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martedì 24 maggio 2016

JamaRun 21.5.2016

http://www.caicim.it/jamarun/JamaAnnoIntro.asp?Anno=2016
Ci sono certe gare che, dopo averle fatte tante volte negli anni, non sembrano nemmeno più gare: è un appuntamento atteso, sai che c'è, come il compleanno di un'amica, e non vedi l'ora di festeggiare!
Rituali dei preparativi, le prove del percorso, se ne parla col gruppo (oggi siamo in 4 di Evoluzione Nordic sul tracciato di gara), e riaffiorano gli aneddoti delle edizioni passate. Un appuntamento fisso e atteso che, se salta per una delle tante variabili impazzite che rivoluzionano intorno alla vita, lascia l'amaro in bocca! 
La settimana prima forse esagero un pochino, 3 prove percorso hanno messo in crisi la caviglia sinistra che fa le bizze, e da martedì sta a riposo... arrivo al via un pò preoccupata, anche se con tanta voglia di correre. Resto un pò in disparte, in cerca di ombra e silenzio per assaporare il momento, mentre lo speaker illustra il percorso ai concorrenti: tante presenze da fuori Trieste, meglio avvisarli di cosa gli aspetta :O

In una giornata perfetta meteorologicamenete parlando, il cielo azzurro intenso fa a gara con il verde brillante della natura per incantare gli occhi ed il cuore; penso, ancora una volta che sono fortunata, sto facendo quello che mi piace, in un posto che adoro: vediamo di portare a casa tutti i pezzi sani e salvi, che le salite sono dure, ma le discese non sono da meno...

Complice Belinda, mi trovo a partire abbastanza avanti: saggia decisione per non restare imbottigliata quando si prende il sentiero 15 stretto e ripido; pessima se penso che ciò significa impiccarsi subito...
Caldo, salita, cuore in gola e cammino con le mani sulle ginocchia: vorrei starle incollata, ma l'allenamento per le skyrace deve aver dato ottimi risultati e la vedo sparire tra le rocce come uno stambecco!
Penso alla mia gara, che è meglio, e mi concentro su caviglia (fai la brava ti prego!), polpacci e fiato; finisce la prima salita e sono a San Lorenzo, il tratto successivo è scorrevole ma sento le gambe pesanti; per fortuna inizia presto un po' di discesa in modo da recuperare. Al primo ristoro, come ai seguenti, dei due bicchieri che mi vengono offerti bevo i sali e mi faccio la doccia fresca con l'acqua; il sollievo dura il tempo di un soffio, fa caldo e sento la gola subito arida.
Nel sottobosco finalmente si respira un po', la strada in discesa dà tregua, che dura fino all'imbocco del sentiero che ci porterà nel cuore della valle, proprio a Botazzo.
Scendo cauta per non rischiare (questa volta mica ho qualcuno che mi incita a volare in picchiata) e poi è la volta del pezzo più caratteristico del percorso: correre nel cuore della valle, con le pareti di roccia a sinistra, la cascata fragorosa con lo spettacolare salto alle spalle ed il Monte Carso vicino, non è niente male!!! ;)
Il bivio per la salita sul crinale arriva troppo presto: 2 km di salita che non molla e non spiana, casomai si inerpica e aumenta la pendenza;  se i malaugurati concorrenti non fossero abbastanza sazi di dislivello :O
Mentre saliamo si scambiano saluti e battute con tanti che arrampicano; mi accorgo solo ora di avere alle calcagna Stefano che, zitto zitto, si era incollato dietro già dalla partenza.
Fiato per chiacchiere e commenti non ce n'è, si sale tra il cinguettio degli uccellini ed il rumore affannoso e forzato dei nostri respiri.
Il quadrivio è già un piccolo traguardo; Stefano mi passa, in salita è davvero forte: mi dico che il più è fatto, dalla sella in poi c'è solo discesa.
Dopo i primi tornanti, con sassi mobili che mi fanno usare cautela, mi lascio andare non appena il fondo migliora e l'appoggio è più stabile; il sentiero invita ad allungare e lasciarsi trasportare a valle dalla forza di gravità :D
Mentre corro gli ultimi saliscendi nel "Luna Park" nell'ultimissimo single track proprio sopra Jama,  sento lo speaker che annuncia gli arrivi: bello ed emozionante, gioia e stanchezza si scontrano sotto l'arco.

Vedo all'arrivo Davide e Fulvio, arrivati da un bel pezzo; mentre mi cambio mi avvicina Silvio, che mi dice di aver ripreso a correre anche per aver letto un mio racconto di una gara - colpevole di cotanto merito! :P - è chiacchieriamo un po' :)
Poi arriva Cristina, bravissima a rimettersi in gioco dopo tanto tempo e per di più cimentandosi nel trail, corsa così diametralmente opposta da quella che era la sua specialità.
Pasta party con Paola e Stefano, questa volta ognuno artefice del proprio personalissimo crono: entrambi con un ottimo miglioramento rispetto l'anno scorso!

Mentre attendiamo le premiazioni - sono arrivata quarta e Belinda è terza!- annunciano l'arrivo del concorrente più anziano: classe 1940: ammirazione e rispetto per Roberto, chapeau!
I miei complimenti si rinnovano ogni anno a tutto lo staff del CAI CIM, che con passione e dedizione rende possibile questa bellissima gara in un territorio che merita il nostro impegno a valorizzarlo e conservarlo nella sua più selvaggia bellezza.

domenica 10 gennaio 2016

S1 - La corsa della Bora - 06.01.2016

La prima edizione di questa gara ripercorre il sentiero CAI 1 che unisce le località di Sisitana e Muggia, nella provincia di Trieste.
 
La partecipazione a quest'evento è stata combattuta: mi sono presentata al via senza un'adeguata preparazione, questo è poco ma sicuro!
I mesi sono stati molto impegnati da altre attività e per una serie di "eventi avversi" sono saltati gli esplorativi che avevo programmato di fare sul percorso, salvo il lontano giro fatto  con Paola e Stefano sulla prima parte  (il 4 ottobre!).
Ultimo intoppo, la contrattura prima di Natale, la "corsa" da Ingrid per risolvere (grazie!!!) e poi due uscite da 10 km...
No, di certo non posso correrla; no se voglio fare la LanaroGranfondo a metà gennaio e poi in marzo andare un pò più in là; la parola d'ordine è: non farmi male!
D'altro canto, per non rinunciare alla possibilità di percorrere tutto il Sentiero Uno, godendo dell'organizzazione, dei ristori, del percorso ben balisato, della prima gara in rappresentanza di Evoluzione Nordic,  penso che la soluzione possa essere: partire con calma, arrivare fino all'Obelisco di Opicina utilizzando la tecnica del nordic walking e poi vedere come sto. Casomai correre gli ultimi chilometri, o continuare alternando corsa a camminata.

La giornata inizia prestissimo, alle 5:25 Paola e Stefano mi passano a prendere per lasciare al macchina a Sisitana e arrivare a Muggia con l'autobus messo a disposizione dall'organizzazione.  Pur partendo da Castelreggio alle 6:20 arriviamo davanti al Duomo muggesano dopo le 7:10. Per arrivare abbiamo fatto il giro del mondo, resta pochissimo tempo al via e ho un problema... devo assolutamente fare una sosta tecnica, non ci sono wc chimici e la fila al bar è lunga :(
Quando esco in piazza non c'è più nessuno...! sono già partiti da qualche minuto, pigio start sul mio garmin passando sola sotto l'arco e dopo qualche curva vedo la coda del gruppo: inizia il viaggio!
Lasciato alle spalle il primo tratto sulla strada asfaltata,  ci imbottigliamo alla base di un single track in salita e qui mi affianca Franz, il Master Trainer della S.I.N.W. conosciuto a Schio. Un tratto di sentiero assieme, poi lui aumenta il passo: vedo che utilizza con sicurezza i bastoncini anche in discesa, correndo e aumentando la stabilità!
Dopo i primi 10 km, con il continuo cambio di pendenza  (la salita sul monte Carso, la discesa lungo il ghiaione, la risalita sul monte Stena), non so quanto avrei potuto correre anche stando bene. La discesa nel ghiaione è pericolosa e siamo ancora abbastanza ravvicinati, diverse volte mi fermo e lascio passare, mi inquieta sentire il fiato sul collo ed il pensiero di trovarmi qualcuno in schiena non mi fa scendere tranquilla...
Una volta arrivata sull'altipiano, qui, quando la salita sullo Stena è finita, quando gambe e braccia sono provate dalla fatica, qui, proprio al 20° km, nemmeno a metà, qui cado! :( il tratto pianeggiante e corribile mi invoglia troppo presto, o solo una distrazione, e in un secondo (è sempre in un secondo, quel maledetto secondo!) che sono a terra: che botta!
Mi ripassano Maurizio e Caio, che avevo appena salutato in salita,  e si fermano preoccupati di vedermi così; ma sto bene, a parte un dolore acuto alla coscia (che dopo Natale è ben tornita, quindi NO PROBLEM :P) e piano riparto. Cammino, che non mi venissero strane idee, mangio qualcosa e assaporo il panorama: siamo a casa della Natura, qui il precipizio è a un passo, il mare sullo sfondo e  un leggero vento mi raffredda.
Arrivata a San Lorenzo c'è il secondo ristoro, bevo un mix imbevibile ma che in gara accetto di buon grado (:S) e riparto. Ci si rituffa presto in bosco e percorro un tratto che devo davvero rivalutare e considerare di più: tra la cava e la Grotta Nera ci sono bellissimi sentieri larghi, pianeggianti, riparati e immersi tra gli alberi.
Segue il sentiero tra i campi da golf, il Globojner, la Napoleonica, "i sentieri di sempre": cerco di immaginare come possono vederli gli altri concorrenti che ho vicino; quando arriviamo alla panoramicissima terrazza naturale sopra Conconello mi incanto un attimo e guardo di fronte a noi Muggia, lì da dove siamo partiti 30 km prima. Chiacchiero un pò con una ragazza croata, che mi racconta delle sue ultra gareggiate in tutta Europa.
Passiamo così il ristoro dentro al campeggio Obelisco; da qui qualche ora prima sono partiti per la mezza maratona Elena, Luisa, Alessandro, Giuseppe, Simone, e tanti altri: anche per questa distanza il numero di pettorali è andato esaurito!
Finita la Napoleonica mi immergo in un Carso sconosciuto, quasi fiabesco; mi prometto di rifare assolutamente il tratto tra Prosecco e Santa Croce, con un bel fondo corribile, scorci sui pastini sopra la Costiera e con lo sfondo del mare e delle montagne innevate... una meraviglia davvero e non mi stupisco che la ragazza davanti a me si sia fermata a fotografare col telefono tanto spettacolo!
Così facile e corribile quel tratto, quanto ostico e da panico il successivo Sentiero dei pescatori (temo sarà incubo ricorrente), tra Santa Croce e Aurisina: saranno state le gambe stanche, i piedi che non rispondevano più, ma veramente sono stati chilometri lunghi e difficili. Anche solo camminando l'incedere era incerto e difficile tra le pietre mobili, grosse e spigolose che non davano nessuna sicurezza all'appoggio; il timore di cadere e farmi male mi ha davvero fatto procedere al rallentatore.
Non l'avrei detto, ma ho tanto apprezzato gli ultimi 2 km di Strada Costiera che mi hanno portato all'arrivo: non dover prestare attenzione ad ogni appoggio e lasciare andare la tensione mi ha permesso di rendermi conto di cosa stavo per concludere e la soddisfazione mi ha fatto sorridere :)
In realtà oggi lungo il percorso più volte mi sono trovata a sorridere, persino a cantare alla fine, giù per quei "salti" attrezzati dalla protezione civile che, dalla torre piezometrica ci han fatto volare in Costiera!
La cosa strana, che trovo bellissima, è che con questo percorso ho avuto la possibilità di unire tanti tratti conosciuti in un un unico percorso, un viaggio che mi ha portata da un porto all'altro, da Muggia a Sisitiana (... a me carissima) scoprendo sentieri mai esplorati!
A meravigiosa conclusione dell'emozionante giornata, siamo stati coccolati da Elena&Enzo che con la loro ospitalità ci hanno preparato un super pastaParty!!

La gara e l'organizzazione sono sicuramente migliorabili (trasporto, servizio borse, ristori all'arrivo!) ma nel complesso il percorso era ben segnato, c'erano volontari della protezione nei punti critici e, per essere nella città del "no se pol", questa è stata una grande manifestazione!

sabato 19 dicembre 2015

Monte Carso 2015/2016

 Riporto la nuova iniziativa de Le Vie del Carso: bellissimo modo per condividere momenti di vita:
 Camminata B3 e posizionamento libro per prossima attività invernale
MONTE CARSO 2015/2016… fino all’ultima firma.
Domenica 20 dicembre, per festeggiare come ogni anno la caduta dei confini e l’anniversario della nostra associazione, ci ritroveremo presso il teatro Preseren di Bagnoli della Rosandra alle ore 10,30 per portare in cima al Monte Carso il libro delle firme e iniziare la nuova sfida invernale. Obbiettivo, completare il libro e per farlo mancano 3888 firme. Vale lo stesso regolamento degli anni precedenti, al momento della firma accanto al nostro nome bisognerà segnalare il numero della salita (1 la prima, 2 la seconda ecc) vincerà chi a libro concluso ha il maggior numero di salite (naturalmente per salita si intende il percorso completo da valle alla cima, farà fede l’ora di arrivo in vetta). Si possono compiere più salite nell’arco di una giornata. Per entrare in classifica si devono compiere almeno 12 salite. Un premio speciale andrà a chi firmerà per ultimo (firma 3888) e a chi riuscirà a prevedere la data di conclusione della manifestazione (in questo caso per partecipare bisogna comunicare la data ad Alce o Nadia entro il 31/12/2015). Sarà nostra cura organizzare dei ritrovi per compiere più salite insieme.
Buone salite a tutti !!

giovedì 11 giugno 2015

Jamarun ...sulle tracce della staffetta

Nel 2011, 2012, 2013 ho sempre gareggiato sullo stesso percorso ma in questa edizione, per festeggiare i 20 anni di attività del CAI CIM, la Jamarun ripropone un sentiero che ripercorre le tracce della "staffetta della Val Rosandra".
Novità che incuriosisce, tanto che negli ultimi mesi ho avuto modo di provare il percorso più volte: una passeggiata in solitaria, una corsa serale in compagnia, un percorso contorto invertendo le salite e, per finire,  col gruppo di nordic walking! ... posso dire di essermi applicata e di aver studiato bene la lezione! ;)
Tanto, forse troppo, che il giorno della gara arrivo un pò fiacca e svogliata: nell'ultima settimana è esploso il caldo, partire alle 15:30 sotto il sole battente non incoraggia. Lo speaker informa che a causa delle condizioni meteo è stato allestito un risorto di soli liquidi aggiuntivo; inoltre raccomanda di partire con almeno una borraccia d'acqua!
Foto ufficiale col gruppo Istrialand ancora belli freschi, poco prima della partenza:
Il via dal parcheggio del teatro, con l'unico tratto di asfalto verso la Val Rosandra: la sensazione del caldo che sale dall'asfalto sparisce non appena siamo sul sentiero, e lascia il posto ai profumi della natura. Il gruppo è ancora compatto e appena imbocchiamo il sentiero 15 si forma un lento serpentone colorato.
Come si inizia a salire la fatica e il caldo diventano soffocanti e utilizzo l'acqua della borraccia per versarmela in testa: immediato sollievo ma troppo repentinamente sparisce l'effetto...
Nel secondo tratto di salita, nel canalone sotto San Lorenzo incredibilmente aggancio Federico (ma cosa ci fa  qua, mi chiedo...?)
Arrivata sul tratto piano si corre, per fortuna c'è il ristoro: un bicchiere abbondante d'acqua evapora pochi istante dopo esser stato versato sui capelli... Una sferzata di freschezza è quel che serve per correre senza l'ombra degli alberi.
Sotto Pese il terreno è caratterizzato da un divertente saliscendi, prendo velocità e uso la rincorsa per la salitella successiva ;D ... forse il pezzo più divertente di tutta la gara :)
Dalla ciclabile ci buttiamo giù verso Bottazzo e qui la prudenza è d'obbligo: in più passaggi sono presenti i volontari del soccorso, qualcuno si lancia ma sinceramente l'idea di rovinare a terra mi invita a usare la massima prudenza e scendo davvero cauta.
Meravigliosa doccia improvvisata al passaggio accanto la trattoria ;) e si corre di nuovo lungo il sentiero in valle; qui incontriamo diverse persone che si spostano sorprese al passaggio... spettatori involontari di quella che deve proprio sembrare una pazzia, lo leggo nei loro occhi :O
Al bivio della salita al crinale mi dà un grande piacere trovare Rita e sentire il suo incoraggiamento: bevo sali, verso l'acqua in testa, e so esattamente che cosa mi aspetta: un km di salita che non molla un attimo!
Mani sui fianchi o alle  ginocchia e spingere, salire, sudare e ansimare senza sosta: sento bene le gambe, sono arrivata qui senza forzare troppo e salgo lenta ma regolare: un pò come mi ero sentita al Vipava, forse qui però le persone sono meno allenate a far salite, e su questa verso la fine sorpasso diversi davanti a me che rallentano...
Scollinata dopo il quadrivio, sul tratto pianeggiante che porta alla sella sento uscire la stanchezza: pochi metri penso, e poi sarà tutta discesa fino all'arrivo! Esprimo questo incoraggiamento a voce alta, al ragazzo davanti a me che si è fermato e cammina: riprende e mi passerà poco dopo in discesa, giù dal monte Carso.
In sella c'è un meraviglioso panorama, un pò di foschia in questa giornata troppo calda, ma non c'è tempo da perdere a contemplare l'azzurro del cielo e del mare: fisso lo sguardo al terreno, dato che la discesa è insidiosa e veloce! Tre volte accosto per lasciar passare nel single track qualcuno che arriva a velocità sostenuta, e poi giù, "libera" fino all'arrivo!
Grandissima soddisfazione finire e stare bene, tutta intera e con un gran sorriso: grande Bobo che aspetta all'arrivo, e poi trovo Maurizio, Fulvio, Federico: bravissimi!!!
Devo scappare per andare al saggio sportivo di Anna e Paolo: niente arrivo di tanti amici, niente piacevole terzo tempo... ma va bene così, sabato sportivo per tutta la famiglia!
... scopro poi con piacere di essere arrivata 7° donna! :)

venerdì 1 maggio 2015

Jamatest contorto

In questo giorno di festa siamo in tanti ad avere voglia di calpestare i sentieri dietro casa: Elena ci teneva a provare il percorso della Jamarun (occasione persa martedì ma presto recuperata!), Sandra predilige i sentieri all'asfalto e si aggrega volentieri, Ale e Enzo ci onorano della loro presenza ;p e Federico ha studiato il percorso per noi!
Contorto: non mi viene un altro modo per definire la prova di un percorso riadattato alle necessità e voglie personali: aggiungere un bel riscaldamento sulla ciclabile da Moccò fino ad arrivare, seguendo il percorso della Lanaro Granfondo, fin sotto Pese.
Quindi facciamo rotta verso Draga: da qui in poi percorreremo il tracciato della Jamarun ma invertendo le salite: prima la seconda e poi la prima! :O
Dopo un pezzo dell'Alpe Adria Trail siamo nuovamente in ciclabile e prendiamo la diretta ripida in giù verso Botazzo.


 Da qui sentiero canonico che costeggia il torrente e poi risaliamo per il crinale, per arrivare sul monte Carso. Seconda volta in una settimana che vengo su di qua, i miei polpacci non si sono ancora ripresi da martedì scorso e protestano: salita dura che non molla e rimpiango di non avere i bastoncini!
Arrivati in sella scendiamo per i tornanti e arriviamo a Jama: tratto di asfalto fino al rifugio Premuda e poi in salita per il sentiero 15, fino all'incrocio con la ciclabile, che ci riporterà al punto di partenza.
 Tre ore di sport e allegria, grazie!

mercoledì 29 aprile 2015

esplorativo Jamarun notturno

piove tutto il giorno, ma esistono le scarpe in gore-tex e l'anti pioggia...
il tempo libero è quello serale, ma esistono le frontali...(ancora più utili in fronte che non in auto!)
esistono sentieri che aspettano solo di essere calpestati, per trasformarsi in un "parco giochi" per chi ha voglia di sentire il vento sul viso e tra i capelli, o di sentire i polpacci bruciare in salita...
esistono momenti in cui ti senti più viva che in altri e l'entusiasmo di certi attimi echeggia il giorno seguente... 

Il fondo è scivoloso, non piove durante l'allenamento ma le precipitazioni sono state copiose per tutta la giornata; dopo un primo tratto pianeggiante partiamo in salita e la sensazione di freddo sparisce subito!
Parto troppo vestita e tolgo l'anti pioggia. La salita fino a San Lorenzo è quasi un unico strappo, giusto uno scollinamento sotto la ciclabile e poi di nuovo sù.
Tratto corribile da San Lorenzo a Draga, poi giù a Botazzo per una discesa sconnessa.
Da qui classico rientro per il sentiero parallelo al torrente Rosandra (luna-park!), fino all'incorocio col sentiero che costeggia il crinale.
L'altra volta qui avevo sbagliato incrocio e avevo chiuso il giro senza risalire e arrivare alla sella di monte Carso.
Questa seconda salita, che percorro per la prima volta, è abbastanza ripida e in particolare tra lastre di pietra e radici, sembra che tutto sia ricoperto da uno strato di burro!!! Per un tratto mi metto di traverso e salgo lateralmente per fare più presa con le scarpe...  :O
Gli alberi sono frondosi e il sottobosco è abbastanza buio: la situazione non migliora però ed i sassi bianchi riflettono un pò il loro candore.
Passata la sella del monte Carso, ultima discesa sull'ormai consumato sentiero per ritornare alla civiltà pochi kilometri più giù: fortunatamente non tutti sono ugualmente sprovveduti e con due lampade riusciamo a scendere tutti interi!
Grazie a Davide, Alessandro, Federico (x2), Riccardo e Marco che, con la scusa di far foto, non mi ha fatto tirare il collo!

domenica 19 aprile 2015

esplorativo Jamarun

Rispetto le edizioni a cui ho partecipato (ed 2011, 2012, 2013) l'edizione 2015 cambia percorso e, per festeggiare i 20 anni dalla fondazione, vuole ripercorrere le tracce della "Staffetta della Val Rosandra".
Scarico la traccia sul GPS e vado a provare il percorso:con i bastoncini di nordic walking e tanta voglia di assaporare il sole ed il paesaggio!
scalatori da vertigine :)
Come me, tantissime persone oggi popolano la Valle e gli argini del torrente Rosandra, famiglie, bimbi, cani: all'inizio del percorso c'è "traffico" ma, dopo aver preso il sentiero che dopo il ponte di legno si inerpica lungo il sentiero 15 verso Moccò e resto sola a guardare chi si sta arrampicando proprio sotto la vedetta: uno spettacolo!
Salgo fino San Lorenzo e solo ora il terreno spiana e mi fermo a guardare il panorama:
alle spalle il Monte Carso
panoramica verso il monte Stena
Dopo la chiesetta di San Lorenzo si prende il sentiero sterrato che porta verso Draga e poi salendo ancora, verso le Jazere sotto Pese.
uno sguardo al Taiano 
nemmeno una nuvola!!!

vien voglia di fermarsi qui!

Alpe Adria Trail
torrente Rosandra
Rispetto il percorso originale, manco alla fine un incrocio e non arrivo in sella del monte Carso: discesa tecnica da provare al prossimo esplorativo!

mercoledì 7 gennaio 2015

nordic e trail

Prima uscita di nordic walking dell'anno con Paola, Stefano e Fulvia (new entry dai kdk!!) e altre 17 persone! ... non so se ho mai fatto un'uscita con un gruppo cosi numeroso e allegro!
Sarà stata l'aria frizzante, la temperatura sotto lo zero, il percorso movimentato, lo spumante con gli stuzzichini per il brindisi... chissà?! ad ogni modo la serata si è scaldata tra chiacchiere e risate.
Il giorono dopo ritorno sul monte Carso, partenza da Jama, per proseguire in altipiano verso Beka. Il sole splende, velato da una leggera brezza e la temperatura è pungente.
19 km di corsa e camminata in salita, con il rientro il valle su sentieri un po' tortuosi alla ricerca di nuove varianti , per poi tornare sui miei passi e finire a Botazzo: da qui classico sentiero per rientrare a Dolina.

sabato 3 gennaio 2015

Buon 2015!

Post d'apertura d'anno e corsa propiziatoria del primo gennaio: nonostante i festeggiamenti "leggermente frizzanti" della sera prima, alle 8 e spicci sono in Napoleonica per assaporare questo nuovo anno. Il silenzio nel sentiero è surreale, mi stupisco dell'ambiente ovattato che mi circonda.... in giù lo sguardo corre sulla città addormentata e solo verso le 9 incrocio un signore a passeggio col cane...
Otto chilometri sono in saccoccia, ma... ho ancora un pò di tempo a disposizione e in lontananza vedo il monte Carso: ormai il riscaldamento l'ho fatto, non mi resta che spostarmi in Valle e inaugurare la prima salita del "monte Carso Attack" con la variante della partenza non da Jama ma dalla sorgente Zgurenc.
Altro bellissimo panorama, stesso oggetto ma prospettiva più arretrata:
Un inizio d'anno niente male :)

sabato 27 dicembre 2014

monte Carso Attack!

Riporto con estremo entusiasmo l'iniziativa lanciata dalle Vie del Carso per questo inverno: regolamento e mappa sul loro blog!
Nel giorno del solstizio d'inverno ha preso il via la nuove triplice sfida che terrà occupati molti sportivi amanti della natura e dei sentieri.
Bellissimo vedere il traffico per il sentiero, il ritrovo in vetta dove si scambiano due piacevoli parole...

Seconda salita per me oggi, cercando di camminare più svelta possibile, ma è tutta dannata salita :P
Incontro per strada Nadia, in cima Ale, e chiacchierando torniamo sui nostri passi; al parcheggio, pronta  per un'altra salita Giuly...

domenica 5 ottobre 2014

una settimana in Valle (o giù di lì...)

Domenica (28/9) persevero ed unisco la corsa trail all'uso dei bastoncini di NW per le salite: inizialmente non individuo un percorso adatto, penso al Cocusso a Basovizza, ma poi... 
Vado a finire ancora là, sempre in Valle, sempre intorno ai sentieri che sono protagonisti di due belle manifestazioni sportive!
Inizio con il percorso della Jamarun, parto dal tetro, passo vicino al rifugio Premuda e via verso il sentiero: Botazzo, sentiero dell'amicizia (e qui uso i bastoncini prevalentemente in parallelo e camminando) e finalmente sono sull'altipiano, arrivo a Beka!
Scorrono i chilometri corribili sul sentiero di terra rossa che divide i campi dove di solito pascolano cavalli bradi.
La giornata è meravigliosa, l'autunno ci sta regalando un meteo che in estate abbiamo solo sperato: sul sole si sta bene, fa caldo, ma l'aria è fresca a aiuta a sentire meno la fatica.


mercoledì improvviso questo giro urbano, sempre a caccia di salite (chissà perchè?!) e tutto sommato porto a casa 14 chilometri prima di andare in ufficio: come iniziare bene la giornata ;)

Pomeriggio partecipo alla 16° prova del Trofeo Premuda, competizione sui generis con percorsi diversi ogni settimana, ma due certezze: 1) ore 18 partenza dal rifugio Premuda 2)  sarà salita.
che dire? questa volta tocca il sentiero bianco celeste (la diretta) che, dall'antro di Bagnoli porta alla Grotta delle antiche iscrizioni. VERTICALE!! :O
gambe dure ma molto divertimento, se non altro era breve!

Sabato la giornata è ancora spaziale: cielo azzurro da incanto e sole tiepido invitano a celebrare tanta bellezza  con una corsa in Carso: parto da Moccò, ciclabile TS-Erpelle e ripercorro il tratto iniziale della LanaroGranfondo fino ad arrivare alla chiesetta di Pese.
Una volta qui però non svolto a sinistra verso Basovizza, ma continuo in su, per arrivare in cima al Cocusso.
Non mi va di riscendere per lo stesso percorso, l'inclinazione è troppo ripida e vorrei chiudere con qualche chilometro in più: dalla vetta prendo il sentiero che passa ben oltre Grozzana e faccio capolino proprio alla partenza della Cavalcata Carsica: che dire, mix di percorsi notevoli!!!
Una volta a Pese riprendo il sentiero dell'andata e finisco "comodamente" in ciclabile.
... piccolo test per la settimana prossima :)

giovedì 14 novembre 2013

la credenziale

Insolita sfida quella lanciata da Le vie del Carso quest'anno per trascorrere in movimento il periodo più freddo e buio dell'anno.
Le cose si complicano: non un solo monte da conquistare quest'anno, ma una vasta platea di luoghi, Stati e panorami. Per poter accedere alla classfica bisogna però timbrare interamente la credenziale consegnata al momento dell'iscrizione!
poi inizia il divertimento, l'esplorazione e la ricerca di posti già conosciuti o mai esplorati...
Per togliersi subito il "pensiero" di questi 7 timbri da recuperare (i primi due li avevamo guadagnati in Taverna la sera dell'iscrizione), Bobo pensa bene di proporre un percorso che tocchi in una sola giornata i monti: Nanos, Vermscica, Kokos, Slavnik, Carso, il paese di Beka e quello di  Botazzo! Tecnica mista per noi del NW: camminata con bastoncini in salita, corsa in piano e in discesa...
Accolgo con l'entusiasmo che mi contraddistingue di fronte queste "piccole follie" l'invito, e sono in ottima compagnia. Bobo ed io ci occupiamo dei rifornimenti, Paola e Stefano attrezzano la loro auto per la "gita", foderando tutto con nylon e giornali, dato che le previsioni erano pessime e tanta sarebbe potuti esser  l'acqua e il fango.
Ma partiamo con ordine: da Opicina a Razdrto siamo ai piedi del Nanos in meno di mezz'ora e alle 5:34 "si parte!"
Neanche la soddisfazione di essere i primi, ci sono già diverse macchine parcheggiate e persone che ci precedono sul sentiero. Salita ripida e diretta alla cima, due gocce a metà salita a bagnare l'inizio dell'impresa e poco prima di arrivare al rifugio spegnamo le frontali. Primo timbro della giornata, il cielo sembra schiarire e questo ci riempie di ottimismo: la giornata sarà lunga.
Scendiamo per la strada meno ripida e dopo 2 ore dallo start siamo di nuovo alla macchina: tè caldo e crostata per fare colazione e via in auto verso la seconda meta.
Il sottobosco che ci porta alla cima del Vermscica è da quadro: gli alberi scuri e spogli, a terra un tappeto fitto di foglie rosso intenso: uno spiraglio di luce tra le nuvole e una bellissima sensazione di pace.
Vorrei restare qua. timbriamo con il vento che gioca con le nostre credenziali svolazzanti, occhio a non perderle! timbrare con le mani infreddolite non è il massimo (scoprirò poi che c'è di peggio), l'inchiostro o è troppo ed esce una macchia, o è poco e non si vede il nome del timbro... insomma, ho testimoni, l'Auremiano l'ho fatto a piedi, per la prima volta!
E' quindi la volta del Kokos, durante lo spostamento in auto mi cambio e metto l'intimo leggero: i due rilievi più importanti sono passati e la giornata non è per nulla fredda.
Partiamo da Pesek e arriviamo un pò prima delle 11 in cima: conoscendo il programma di Bobo, più di qualche amico ha pensato bene di attenderci su per un saluto, e così ci fermiamo qualche minuto: di Istrialand siamo in tanti e cogliamo l'occasione per una foto di gruppo con il direttivo al completo :D
Siamo felici e sorridenti, il tempo ci ha regalato una mattina di cielo poco nuvoloso e un clima mite... 
E' quindi la volta dallo Slavnik, partenza da Podgorje e salita diretta: Paola non apprezza la scelta, le gambe iniziano ad essere stanche e probabilmente confidava in una ascesa più morbida. In effetti è lunga e non dà tregua.
Su, come sempre, fa freddissimo, la cima è spazzata da un vento forte: timbro in vetta, un minuto a prender caldo in rifugio e subito sui nostri passi. Questa volta un percorso più morbido ma in discesa sento una fitta al ginocchio sinistro.
Arriviamo alla macchina stanchi, abbiamo i visi tirati, mangiamo qualcosa e via in direzione Bagnoli: ci aspetta l'ultimo percorso con 3 timbri.
Arrivati a Bagnoli scendiamo e inizia a piovere. Prima solo qualche goccia, man mano che saliamo sul monte Carso l'acqua scende a secchi. Il percorso è l'inverso del tratto finale della JamaRun, pendenza costante e impegnativa. L'umore è fradicio, parliamo ormai pochissimo, anche perchè tra lo scroscio della pioggia e lo sfregare del cappuccio le parole si perdono.
In cima al monte Carso c'è la tettoia a riparare la postazione col timbro: per fortuna, perchè diluvia e avremmo annegato credenziale e timbri precedenti! ci fermiamo un paio di minuti per rifocillarci, ma l'acqua sui pantaloni e nelle scarpe ci raffredda subito e ripartiamo per scaldarci.
Sempre sul percorso della gara, -facendo solo una piccola deviazione prima di Beka-, arriviamo nel paesino e troviamo subito l'antro col timbro: le mani bagnare e il poco spazio asciutto non aiutano, ora viene davvero giù a secchiate e non so cosa darei per una stufa calda davanti a un divano...
Ultima tappa la taverna di Botazzo, bisogna scendere e qui mi accorgo che il ginocchio sinistro, che mi aveva avvisato sullo Slavnik, ha deciso che per lui basta così. In discesa fa male, una piccola stilettata ad ogni appoggio, mentre in piano o in salita tace.
Il pezzo che da Beka porta al Sentiero dell'Amicizia è sempre un pantano, anche d'estate, e non posso dire cos'era: fango e pozzanghere ovunque, ormai non ha senso provare a evitarle, solo fatica sprecata. Corriamo per finire, corriamo per arrivare e per indossare il cambio asciutto.
A Botazzo ci scaldiamo con un te; ci asciugniamo un pò per non bagnare la credenziale e gli otto timbri già conquistati e con tanta soddisfazione apponiamo l'ultimo!
Speriamo che smetta di piovere, ma diluvio avevano previsto ed il diluvio è arrivato. Non desiste e noi ci rituffiamo in quella continua cascata di gocce che ci accompagna fino alla macchina.
Dai piedi del Nanos a quelli del monte Carso sono passate poco più di undici ore: finisce la nostra avventura e siamo soddisfatti, emozionati e stanchi!
Concludiamo la meravigliosa giornata in una gostilna (piacevolissima scoperta per me!): birra di produzione propria e carne davvero buona :P
Sommando i singoli percorsi siamo a un totale di 40 km e +2300m
Nanos 8,4 km 666 mt
Auremiano 6,7 km  375 mt 
Cocusso 4,7 km 226 mt
Taiano 7,9 km 518 mt
Monte Carso - Beka - Botazzo. 12,3 km e 523 mt
Ringrazio Bobo, Paola e Stefano senza i quali non mi sarei mai azzardata a compiere una impresa simile: abbiamo passato una splendida giornata, con tante chiacchiere, racconti, scambi di esperienze.
Una soddisfazione che mi porterò dentro a lungo.