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domenica 13 ottobre 2013

ecomaratona dei 2 parchi - mezza del monte Carso

Come segnalato già qui, oggi in Valle c'era una manifestazione che, per lo spirito e l'organizzazione non volevo mancare! Inizialmente avevo pensato al percorso di 10 km dedicato al nordic walking (ultima mezza corsa a maggio 2011), ma poi... due allenamenti medi, uno da 14 e tutto bene.... Ma sì  mi son detta: magari ci metterò un'ora in più che nel 2011, ma faccio la mezza!
Tanto in salita cammino, in discesa è "facile" e in piano ... vado piano! questi i miei propositi...
Questa mattina si parte alle 10, si corrono i primi metri e poi inizia subito la salita a San Servolo.
Come da programma cammino, corro solo quando spiana e mi accorgo che ci sono altri 3 ragazzi che mi passano e li ripasso più volte. Arrivati in quota, dalla cima di San Servolo il panorama stupendo: si vede benissimo il golfo di Trieste con centinaia di vele spiegate: sono le barche impegnate nella Barcolana. Da lì in poi facciamo gruppo e, a noi quattro, si aggiungono anche Antonio e Annalisa. Se non li avessi trovati ci avrei messo sicuro un'ora in più, ma tenere il loro passo mi è di stimolo a mettercela tutta!
Un minuto di recupero ai ristori, qualche foto ricordo con la compatta di Antonio e i chilometri scorrono in compagnia.
I segnali non sono sempre chiari, ma i percorsi sono davvero mozzafiato: oltre lo spettacolo da San Servolo verso il mare, un pò tutto il carso è tinto di rosso. Il percorso non è mai monotono: strade bianche, sentieri nell'erba, sassi e fango a volontà! per fortuna il tempo è stato clemente, coperto al mattino e addirittura il sole al pomeriggio :)
Arriviamo tutti insieme, quindi aspetto Davide impegnato nella maratona dei due parchi - fino al Taiano e ritorno - e poi si pranza tutti assieme al rifugio Premuda: a seguire le premiazioni.
A sorpresa Annalisa ed io siamo le prime donne in classifica (pur mettendoci 10 minuti in più rispetto al 2011; ma quella volta ero davvero in forma per gli allenamenti per la maratona...), con un risultato che devo certamente al gruppo, in quanto senza di loro ci avrei impiegato molto di più!
Principi di crampi alle caviglie e ai polpacci dal 16° in poi, abbastanza stanchezza, anche se l'entusiasmo era alle stelle e non potevo mollare...
Del resto che dirvi: fermarsi tutti quando uno cade per vedere come sta, o aspettarsi agli incroci per non perdere nessuno, è uno spirito che ho trovato solo nelle corse trail e che mi piace troppo!

sulla sella del Monte Carso
con capretta (slovena) al guinzaglio!
in posa per l'arrivo di gruppo!

domenica 6 marzo 2011

33^ Maratonina Isontina Transfrontaiera - Gorizia

Le premesse le avevo anticipate nel precedente post: partecipazione "in automatico" a una gara in programma, anche se la "voglia" è un elemento altamente latitante...
So di non essermi preparata, ho corso davvero poco nelle ultime settimane (soli 100 km al mese in sei uscite in gennaio, e 6 in febbraio :-O) con corse prevalentemente lunghe ma su sterrati e a ritmo blando. Per cui mi trovo un pò spaesata, 21 km di puro asfalto da tirare non credo proprio di farcela, e il blocco è sicuramente più mentale che fisico: ho già provato a scoppiare in mezza, a non farcela e dover trascinarmi per arrivare, e sinceramente oggi non ne ho voglia...
Premonitore il sogno di Davide, che quando con Stefano lo passiamo a prendere alle 7:30 dice d'aver sognato che invece di andare a Gorizia per la mezza, cambiavo i programmi della comitiva e trascinavo tutti sul monte Nanos!
Questo per dire che ho faticato a trovare in gara un ritmo da tenere costante, nei primi 10 km il ritmo altalenava alla grande; all'undicesimo ho trovato una ragazza che conosco e mi ci sono accodata, salendo sul treno del suo ritmo e facendomi portare fino all'arrivo.
Potevo azzardare di più? forse si, ma questa mezza va archiviata così...

martedì 23 novembre 2010

Mezza Di Palmanova (aspettative)

Domenica si è corsa la mezza maratona di Palmanova: vediamo di buttar giù le sensazioni, che sono ancora in subbuglio dentro di me...
Ci troviamo presto forse anche troppo a Barcola con MarcoAngi, Carlo, Marco Zanger, Igor e Stefano per partire con calma; dopo un'oretta arriviamo nella città stellata, ritiriamo il pettorale e ci infiliamo in un bar per prender un pò di caldo e far due chiacchiere. Nonostante le previsioni peggiori per le condizioni climatiche (pioggia certa), il cielo è nero ma non semina una goccia, e così sarà per tutta la durata della gara ;-)
Alle 9:40 si aggiungono al gruppo anche Cristina e Agnese; accettiamo volentieri l'idea di Carlo di partire per ultimi - tanto c'è il real time- dato che per uscire dalla cittadina bisogna attraversare una porta davvero stretta e i podisti alla partenza, a detta degli organizzatori, sono 2700! Davvero per ultimi partiamo tutti assieme, con tanto di incitamento da parte degli organizzatori a "muoverci" dopo 3 minuti dallo sparo...
Carlo e Angi spariscono subito all'orizzonte: il loro obiettivo è stare sotto l'ora e quaranta, obiettivo che centrano in pieno...
Con Stefano, Cristina, Agnese e Zanger ci facciamo compagnia per circa 5 km ma la Cri sta bene, la vedo spumeggiante e inizia a staccarsi e poco dopo anche Zanger fa lo stesso. Con Stefano cerco di mantenere il ritmo che avevamo stabilito: 5 km a 5:15, 10km a 5:10, 5 km un pò sotto 5:10, ultimo km: quel che c'è.
Ecco. Così, messo sulla carta, sembra davvero un compitino facile facile, no? Aspirato PB, con tanto di pacer personale che si è offerto (+o- su richiesta) di scortarmi verso il traguardo.
Però l'epilogo è ben lontano dalle mie aspettative e, ora che ho provato, di gare così non voglio farne più!
Partiamo dall'inizio: da giugno Stefano soffre per l'infiammazione del muscolo piriforme, problema che lo costringe a correr poco e piano (rispetto le sue possibilità, non rispetto le mie!)
Mi è sembrata l'occasione giusta per chiedergli di "sacrificare" la sua gara, pensando che tanto non avrebbe potuto puntare a un PB e chiedergli invece supporto per portarmi al mio...
Non avevo considerato che i compiti che sulla carta sembravano alla mia portata si sono rivelati più difficili del previsto: arrivati al quindicesimo km è tutto più o meno sotto controllo, abbiamo rispettato i tempi e tutto può succeddere: due km fatti a 5:18 però segnano che non ne avevo proprio più :-/
Oltre alle mie non buone sensazioni (non riuscivo a spingere, le gambe non andavano) mi sono resa conto di aver fatto buttar via una gara a Stefano, che a sua volta era dispiaciuto nel vedermi sofferente, e per non esser in grado di darmi la carica giusta per reagire alla crisi...

Non so perchè mi sono messa in testa questa impresa, non sono capace di fare questi calcoli, mi piace correre come mi viene, senza caricare la cosa di aspettative: alla fin fine i risultati se devono arrivare arrivano, e non solo perchè ho deciso che la cosa è "fattibile" sulla carta...
Faccio tesoro dell'esperienza e la metto nel baule (perchè, ahimè pochi non sono...) degli "errori da non ripetere"...  :-O

martedì 5 ottobre 2010

XXXII Maratonina del Carso

Comincio dall'arrivo, perchè questa gara rappresenta per me un punto d'incontro con tanti amici con i quali è bello dividere allenamenti, fatiche, pensieri ed emozioni...
la foto l'avrei voluta fare prima della partenza, ma nel momento propizio la macchina fotografica è rimasta in auto :-(
Approfitto del collage per ricordare nomi e tempi, dato che tra un pò inizieremo a dire "..se non ricordo male..." -Yogi docet- (Andrea 1:30:06 - Igor 1:35:43 - Paolo 1:39:34 - Enrico 1:39:35 - Stefano 1:43:32 - Marco 1:53:12)
Son passati più di 6 mesi dall'ultima mezza e per riprendere questa distanza non me la sono scelta facile:  il percorso di domenica scorsa a detta dei più è un percorso non facile che va "ben interpretato"... Lascio ovviamente l'interpretazione a chi di competenza, a me basta finirla dignitosamente :-S
Se è vero che l'inizio è caratterizzato da una salita abbastanza regolare (fino al 5° km), le insidie si presentano nel pezzo centrale, dal cavalcavia fino al giro di boa e ritorno: i continui saliscendi spezzano fiato e ritmo e chissà perchè tutta la fatica della salita non si trasforma in altrettanto beneficio al ritorno, quando è tutta discesa :-(
Per correrla tutta ci metto 1:53 e caso strano sono arrivata a finirla con Marco, che non era davvero nella sua miglior forma e che accusava dolori vari e sparsi che lo han costretto a diverse soste.
In un modo o nell'altro la mia gara è andata, ma quel che più conta in questa giornata è stato l'esordio  per Paolo e per Enrico, entrambi han corso per la prima volta una gara su questa distanza: nemmeno a farlo apposta (?) arrivano insieme sul traguardo impiegando 1:39:34: niente male come inizio, eh??
La giornata è stata riscaldata da un bel sole, temperatura quasi estiva e ancor più calorosa l'accoglienza dei bimbi all'arrivo che fan dimenticare subito la fatica :-)

domenica 21 marzo 2010

7° settimana 15-21 marzo

Ecco come dovrebbero essere le settimane: piene di buone sensazioni e con tutti gli allenamenti svolti!

Lunedì sera ho corso a Basovizza sul circuito in pavè intorno al Sincrotrone: misura 2 km precisi e le ripetute questa volta non mi preoccupano più di tanto: tempo fa le ho fatte così male, e così lenta, che è impossibile ripetere quel disastro... e forse perchè l'allenamento in buona compagnia fa distrarre dai pensieri ed ero decisamente di buon umore. Faceva freddo, 0°C e pur correndo con i guanti alla fine, rientrata in auto, avevo ancora le mani congelate! Il lavoro + duro è andato...

Mercoledì mattina mi sono riscaldata in bosco a Basovizza 5 km ondulati e poi la CM l'ho fatta sulla strada che va verso Opicina: ero abbastanza stanca e il ritmo non è proprio quello previsto, ho sforato un pò... Faceva anche caldo, col sole c'erano 10°C, dopo il riscaldamento ho tolto l'antivento e la canottiera, ma avevo una maglia pesantea a manica lunga: non mi pareva vero d'aver caldo (e soprattutto non mi lamento!).

Venerdì ripeto più o meno il percorso, questa volta opposto, da Opicina a Basovizza per la CL da 15 km: faccio in modo d'avere la discesa, per quanto lieve, al ritorno!

Domenica partecipiamo alla 11° maratonina di Brugnera (PN): partenza 6:45 con Stefano e Andrea, sono giorni che guardo il meteo e le previsioni danno pioggia. Il cielo, al contrario del mio umore è grigio, ma per tutta la gara siamo rimasti all'asciutto, e la temperatura è ideale si parte con ca 10°C. Mi ero posta l'obiettivo del ritmo, 5:20 min/km e devo dire che mi è andata da programma :-) Non ho forzato, per me è importante nella settimana entrante riuscire a svolgere tutti gli allenamenti previsti, e vorrei cercare di evitare altri intoppi di percorso...
Le sensazioni sono buone, un leggero riscaldamento e poi si parte, le gambe girano e mi sento bene. Dopo pochi metri dalla partenza mi affianca Patrizio, il ragazzo la cui maglietta avevo puntato per i primi 10 km alla Mezza di Palmanova, col quale avevo chiacchierato dal decimo in poi, fino a tagliare il traguardo assieme. Uno scambio di battute e poi lui mi saluta e si allontana, da novembre è migliorato di molto e il suo ritmo è decisamente più allegro del mio!
Per quasi tutto il resto della gara resto da sola, ho davanti una ragazza che, senza nessun aggeggio elettronico marcia molto regolare al ritmo che mi va bene ed è la sua la maglietta che punto fino al 15°. Quando la passo le faccio i complimenti per la regolarità, a me sembra una cosa impossibile, prima o poi proverò ma mi sento un pò "persa" senza riferimenti. Quando le sono vicina mi dice che ora rallenta, ma come gli ultimi 5? e mi torna alla mente Vittorio Veneto, quando sono arrivata anch'io completamente bollita al 15°...
Aspetto il  17° per forzazre un pò, vedere se le gambe vanno ancora, ma non proprio come vorrei...

domenica 7 marzo 2010

32^ Maratonina Isontina Transfrontaliera - Gorizia

Venerdì avevo detto a Stefano che a Gorizia ci sarebbe dovuto andar solo... mi spiace, perchè dei due sono io quella che freme per far gare a destra e a manca, forse mi asseconda, forse in fondo in fondo piace anche a lui... ma un pò in colpa non potevo non sentirmi!
Nel frattempo quella bomba di antibiotico sembra far il suo dovere e così sabato gli comunico il cambio di programma: domenica vengo anch'io, in fondo basta prenderla con tranquillità e vederla come un LL, no? Mi conosco, se domenica starò ancora meglio e resto a casa, sarò tutto il giorno a mangiarmi le mani per non esserci andata e magari aver ripiegato su un LL da sola a TS...
La giornata è davvero fredda, 1°/2° C e un pò di arietta gelida, a tratti fastidiosa: ma è possibile che in 32 anni non sia mai stata a Gorizia (nb: 42 km da casa!)? Bene, farla a piedi, di corsa lo trovo un bellissimo modo per conscere la città: le persone per strada sono davvero pochine, il meteo non incoraggia a star fermi a guardare, ma il percorso è veramente piacevole: attraversiamo il centro cittadino, poi si esce verso la periferia verso le colline e con lo sfondo di montagne innevate, quindi passiamo il confine di Stato per transitare in territorio sloveno e attraverso Nova Gorica, la controparte slovena di Gorizia.
Questa volta, a differenza che a Vittorio Veneto, ho fatto la brava e sono partita in modo davvero prudente: all'inizio mi sentivo abbastanza dura, un leggero fastidio agli stinchi, un passo decisamente poco sciolto. Poi le cose sono andate meglio, dopo 7/8 km mi sono scaldata e ho proseguito ad un ritmo tranquillo: non di sicuro da gara, ma davvero un LL in compagnia di tanta gente!
P.S. Sono davvero felice per Stefano: oggi ha portato a casa il suo PB!!!
GRANDE :-))))

domenica 21 febbraio 2010

4° settimana 15-21 febbraio

Questa settimana, dopo uno stop totale di 12 giorni è stata davvero strana:
l'entusiasmo di lunedì per "la ripresa" con post già dedicato e in tutta tranquillità.
Mercoledì mattina il cielo era grigio e soffiava un pò di vento: sono andata in pista al campo di atletica, non stavo un gran che ma speravo che correre mi facesse sentire un pò meglio. Invece è stato un disastro, ho corso con tanta fatica le ripetute con un ritmo davvero da lumaca...

Venerdì l'apoteosi di questa settimana tutta storta: avevo in programma CM, pioveva e sono andata in un giardino  vicino a casa. Di solito non lo porto mai con me, ma avevo dietro il cellulare: i bimbi sono a ginnastica e ci pensano i miei a ritirarli, li raggiungo più tardi... in teoria. Poco dopo aver finito il riscaldamento mi telefona mio papà dicendomi che Paolo è caduto in palestra e lo portano in ospedale per i punti! Vado a casa di corsa, mi cambio alla velocità della luce e mi faccio passar a prendere, sono di strada...
Caspita che squacio al mento, lui piange tanto e vi risparimio le 3 ore successive tra calmanti, anestesia, urli e quanto altro :-S

Domenica la seconda mezza di questo 2010 (Maratonina Vittoria Alata - Vittorio Veneto): so benissimo di non essere in forma, è il primo lungo dallo stop, e dovrei essere prudente. Dovrei. Che strano effetto la gara e il pettorale addosso! Il percorso prevede un anello di 10 km e spicci: 5 km in leggera discesa, 5 in leggera salita da ripetere 2 volte.
Con Stefano ci attardiamo nel riscaldamento, arriviamo a un minuto dallo sparo in grigia, partenza concitata e via! Corrono tutti come forsennati, tra la discesa e gli altri intorno a me vedo che vado un pò troppo, ma penso anche che se il ritorno sarà in salità mi conviene "approfittare"...
Non vanno male i primi 5 km, rallento sensibilmente nei secondi 5 di salita, poi ancora 5 di discesa, sono un pò stanca ma spero di riuscire a gestire il tutto e poi... lo scoppio al 16°! Iniziano gli ultimi 5 in su, e le gambe entrano in sciopero: cerco di non guardare troppo spesso il ritmo per non aggiungere sconforto alle cattive sensazioni: dopo un cavalcavia mi viene una gran voglia di proseguire per un tratto camminando perchè ho proprio la sensazione di trascinarmi.
Questa la mia 6° mezza, la prima affrontata in modo assolutamente IMPRUDENTE! e ho pagato...
Le altre volte partivo tranquilla i primi 5 km per poi incremantare e chiudere con un piccolo sprint (sempre rapportato ai miei tempo) nel finale. Oggi è stato l'esatto contrario :-(
Chissà che speravo!

domenica 17 gennaio 2010

2° settimana 11-17 gennaio

 
Lunedì mi sono svegliata prestando molta attenzione alle sensazioni che provenivano dal il mio corpo: sentivo dolori diffusi su schiena e gambe. I 25 km del giorno prima si sono fatti sentire eccome, ed ero un pò scettica pensando ai 9km di corsa lenta + 3 in progressione che mi aspettavano la sera :-S
Per fortuna 12 ore abbondanti dopo la sveglia, il mio corpo aveva ingranato, e correre è stato davvero piacevole: 10°C, zero vento, sono uscita senza giacchino, solo con la maglia a maniche lunghe e stavo bene.
Mercoledì in programma 12 km di Corsa Media, fatti con le mie scarpette nuove di zecca; la differenza con le vecchie che vengono definitivamente pensionate si sente, eccome ;-)
Giovedì, pur immersa in sensazioni negative e pensieri "antipatici"che mi rimbalzano per la testa, 4x1000: non devo confrontarle con quelle della settimana prima, o si? non so, ma il paragone mi fa proprio tristezza!
Domenica prima gara del 2010: Mezza maratona di Medea
Alle 8:00 passiamo a prendere Andrea a Opicina, in città pioveva, sù per le alte ci sorpende la neve che cade abbondante: il cielo è grigio chiaro e fa freddo: zero gradi.
Per fortuna durante il tragitto il tempo migliora, quando arriviamo a Medea il cielo schiarisce, persiste il clima rigido.
Scelgo comunque di partire non troppo vestita, pantalncini 3/4 e maglia leggera a maniche lunghe: non voglio aver troppo caldo o inutili ingombri, niente guanti nè fascia...
Pago la scelta, i primi chilometri sono letteralmente assiderata, gelate le dita dei piedi e le mani; non so se è una novità di oggi, o se è a causa del freddo, ma dai primi passi sento un forte fastidio alle gambe (tra caviglia e ginocchio). Mah, non ho intenzione strafare, nè di compromettere le prossime settimane di preparazione, per cui parto davvero con calma, tipo riscaldamento, e dopo ca 4 km le cose migliorano.
Psicologicamente dopo 10 mi pare discesa, il + è fatto, penso che ora inizia la gara!
Per la tranquillità con cui l'ho presa, tutto sommato sono contenta: 1 minuto meno di Palmanova all'arrivo e qualche cavalcavia in più.

martedì 8 dicembre 2009

Maratonina di Buja (... così doveva essere ...)

Da quando ho saputo dell’esistenza di questa gara l’ho messa subito in calendario perchè mi sembrava davvero speciale: paesaggio collinare con borgate, vitigni,  radure e se, come immortalato nelle foto di qualche edizione precedente, la giornata è serena l’aria è tersa e frizzante e la luce del sole davvero splendente. Così speravo che fosse.

Oggi però alle 7:15 quando passo a prendere Stefano la pioggia cade leggera e con sconforto notiamo che lungo la strada la situazione non migliora, anzi: rinforza!
Ritiro pettorali sotto la pioggia, cambio in auto sotto la pioggia, sparo di partenza sotto la pioggia.
Iniziamo così questa nuova avventura: non siamo riusciti a riscaldarci prima della partenza e quindi decidiamo di partire davvero piano: il fondo è a tratti sterrato (ghiaia, fango, foglie e pozzanghere in quantità), a tratti si torna in carreggiata per correre su asfalto e questa alternanza di presenta più volte lungo il percorso.
Quando passiamo il cartello dei 5 km non credo ai miei occhi: non può essere, il mio garmin ne segna appena 2,  mi confronto con Stefano e anche lui è perplesso; all’inizio credo che il cartello si riferisca ad un secondo passaggio per lo stesso punto, ma durante tutto il percorso noto la discrepanza di 3 km circa tra il mio percorso e la segnaletica di gara.
Passato da poco il 2° km Stefano mi saluta, il riscaldamento per lui è finito e prende il suo ritmo; io resto sola, ma non per molto: dopo qualche chilometro mi affianco a tre “muli” di Azzano X che cordialmente e con simpatia mi scortano per un pò, facendo davvero volar via la strada mentre raccontano aneddoti e ricordi di quando, studenti universitari abitavano nella  mia città. E’ un bel modo per non pensare alla fatica e alle scarpe tanto pesanti inzuppate d’acqua che sprofondano nel fango.
Il percorso è collinare, l’altimetria - lo sapevo- è impegnativa e questo resta comunque un percorso non confrontabile con atre mezze, tanto più che al traguardo (neanche a dirlo sotto la pioggia) abbiamo la conferma dell’ errore di percorso; si tratta quindi di una 18 km.

Peccato davvero, mi sarebbe piaciuto farla tutta, mettere un’altra mezza nel bagaglio delle mie esperienze, ma questo indica soltanto una cosa: dovrò per forza esserci il prossimo anno, per fare 21,097 km e sperare in una tersa giornata di dicembre, nella quale fa capolino un timido sole ad illuminare la natura invernale.

Nota per il mio polpaccio: il fastidio si è presentato, ma per fortuna è rimasto a livello fastidio e non è arrivato al dolore. Speravo sparisse dopo una settimana di stop, e invece al 9°km ca...

domenica 22 novembre 2009

Mezza di Palmanova: resoconto di un anno.

Questa è una gara che aspettavo da quasi un anno; era novembre 2008, un pomeriggio Igor mi racconta della SUA mezza di Palmanova, è sorridente ed entusiasta. In cambio gli racconto delle mie prime uscite in bosco a Basovizza, 3 o 6 km di corsa fatti a ritmo davvero blando, ma per me rappresentano qualcosa: è l’innamoramento alla corsa, che cresce ogni giorno e che mi porta a uscire di sera, col buio, con la bora o con la pioggia per allenarmi.
Oggi posso considerare chiuso il mio primo anno “di corsa”: a febbraio l’iscrizione a una Società, le gare del trofeo della mia Provincia, a maggio la prima mezza...
Ogni gara è un’avventura, qualche volta si chiude con soddisfazione, altre con un pò di rammarico, ma sempre con la sensazione di aver cercato di dare il massimo.

Queste le premesse per dire che per me Palmanova rappresentava più di una semplice gara: per me è quello che solo un anno fa mi sembrava un sogno lontanissimo.
Ed invece oggi ho corso la mia quarta mezza: l’obiettivo si incorre, ed è sempre quello di rubare qualche minuto al precedente tempo.

Forse perchè tutti hanno obiettivi di risultato su questo percorso -davvero scorrevole e senza dislivelli-, forse perchè a Pordenone in ottobre le sensazioni erano state davvero ottime, oggi avevo in mente di osare un po’ e di provare a correre a un ritmo più veloce: mi son fatta coraggio e l’imperativo è stato: “guai a scendere sotto i 5:30!”.
E’ stato bellissimo: mi sono lasciata trascinare dagli altri, un fiume di colori, una musica fatta dal ritmo delle suole che rimbalzano a terra; quando corro in posti che non conoscono ho la sensazione di appropriarmene istantaneamente: mio diventa ogni pezzo di asfalto che calpesto, ogni campo sul quale poso lo sguardo, i muri delle case ed i visi degli spettatori.

L’obiettivo è raggiunto, una manciata di minuti in meno mi rende davvero soddisfatta; non posso che salutare Palmanova con un appuntamento al quale non mancherò di sicuro il prossimo anno, per tirare le somme di un altro anno di corsa.

domenica 11 ottobre 2009

Maratonina dei Borghi - Pordenone

Partiamo presto, fuori è ancora buio; quando scendo in strada Andrea è già lì ad aspettarmi (e sono in anticipo!)
Il viaggio scorre veloce, non c'è traffico e chiacchieriamo del più e del meno; entrambi non sveliamo i nostri obiettivi, anche se Andrea mi ha annunciato di sentirsi bene, e sono sicura che punta a limare ancora di qualche minuto il suo personale. In cuor mio, l’obiettivo è quello di scendere sotto le 2 ore, mi sono prefissata di tenere un ritmo intorno a 5:30, dovrei farcela!
Arriviamo a Pordenone alla 8:10, siamo tra i primi a ritirare la sacca e il pettorale, in una città ancora addormentata in questa silenziosa domenica mattina. Troviamo con un po’ di difficoltà un bar aperto, la voglia di caffè è tanta; sopra pensiero e con un automatismo acquisito ordino un "nero lungo" e un avventore mi smaschera subito: “sei di Trieste, vero? attenta che ti servono del vino!"... arrossisco, mi son fatta riconoscere, uffa! Il caffè è buono e fa il suo dovere: mi scalda un pochino e mi toglie quel torpore che ho ancora addosso.
Quando usciamo dal bar le strade intorno a piazza XX settembre sono animate da podisti, chi già in abbigliamento da gare, chi ancora in tuta; ovviamente mi sono portata dietro mezzo armadio: pantaloncini corti o a 3/4? Canottiera o maglietta? Il sole risplende in cielo e non c’è l’ombra di una nuvola intorno, l’aria è frizzante ma presto si scalderà.
Parto piano, in queste prime gare ho spesso la paura di sbagliare l’impostazione, di seguire presa dall’entusiasmo gli altri, per poi trovarmi impiccata; ma trascorsi i primi 10 km al ritmo che mi ero prefissata, con infinita sorpresa mi sento bene, anzi benissimo! Non sono stanca, le gambe vanno, i battiti sono più che sotto controllo: decido quindi che posso provare ad accelerare, non tanto certo, ma punto un signore dal ritmo molto costante, lo affianco e faccio con lui diversi chilometri. Il paesaggio è gradevole, ci sono frequenti cambi di direzione, di passa attraverso strade e borgate con belle case con giardini curati: molti curiosi alle finestre, in strada, con sorrisi e incitazioni tutte per noi.
Al ristoro mi fermo, bevo e siamo a 15; inizio ora a sentirmi un po’ affaticata, ma le sensazioni sono tutte positive: non posso certo pensare di concludere e sentirmi riposata, no?
Mantengo il ritmo, al 18° aggancio un altro signore “regolare” che viaggia a 5:08, e mi dice di non guardare l’orologio in continuazione, ma a me non sembra vero! Gli dico che ho paura di scoppiare, lui mi incoraggia e affiancati arriviamo al 20°. Il percorso scorre via veloce, attraversiamo un parco, quindi corriamo via  dagli automobilisti che inveiscono contro la chiusura del traffico e devono attendere agli incroci: non posso risparmiare un sorriso beffardo per quei sedentari che non sanno cosa si perdono e che devono sopportare pazientemente il nostro passaggio!
Nell’ultimo chilometro do tutto quel che ho, sorpasso due ragazzi che quasi si fermano a meno di 600 m, e non mi sembrano veri i numeri che leggo sul cronometro! SI! obiettivo raggiunto, sono soddisfatta e incredula, aspetto un pizzicotto per sapere che è vero!

domenica 20 settembre 2009

€uromarathon


20/9/2009 - 21,097 km
€uromarathon Capodistria (SLO) - Muggia (TS - ITA)
organizzatore: Evinrude
sito: http://www.euromarathon.it

Mattinata ancora calda e quasi estiva per questa mia seconda mezza.
Partenza alle 9:30 da piazza Tito, Capodistria (Slovenia). La presentatrice continua ad annunciare la imminente partenza, ora in sloveno, ora in italiano; le interviste agli atleti, qualche previsione e poi: si parte!
Il percorso prevede un circuito nel centro storico della città (la cui architettura invero ricorda chiaramente la sudditanza alla Repubblica di Venezia) e poi si prosegue alla volta dell’area portuale.
Probabilmente per motivi di circolazione e di organizzazione, transitiamo tra container e cumuli di carbone, a scapito di un più suggestivo panorama marittimo. Ma questo è il percorso, e la speranza è quella di lasciarsi quanto prima questi 3 km nella zona portuale alle spalle per volgere lo sguardo a colline e radure.
Dalla partenza mi appiccico dietro il peacemaker col palloncino delle 2 ore: voglio provare a migliorare il tempo della mia prima mezza; strappare 4 minuti è forse troppo ardito?
Sì, rientro da uno stop completo di 2 settimane, ma da maggio a oggi di lunghi ne ho fatti.
Resto in compagnia di Claudio per i primi 10 chilometri, finchè al ristoro mi fermo: non farò l’errore dell’altra volta, quando mi sono quasi soffocata per bere e correre contemporaneamente!!
Nei chilometri tra il nono ed il tredicesimo si alternano lievi saliscendi che rendono il tutto abbastanza impegnativo: mi sento affaticata, guardo il Garmin e vedo che il ritmo si è abbassato preoccupantemente; cerco di recuperare nelle discese, devo star attenta a non rallentare troppo!
Al 16 km mi viene un pò di sconforto e la stanchezza si fa sentire, ma so che resterò sul livello del mare fino all’arrivo e questo mi tira sù il morale.
Le persone che sono partite da Ancarano per la non competitiva sono davvero tante, chi in roller, chi con passeggini, chi con cane al seguito: raccolgo con gratitudine gli incoraggiamenti, sono sempre un’entusiasmante risorsa, soprattutto verso gli ultimi chilometri.
Arrivare a Proto San Rocco mi fa sentire “a casa”, so esattamente quanto manca alla fine (siamo ormai al 19°) e non voglio porta a casa niente: provo a aumentare il ritmo.
Penso ad Andrea, Igor, Marco e Stefano, i miei compagni di corse, (anche se di ritmo decisamente + veloce del mio) che ormai saranno stufi di fare stretching e di aspettarmi all’arrivo.
Che gioia: 2:00:40, non speravo tanto!!!!

Solo una nota negativa all’organizzazione, che per il resto è stata precisa e impeccabile: niente acqua dal 2° al 10° chilometro! Sofferente mancanza, soprattutto in una giornata soleggiata come quella odierna.

Ed ora non mi resta che pormi un altro obiettivo per la prossima...

domenica 3 maggio 2009

Maratonina dei due Castelli

21,097 km
7:45 ritrovo in piazza libertà con Stefano, tragitto in pullman e sbarco a Duino… siamo il secondo carico di iscritti che sbarca, e intorno a noi c’è il vuoto… il cielo è coperto, c’è un po’ di vento… facciamo un giro per passare il tempo, mancano 2 ore alla partenza è ancora troppo presto per riscaldarci…
ora che son qui l’eccitazione che avevo nella settimana appena trascorsa si è dissolta inspiegabilmente…
8:50 intorno a noi inizia ad affollarsi, ora gli autobus arrivano in continuazione e presto la strada si tinge  di mille colori… mi piace, siamo davvero in tanti di tutte le età, e di tante nazioni: c’è anche un considerevole gruppetto di canadesi, considerevole per il peso di ciascuno di essi (sembrano degli armadi in canotta e calzoncini…)
ore 9:20 depositiamo le sacche, ora sono in canottiera e  pantaloncini e, tanto per cambiare, ho freddo… è arrivato il momento di scaldarci un po’, se no mi congelo prima della partenza…
mentre trottiamo per la strada guardo un po’ incuriosita la vestizione/preparazione dei concorrenti: creme, unguenti, massaggi, rituali propiziatori…
10:00 ci infiliamo nell’ampia griglia di partenza di nostra competenza (visti i pronostici dei tempo siamo quasi al fondo…), ancora un po’ di stretching, qualche chiacchiera, una raccomandazione…
10:40 partenza annunciata con 10 minuti di ritardo, ma finalmente il liberatorio start!!

Gli allenamenti lunghi, 18 e 20 km li avevo fatti rispettivamente a 6:10 e 6:09 min/km e, anche se continuavo a dire a tutti “mi basta arrivare in piazza unità tutta intera e con le mie gambe!”, in cuor mio speravo di chiudere stando dentro i 6 min/km…

La partenza è in decisa salita, che si ammorbidisce dopo 1 km e sparisce dopo 4….
Ora sì che sento l’adrenalina, faccio parte di questo fiume che scorre, mi sento bene, e vado…
Nei primi 5 km ho un ritmo medio di 5:46, considerando la salita sono soddisfatta, ma penso anche che sto andando un po’ troppo, per la mia condizione…  non sono nemmeno a ¼ dell’opera…
I successivi 10 sono i migliori: sono ancora fresca, mi aiuta la pendenza,  dentro di me penso: sto andando troppo, pagherò, è impossibile che tengo 5:43 fino piazza unità (Valentina, ricordati i tempi in allenamento, chi credi di essere?... ). Non so valutare se è meglio rallentare sperando di essere + costante o continuare così finchè va…  ma temo  di “scoppiare”..
… e lo scoppio arriva… sono all’altezza della società velica barcola grignano, che ben conosco… purtroppo ora il sole e allo zenit e le nuvole non ci proteggono più.. fa caldo, credo di non aver mai corso a quest’ora e sotto il sole… l’acqua del ristoro, + che berla, la uso per raffreddarmi braccia, gambe e la testa… sto andando in ebollizione! SOS il garmin mostra 6:23: lo sconforto! Mi sento abbastanza cotta, il polpaccio destro, novità di oggi, morde: ma santa pazienza! Ad ogni slancio della gamba sento una contrazione, una scossa.. come dicevano al corso di yoga?: “concentrati su una parte del tuo corpo e rilassala”: IMPOSSIBILE ci provo ma il mio polpaccio non ne vuole sentire di rilassarsi…
Sono al pezzo sotto il cavalcavia del treno, guardo quelli della non competitiva e penso che non sto andando a molto più di loro, e cerco di riprendere le mie gambe, mi concentro sul respiro..

Per fortuna presto arriva la stazione, la banda che ci incita mi fa sorridere, c’è gente e un po’ di calore umano… l’incitazione fa il suo effetto, mi dà un po’ di carica, e provo ad accelerare l’andatura… poi vedo in lontananza tutte le rive, dietro l’angolo c’è piazza unità…
Non mi par vero, ultimo giro tra le transenne e per magia il garmin mostra 4:50 (?) do quel che ho ancora, perché portarlo a casa?
Passato l’arrivo quasi mi fermo e mi accorgo che non riesco neanche a camminare… voglio solo stendere quel polpaccio, ed avere un po’ di sollievo..
Arranco al ristoro, poi vicino al ns bus vedo Stefano già stufo di fare stretching, ma un po’ zoppicante anche lui…
Guardo un  attimo la medaglia, dietro c’è il percorso: l’ho fatto tutto, è tutto mio, ho sudato ogni singolo chilometro….

Grazie perché, anche se forse per provocazione, forse per incoraggiamento, mi hai chiesto se facevo la mezza… sarà orgoglio, testardaggine o follia, ma il tarlo ha lavorato; mi hai incoraggiata, mi ha supportata con buoni consigli per il lavoro da fare… occorre che ti dica che non l’avrei mai fatta quest’anno senza il tuo input?
Grazie perché attraverso il tuo blog ti ho conosciuto; leggendo dei tuoi allenamenti e delle tue corse traggo novi interessi e nuovi obiettivi..
Grazie perché con i il tuo amore per la corsa riesci a trasmettere passione per questo sport, che non può che accrescere questo sentimento in chi se ne è già innamorato…

Grazie