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venerdì 12 dicembre 2014

istanti di vita - sentiero 3...

Lo scorso anno mi sono letteralmente lasciata coinvolgere: Paola, Stefano e Bobo erano decisi di ripetere l'esperienza di nordic sul tre e, dopo la giornata intensa della credenziale passata assieme, non intendevo perdere l'occasione di seguirli nella Cavalcata Carsica. 
Il post dello scorso anno contiene solo la mia mappa del percorso: ero troppo emozionata, troppo incredula, troppo scombussolata per aver fatto, seppur nel tempo massimo, quel sentiero e non ero riuscita a scriverci nulla: avevo realizzato un sogno!
Quest'anno le cose sono un po' diverse, so esattamente che cosa mi aspetta: con Paola e Stefano abbiamo fatto numerose uscite dedicate proprio alla cavalcata: la prima parte da Pese a Monrupino, poi la seconda da Monrupino a Jamiano. E un'altra uscita da 35 km per muover le gambe in giro sul Carso... 
Sono tesa ed emozionata, ma in ottobre ho fatto l'eco maratona dei due parchi, in novembre l'Euromarathon, quindi manca solo il trail di dicembre, no?
Purtroppo quest'anno Stefano non partecipa per un problema al piede, Bobo inizialmente sembra preso da altri impegni: restiamo in due, che si fa? Paola è propensa a provarci e certo non la lascio sola: Stefano ci fa da angelo custode, con chiarimenti sul percorso e il grande sostegno di ristori nei punti di intersezione con gli attraversamenti stradali... e la sera prima, abbiamo conferma da parte di Bobo: sarà dei nostri!
Ottimo, alle sette meno un quarto siamo a Pese, lasciamo  i nomi ai cronometristi e ci prepariamo: cielo grigio, coperto, ma non dovrebbe piovere; un po' di vento ma  tutto sommato il meteo è clemente, 9 gradi,  temperatura perfetta ;)
Mentre siamo nel piazzale do un'occhiata al cellulare: messaggio... È nato Gianpiero!!! Oh mamma, guardo Paola e le chiedo: "che faccio qua?" Che emozione, ci siamo viste ieri... Ho una grandissima voglia di vedere Michela e conoscere il piccolo nipotino, ma ragionandoci su, ora riposano ed potrò vederli nel pomeriggio!!! Per tutto il percorso il mio pensiero è per lui, nuovo nato in famiglia: benvenuto piccolo!
In partenza siamo davvero tantissimi, a colpo d'occhio molti di più dello scorso anno: avevo letto su SpiritoTrail che un cospicuo gruppo di runners veneti avevano organizzato la gita per la cavalcata, la voce di sparge...
Saluto Enrico (chiuderà dopo 4ore  e 36 minuti!), foto di rito con Davide (che fino la sera prima era indeciso se far foto o correrla... beh, non può lamentarsi delle sue 6 ore...!), raccomandazioni in partenza e...
7:30 si parte, con noi ci sono anche Rosalba e Claudio: lei farà tutta la Cavalcata, decidendo solo a Goriansko di continuare, mentre Claudio ci saluterà a Monrupino, il suo allenamento finirà li.
Il percorso piano piano inizio a conoscerlo, nella prima parte fino al monte dei Pini i sentieri sono quelli che frequento di più, ci sono tratti che si sormontano col percorso della Lanaro Granfondo e tornano alla mente altri giorni ed altre persone che un tempo sono state compagne di viaggio.
Ma dal Lanaro in poi ci si immerge in un Carso più profondo, più selvaggio; dopo Goriansko gli attraversamenti stradali mancano del tutto, come mancano segni degli insediamenti umani: camminiamo per chilometri di rocce bianche, terra scura per il fango e le foglie ormai cadute.
Anche le chiacchiere diminuiscono, in salita sento solo il respiro ed il cuore, il rumore dei nostri passi. Le battute di spirito, le osservazioni e i commenti si esauriscono e lasciano lo spazio alla degustazione della nostra fatica.
Mi tornano alla mente le parole di una descrizione  del Sentiero 3, definito come "un'indigestione di Carso". Non posso non pensare che sono fortunata ad essere qui, con Paola, a fare questa scorpacciata di panorami, di chilometri e di Carso; il pensiero corre, va a chi oggi qui non ci può essere e avrebbe voluto... un augurio, sincero e forte, che presto cuore e gambe si ritrovino di nuovo su questi sentieri!
Se lo scorso anno il nostro obiettivo era finire il percorso, quest'anno il desiderio di abbassare un pochino il cronometro c'è: quando arriviamo a Medeazza, ultimo incontro con Stefano, siamo proprio al limite delle 8 ore per finirla: incrocio lo sguardo di Paola, la trovo combattiva e determinata; se potevo avere dei dubbi su come finire questi ultimi chilometri, ogni incertezza svanisce e aumentiamo il ritmo, correndo fino a sotto Jamiano, quando la certezza di avercela fatta non può sfuggirci più!
Soddisfazione immensa vedere sul ciglio della strada il mitico furgone bianco e grande gioia dare a Sterpin i nostri nomi!!!


 ...la mia Cavalcata Carsica dedicata a Gianpiero

domenica 24 novembre 2013

cavalcata carsica

riporto la descrizione di  Enrico Pollini, recuperata dal forum di Spirito Trail:
Come da tradizione la prima domenica di dicembre, la conferma non la troverete da nessuna parte, semplicemente si "sa che c'è"...
forse una riga qualche giorno prima su http://www.marathontrieste.it/html/homepage_flash.html e, se si è riiscritto al forum, la conferma da oryx o chi per lui...
l'ideale è avere un assistente/autista che porta i rifornimenti ai vari passaggi sulle strade che portano ai valichi di confine, ma male che vada un passaggio da Jamiano per tornare alla partenza lo si trova...
giusto per capire di che cosa si tratta:

Già il nome è intrigante, non è Ultra Raid Trail Tour, ma un’inusuale “Cavalcata”, che dà tutto il senso di una corsa epica e definitiva, l’altopiano carsico tutto d’un fiato, da Pese, sopra Trieste, a Jamiano, sopra Monfalcone. Niente reclam, niente sponsor, niente organizzazione, niente pettorali, niente assistenza, solo un sentiero con i segnavia rossi e bianchi del CAI, con il numero tre qualche volta evidente e altre no, a dipanare un filo che scorre in un ginepraio di tracce, stradine, sentieri, doline, radure, boschi e roccette. Non cercatela su internet o nei calendari gare, non la troverete, presentatevi semplicemente alle sette del mattino al valico confinario di Pese e, come da ventidue anni a questa parte accade, non sarete i soli. Per le iscrizioni due maturi cronometristi, imbacuccati per il gelo mattutino, sul retro di un vecchio furgone volkswagen prendono nota di nome e cognome dei partecipanti. Briefing da un altoparlante fissato sul tetto del furgone, pochi minuti prima dello start alcune indicazioni sul percorso in triestino stretto: “muli, el sentiero xe segnado, ma atenti ai bivi, normalmente se va a sinistra, ma qualche volta anche a destra, oggi poi xe sol e xe facile, la corsa va verso ovest, quindi el sol lo gavé o in schiena o a sinistra, se ve lo trovè in fronte gavé sbagliado e dové tornar indrio”. Campagna io non getto i miei rifiuti: “muli, lassé el Carso come lo gavé trovado, quindi cartine e butiliete tegnile con voialtri, poi al massimo le lassé sull’asfalto dove se traversa, che noi ingrumemo le scovaze e le portemo via”. Alle sette e trenta lo start per i runners, quest’anno record con ottanta presenze, cui seguirà alle otto quello per una cinquantina di bikers.
La partecipazione è trasversale, escursionisti e alpinisti che chiudono la stagione assieme ad atleti da strada, anche forti, che provano l’emozione del trail sulla lunga distanza, sfida all’ultimo metro con se stessi o con gli avversari di club e scampagnata tra amici, gente che viene dalle ultra a godersi l’ultima passeggiata fuori porta e animali da mezza maratona che provano a superare i propri limiti. Lo spirito è quello giusto, amicizia e sana competizione, goliardia e amore per la natura. Per questa corsa potrebbe calzare a pennello l’acronimo TAA: trail autogestito agonistico.
Il tracciato percorre integralmente l’Alta Via del Carso Triestino, cinquantatre chilometri lungo il confine tra Italia e Slovenia, in un continuo saliscendi per un dislivello positivo totale di circa millecinquecento metri, senza salite importanti e raggiungendo si e no i settecento metri di quota. Pur essendo a pochi chilometri dalla civiltà, l’ambiente è selvaggio, a tratti anche aspro, e alterna boschi meditativi a squarci di grandi panorami verso il mare del golfo di Trieste e, sul lato opposto, verso le vallate e le alpi innevate della Slovenia. Per chilometri e chilometri non si incontra niente e nessuno, solo boschi di piccole querce e di pini marittimi, brevi tratti di prato con animali al pascolo, verdi e umide doline, pietraie riarse dalla bora, vecchi cartelli e cippi di confine, asfalto praticamente zero, come ha detto qualcuno “è un’indigestione di carso”. Pochi i passaggi per piccoli centri abitati, Grozzana, Monrupino, Medeazza, o in attraversamento alle strade asfaltate che portano ai valichi di Basovizza, Fernetti, san Pelagio, dove i locals ricevono assistenza da amici e parenti mentre chi corre in autonomia tira dritto con il camel sobbalzante sulle spalle. Punti cospicui sono il monte Concusso, il monte Orsario, il monte Lanaro, la sella del Mercoledì ed il monte Ermada. Il terreno è vario, tratti di carrareccia più o meno manutenuta si alternano a sentieri dal fondo molto tecnico, in cui la corsa diventa durissima perchè la facile pendenza invita ad allungare la falcata, ma ogni passo nasconde un’insidia. La segnatura è buona, anche se bisogna restare concentrati, soprattutto nei tratti scorrevoli, dove alla minima disattenzione si può perdere il bivio da cui si stacca il piccolo sentiero da seguire, e si finisce col tirare dritto. E’ proprio un bel correre, volendo in compagnia, ma anche in beata solitudine per chi preferisce così. Per molti tratti lo sguardo è a “fuoco corto”, ad osservare il sottobosco, i segni, le tracce o ad inseguire pensieri, poi inaspettatamente dietro un angolo il paesaggio si apre e la vista si allunga, ora a cercare punti riconoscibili del golfo, ora a capire le valli e le montagne dell’ignoto sloveno.
Verso la fine, con la stanchezza che oramai si fa ben sentire, si vede dall’alto il paese di Jamiano, una lunga discesa e poi poche centinaia di metri di risalita da un vallone, e dove la carrareccia muore sull’asfalto i due cronometristi fermano il tempo e annotano il nome. Niente striscioni, niente docce, niente premiazioni, niente mezzi per rientrare alla partenza, solo un pentolone di the cui provvede un generoso volontario, un paio di lattine di Lasko pivo ghiacciata lasciate da un benefattore su un muretto e grandi chiacchiere e commenti tra gente che si cambia all’aperto. Aria di festa da fine stagione, cordialità triestina, e alle quindici i cronometristi sbaraccano, chi non è riuscito ad arrivare in tempo si arrangerà, d’altronde “col sol in fronte” in qualche chilometro si è di nuovo nella civiltà. La Cavalcata Carsica si chiude così, senza clamori, in piacevole clima di amicizia e con dentro la sensazione di aver ancora una volta concluso un viaggio. Tra qualche giorno in un oscuro angolo del sito del Marathon Club Alabarda di Trieste ci saranno le classifiche e forse il Piccolo avrà pubblicato un trafiletto, niente di più. Semplicemente stupendo.

martedì 12 giugno 2012

Sentiero n°3 Alta Via del Carso - I parte: da Pese a Malchina

Cosa non si fa per accontentare qualcuno davvero speciale?!
I piedi risentono ancora un pò dei 50km della Val Resia di sabato scorso: un dolore strano, nell'arco plantare in entrambi i piedi. Saranno state le salite lunghe e ripide, o le discese infinite (ma lì brontolavano di più le ginocchia) ma a distanza di una settimana sento ancora un leggero fastidio al centro del piede verso l'interno, dove c'è l'arco appunto.
In settimana, correndo in piano su asfalto nessun dolore, ma oggi... ha fatto capolino di nuovo. Per fortuna che tra un pò si va in ferie!
Domenica mattina 41km per un piccolo fraintendimento (ma è possibile?! :-O): si parte da Pese per provare la prima parte della Cavalcata Carsica, la "corsa non-gara" ma ritrovo di sportivi che spontaneamente la prima domenica di dicembre si incontrano verso le 7 a Pese per percorrere il sentiero CAI n° 3 Alta via del Carso, che li porterà, a piedi o in sella della propria MTB, dopo circa 53km fino a Jamiano costeggiando per molti tratti il confine sloveno.

Se le intenzioni per dicembre sono serie, bisognerà allenare le gambe alla distanza e soprattutto imparare a venir giù per le discese strette e pietrose un pò meglio: non si può andare più veloci in salita che in discesa, no?
Alterniamo camminata veloce alla corsa (nei punti possibili), ma l'obiettivo è davvero fare solo un primo test per rendersi conto di che cosa si tratta.
Rispetto la montagna qui non ci sono salite dure e lunghe km; i problemi principali sono dati dal fondo, che per la maggior parte è stretto, pieno di pietre sporgenti e non sempre ben visibili.
La giornata, iniziata nuvolosa è finita serena e soleggiata: fin troppo caldo, ho bevuto più di 3 litri d'acqua per non soffrir la sete (fantastici ristori strategici posizionati la mattina presto lungo il sentiero!).
Il nostro percorso si interrompe a Malchina, quando deviamo verso la stazione di Visogliano per far rientro a casa dopo quasi 7 ore e 41km di saliscendi.
Ecco il racconto fotografico del percorso, grazie Andre!

Inizia il sentiero: il primo cartello a Pese
tra Pese e Grozzana
Monte dei Pini
Monte Orsario
Riserva naturale Monte Lanaro

Dal Lanaro, in fondo piccolissimo il santuario di Monte Grisa
Monte San Leonardo: ma come fanno i concorrenti in MTB?!
La seconda parte del percorso è rimandata a quando farà un pò più fresco: il percorso è da affrontare in completa autonomia, non essendoci ristori e/o supporti ma solo 2 fontane lungo il percorso, nei rari intrecci del sentiero con i paesi. A parte questi piccoli centri abitati e qualche centinaio di metri di asfalto nei pressi dell'autoporto di Fernetti, tutto il resto del percorso è assolutamnete immerso nella natura, lontano da persone, rumori, caos: al massmo il fruscio delle foglie per qualche animale. Spesso mi chiedo se tutta questa voglia di verde e di aria sia il contrappasso per la vita frenetica e di città che mi tocca dal lunedì al venerdì, la necesistà di una boccata d'ossigeno...
Certo che se la Cavalcata mi incuriosiva prima di provarla, ora mi affascina!