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martedì 11 luglio 2017

intorno a Passo Pura

Ritorno ancora una volta su queste montagne, che di anno in anno diventano più familiari e regalano sempre scorci emozionanti tra le cime appuntite e l'indescrivibile azzurro del lago di Sauris.
Sabato partiamo troppo tardi da Trieste per il doppio percorso che avevo in mente, ma: sono in vacanza! anche se il programma è impegnativo e prevede  dislivello, sono intenzionata a godermi 48 ore senza stress, senza dispiacermi, ma prendendo quello che arriva di buon umore, pioggia compresa se proprio dovesse presentarsi!
I cambi completi di abiti e zaini ci sono, la mantella lunga che copre fino le caviglie pure e la tenda sarà solo un allenamento di montaggio/smontaggio per altre avventure...
Dopo aver salutato Stefano e Giulio, gestori del rifugio Tita Piaz, ci avviamo verso l'imbocco del sentiero Tiziana Weiss quanche centinaio di metri più in giù; Stefano, che è anche  l'anima organizzatrice del Trail delle Orchidee, ci dà qualche dritta sul sentiero, che non è in perfetto stato e ci indica la variante più agibile.
Quello che ritenevo un sentiero banale o adatto alle scolaresche (Davide, sei sicuro che a scuola ti dovevano portare proprio per di qua?!?!) si rivela un'ascesa di tutto rispetto e una bella passeggiata in cresta! Per buona parte del percorso si cammina con alle spalle il lago di Sauris, caratteristico per il colore acceso e intenso. 
Fa caldissimo, abbiamo lasciato ad Ampezzo 28°, qui ce ne sono 22° ma a risalire sul versante esposto al sole, è davvero impegnativo, del resto siamo nelle ore più calde! La vegetazione è lussureggiante, i prati sembrano di velluto e fiori di tutte le forme e colori lo decorano, come nel disegno di un bimbo.
In cresta vicino alla stazione 9, nella vetta del percorso a 1983 m Punta dell'Uccel trovo delle stelle alpine e poi il segnacime: qui il tempo è cambiato, si è annuvolato e il vento soffia. Non mi stupisco più della rapidità dei cambi meteo, davvero imprevedibili!
Arrivati alla forca di Montòf scendiamo seguendo il sentiero 215  che ci riporta poco oltre alla casera Tintina, bivio che ci aveva fatto deviare, all'andata in salita sul monte Tinisa. 5 minuti di orologio di pioggia, ma le gocce sono grosse e fitte e ci fermiamo a infilare l'impermeabile.

Finito l'anello torniamo al Rifugio dove la piacevole accoglienza non ci farebbe più andar via: invece dopo una fresca radler e un bel po' di chiacchiere, cambiamo gli zaini e ci avviamo lungo il sentiero che ci porterà "a casa", per la notte.
A pochi metri dalla Casera Nauleni prendiamo il secondo scroscio della giornata, quasi rinfrescante e piacevole, ma solo perchè dura davvero poco: rinunciamo così a raggiungere la Casera Colmaier (lascio qui in sospeso un giro...) e ci sistemiamo per la cena.
Nella radura ci sono due cavalli, "padroni di casa" e a noi non resta che chiuderci dentro il recinto per non subire l'invadenza dei quadrupedi. :S
Il sole fa di nuovo capolino, montiamo la tenda per vedere le dimensioni -facile da montare, quasi impossibile rimetterla nella sacca! :(  e quindi ci stendiamo a prendere il sole del tardo pomeriggio.


Ora di cena: dal mastodontico zaino Davide estrae un fornelletto, mentre nella cucina il fuoco scalda l'ambiente umido: dopo una giornata di barrette e gel, un risotto di busta sembra davvero ottimo! :O
Verso le 22 arriva il temporale, con prima solo tuoni e lampi, poi uno scroscio di acqua che dura per delle ore, almeno 4! fantastica la sistemazione sotto un tetto  vero, che in tenda saremmo affogati...
Abbastanza comode le reti (incredibilmente molle) con materassino e sacco a pelo, la stanchezza del viaggio e della camminata si fa sentire e mi addormento di colpo, tanto che la mattina dopo alle 4 sono già in piedi; aspetto ancora un'ora per alzarmi, fa freddo.
La quelte dopo la tempesta: il cielo è terso e limpido, cornici di montagne, boschi e creste in ogni direzione: questa mattina posso godere di un paesaggio davvero speciale per fare gli esercizi!

Alle 8:30 ci troviamo con Paola e Stefano per la prova percorso Shor Trail delle Orchidee (22km 1400 d+ ): piccola variazione iniziale in quanto la strada al rifugio è chiusa per una gara di rally, e così si parte dal lungo lago per risalire il bosco Flobia, ultimo tratto della gara.
Passiamo a salutare Stefano, Giuseppina e Giulio e riprendiamo il percorso,  inizialmente comune a entrambe le gare.

Poco dopo Casera Tintina prendiamo il sentiero 215 in su (percorso inverso del giorno prima, fatto in discesa) e arrivati al Brutto Passo si scende rapidamente verso casera Bernon. La strada forestale si insinua nel il bosco in infiniti tornanti, fino ad arrivare all'asfalto lungo lago. Qui avremmo dovuto fare un pezzo di strada e salire per il sentiero nel bosco, ma la gara di rally è in pieno fermento e non se ne parla proprio di attraversare la carreggiata. Siamo in curva e le macchine rombano come impazzite sgommando rumorosamente. Cercando una soluzione, per non dover attendere la fine della manifestazione numerose ore più tardi, ci caliamo nel sotto bosco e poi sulla costa scoscesa del lago per riappropriarci delle ns auto. Per fortuna riusciamo a sbucare su asfalto alla fine del percorso di gara e ad attraversare la galleria (con dei rombi che echeggiano sulla roccia davvero inquietanti!)

Gli scorci sono belli, la giornata perfetta dal punto di vista del meto ma... abituata al percorso della gara lunga, mancava "qualcosa": la montagna quella vera! ... vedremo di recuperare quanto prima! ;)
Arriviamo alla macchina abbastanza stanchi e provati, una birra e un posto all'ombra sono quello che serve per reintegrare i liquidi e rilassarsi.
Pronti per tornare a casa, ma soprattutto pronti per gustare nuove avventure: grazie a Paola, Stefano e Davide per i bei momenti assieme :D