  a vedere il luccichio del mare all'orizzonte!
Scendiamo per lo stesso sentiero proseguendo in direzione del rifugio Marinelli (2.120 m) e una volta arrivati qui prendiamo la comoda carrareccia per lasciar andare le gambe con una corsa facile e rilassante in discesa.
Pranziamo al rifugio Tolazzi circa 24 ore dopo la partenza, ubriachi di salite, montagne e fatica! :)

lunedì 20 luglio 2015

preparando il TDO...*

Appurato che il viaggio è  gustoso quanto la destinazione, bisogna pure cercare di arrivarci, possibilmente vivi, a questa benedetta meta finale! :) Quindi oltre ai due esplorativi sul percorso ideati e realizzati grazie alla disponibilità dell'Anziano Istruttore, (senza il quale mi sarei trovata decisamente spaesata e impreparata a una tale organizzazione), dopo un fitto scambio di mail e di incastri lavorativo/familiari, abbiamo programmato tre allenamenti mirati per mettere nelle gambe dislivello e distanza.

Il primo, forse quello più emozionante per me, ripercorreva  il percorso della gara del Vipava: è stata una scommessa dovermi ricordare il sentiero e chiudere il giro senza perderci (e azzeccando il 95% dei sentieri :D )!!!
Il sole è ancora alto quando partiamo e fa molto caldo lungo il percorso; dopo il tramonto l'aria è umida e il panorama è sfuocato per la foschia. Quando chiudiamo vediamo in lontananza dei lampi, seguiti da fragorosi tuoni: siamo un pò inquieti sperando di finire in tempo, anche perchè in montagna il temporale fa decisamente impressione, soprattutto con i bastoncini in mano...
Durante il giro, complice anche una temperatura "africana", non incontriamo nessuno....soltanto un altro escursionista, o forse era un miraggio.....neppure un orso del Nanos per fortuna, tranne quello di Abram....anche se va detto, nessun plantigrado sano di mente ci avrebbe inseguito con quel caldo. :P
25 km e 1100 metri d+ utilizzando i bastoncini e alternando camminata svelta in salita, alla corsa in piano e in discesa: ottimo allenamento e la pioggia la prendiamo quando già siamo in auto, stanchi ma soddisfatti!

La settimana seguente altra cima da conquistare, sempre accompagnati da un sole implacabile... Per quest'allenamento mi viene in mente di ripercorre il percorso di una bella gara, il giro ideato da Bobo per la sua Ecomaratona dei 2 Parchi, con piccola deviazione per colpa mia (chi non ha testa....!!!) con 2 km supplementari su e giù per il Monte Carso, che male non fa! :O
Le gambe girano bene, nonostante il caldo, e il panorama dal Taiano è, come sempre, impagabile: verde e azzurro.... finiamo alla luce delle frontali, stanchi ma appagati e felici!
Finiamo in parcheggio del teatro dove troviamo ottima compagnia e ristoro finale :D (grazie a Claudio, Monica, Paola, Rosalba e Stefano!!)
44 km e 1500 m d+, sempre allenando anche le braccia all'uso dei bastoncini :)

Infine l'ultimo allenamento ci vede consumare i sentieri del circuito, della strada Imperiale e di numerose varianti che rappresentano la routine in fatto di percorso. A meno di due settimana dalla gara, un allenamento meno impegnativo, con zero dislivello per far andare le gambe e il cuore...unica difficoltà: il caldo, inseparabile compagno di queste nostre uscite.
Ormai ci siamo, le sensazioni sono buone, le gambe girano bene... sale l'emozione, l'aspettativa....e gli inevitabili dubbi. Basteranno i km fatti? Forse bisognava far più dislivello? E il meteo, come sarà? Per queste risposte bisogna aspettare il 26 luglio, le uniche certezze sono le emozioni, i profumi, i colori che ci hanno accompagnato fin qui e poter condividere i sogni e le fatiche, la durezza della salita smorzata da un sorriso e una risata....comunque vada, queste cose sono già nostre...
e il viaggio continua...
*sensazioni e allenamenti di 4 gambe, riportati a 4 mani!  ;)

martedì 12 maggio 2015

Trail Vipava valley

Finalmente il gran giorno è arrivato!
Settimana sfortunata che mi vede correre dal fisioterapista per un problema alla schiena venerdì (vai tu a spostare i mobili...!) ma che risolve il problema per il meglio.
Si preannuncia una gran partecipazione per questa prima edizione di una gara nella valle del Vipava, con protagonista il monte Nanos e le meravigliose colline intorno.
Partiamo da Basovizza alle 7 e nella conta, tra gli iscritti alla 25 km siamo: Andrea M., Andrea S., Elena, Giuliana, Maurizio, Nadia, Paola e  Stefano; sul posto ci sono già Enzo, Federico B. e Federico C. per la 50 km e Fulvio per la 25. Grande assenza quella di Bobo, che purtroppo, causa un brutto incidente, resta a casa: Bobo, ci sei mancato :(    guarisci presto!!!
Arriviamo al campeggio e si respira un clima di festa, ritiriamo i pacchi gara e aspettiamo la partenza (ore 10) chiacchierando e interrogandoci soprattutto sull'incognita meteo...
Come spesso accade mi porto dietro più bagaglio del necessario (il mio "Anziano Istruttore" dice che: meglio avere tutto e non usare niente, che il contrario!) ma durante il percorso invidio le ragazze che corrono solo con il marsupio o la borraccia.
Memore della rapida mutevolezza del meteo in montagna constatata un mese fa, non voglio rischiare e mi porto dietro una bella zavorra: chiamiamo allenamento pure quello!
Partiamo in leggera discesa e il gruppo si sgrana prima di incontrare la prima salita: utilizzo subito i bastoncini, che mi aiuteranno molto.
Tratto scorrevole e nel sottobosco, che ci protegge dal sole che inizia a scottare.
Fa caldo e al primo ristoro un pò bevo, poi  mi verso l'acqua in testa; breve tratto di asfalto e si comincia a salire davvero. Quando usciamo dal sottobosco iniziamo a salire sul fianco esposto del Nanos: il panorama è mozzafiato, a sinistra il pendio sale ripido e il prato ondeggia mosso dal vento.
A destra invece c'è il salto, il vuoto e la valle pianeggiante si estende fino alle colline un pò  più in là.
La sensazione è quella di essere su una terrazza panoramica: il colore dominante è il verde, in tutte le sue sfumature, e l'azzurro del cielo sopra le nostre teste. L'ampiezza e la bellezza di questi posti mi lasciano sempre incantata!
Scorro con lo sguardo i concorrenti prima di me: siamo un colorato serpente che si arrampica verso la cima; grazie ai bastoncini riesco a mantenere un buon ritmo di ascesa, abbastanza costante.
Quando arrivo alla sommità ho la sensazione di non poter fare un passo di più, ma per fortuna c'è il terzo ristoro, bevo molto e mi incammino verso la discesa. Qui le gambe recuperano un po' e riesco a ricaricare le batterie mangiando qualcosa.
Se la prima parte, la risalita, è la parte più bella e panoramica, dopo il giro di boa la caratteristica risiede nel divertimento delle discese. In marzo avevamo saltellato in giù nella chiazze di neve, ora tutto si è sciolto e apprezzo la velocità incrementata dalla forza di gravità :P
Ad interrompere la monotonia della discesa ci pensa qualche variazione di pendenza e un lungo tratto pianeggiante nel sottobosco. Dopo aver avuto nel mirino per tutta la gara, a distanza più  o meno ravvicinata,  la maglietta azzurra di Andrea S., sulla carrareccia bianca poco prima di Abram lo raggiungo. Mi conferma i km percorsi (il mio garmin si è spento e non ha registrato un pezzo dell'itinerario). Poco prima di arrivare nel piccolo centro abitato  vedo Fulvio fermo a lato della strada; gli chiedo come sta e se ha bisogno di qualcosa: dice di no, sono di nuovo i crampi a rallentarlo, che peccato!
Ora si inizia a scendere di quota rapidamente, dapprima per un sentiero nel bosco, caratterizzato da grosse pietre bianche che spuntano nell'argilla rossa e l'appoggio cerca  il morbido atterraggio tra una roccia e l'altra. A scendere sembra quasi un balletto, con le braccia a controbilanciare i movimenti ed i repentini cambi di direzione, e sento dei principi di crampi pure io ai polpacci.
Gli ultimi chilometri sono decisamente i peggiori: basti dire che piuttosto che scendere di là, preferirei farmi un'altra salita al rifugio! :O
Si tratta di una discesa ripida, su un fondo completamente sassoso, caratterizzato da grandi pietre mobili che ingannano l'appoggio. Gambe e caviglie sono stanche e temo veramente di farmi male; tra l'altro devo trovare una soluzione per le ultraraptor, che si rivelano leggermente grandi e sento il piede instabile in discesa!
Finalmente sentiamo la voce dello speaker in lontananza, ormai manca davvero poco: finisco la gara con Andrea, che emozione: c'è suo figlio a fargli le foto poco prima del gonfiabile e corre un tratto con noi.
Arrivo stanca e un pò stordita, mi trovo all'arrivo Federico... qualcosa non torna! non può avere già finito la 50Km! Purtroppo la sua avventura è finita al settimo km, per una storta alla caviglia :(
All'arrivo trovo già stufi di aspettare Maurizio (che  si sta allenando alla grande per una gara davvero tosta e verrà premiato 3° di categoria) e Andrea M. (che per non correre da sei mesi ha fatto proprio una bella prestazione!)
Doccia calda rigenerante, quindi stesa a capire chi sono e rilassare la schiena sul prato davanti all'arrivo, per aspettare il traguardo di Giuliana, Nadia (premiata terza di categoria anche lei!), Elena, Paola, Stefano.
Pranziamo chiacchierando, le ore trascorrono piacevoli tra gli aneddoti e le impressioni della giornata; arriva anche Enzo, dei tre iscritti alla 50 l'unico che sia riuscito a chiuderla, col sorriso sulle labbra che lo contraddistingue sempre! :D
Visti i ritiri e gli incidenti lungo il percorso (anche Federico C. abbandona a poca distanza dal 50mo), siamo contenti di essere più o meno incolumi (nulla di serio per fortuna!): si è trattato di una bella giornata di festa, montagna e sport, e siamo tutti desiderosi di rivivere presto queste "endorfiniche sensazioni"! :D

Grazie a Debora e Giuliana per le foto e ad Andrea per il file con la traccia