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giovedì 17 marzo 2016

Kokos Trail 13.3.2016

L'Evinrude e la Running Word sono messe diabolicamente in combutta per portre il Kokos Trail ogni anno un pò più in là... fin dalla prima edizione questa gara è sempre stata "in evoluzione", con un percorso mai uguale a se stesso nella ricerca di ottenere "una corsa in montagna" in una località di mare, con sentieri sempre più estremi!  :D

La gara che non ti aspetti, quando sei un po' così: incerta se correrla o meno, che la settimana dopo c'è un appuntamento più impegnativo da affrontare... ma, dopo aver già rinunciato alla LGF, perderla sarebbe un peccato: gara sui percorsi di sempre, Kokos fatto mille volte, persino da casa! :O
Memore dell'edizione dello scorso anno, è troppo bella per non esserci, punto e basta!
La mattina è soleggiata, ma le raffiche di Bora non danno tregua e stare fermi ad aspettare lo start è davvero duro; siamo rimasti in auto fino all'ultimo, la foto di gruppo è rimandata alla prossima occasione.
Alle 10 si parte e, dopo qualche chilometro di corsa nel gruppone e di chiacchiere, con la prima salita le cose si fanno serie!
Scollinato il Kokos sulla cima italiana, mi trovo a correre in discesa a perdifiato... è facile, i piedi vanno veloci e gli appoggi sono sicuri: il fondo del sentiero è compatto e le gambe girano che è un piacere!
Complice una scorta d'eccezione (grazie Riky!), che mi incita a osare e passare avanti, seguo questa voce tentatrice e mi dimentico di Ingrid, della contrattura, della gara a Vicenza e... di un sacco di idee sensate :O
CORRO! per i miei ritmi e le mie abitudini, corro! ... e dopo un pò temo di scoppiare :S
La sirena tentatrice mi avverte di non esagerare ma di tenere il ritmo, senza accelerare: allora non mi vuole morta!!! ...anche se a rallentarmi di colpo ci pensa la salita alla vedetta Moccò, sferzata da una Bora prepotente che sembra quasi voler sgombrare le rocce bianche da tutti i colorati concorrenti che creano un sinuoso serpente su di esse. Un paio di volte perdo l'equilibrio, ma per fortuna la salita è attrezzata con le corde! 

Finita la salita riprendere a correre è difficile, le gambe sono completamente imballate e non rispondono... :O Cammino, ci do di bastoncini e cerco di non rallentare troppo; stanca e distratta, guardo prevalentemente il terreno, sbaglio il percorso come il gruppetto che mi precede e a meno di 3 km dall'arrivo mi faccio ca 600 m in omaggio :S
Ultimo tratto pianeggiante nel bosco e arrivo con attraversamento del campo sportivo: vedo i miei, Anna e Paolo: che emozione vederli all'arrivo, non ci speravo, non ero sicura se ci sarebbero stati... ♥♥♥♥ Grazie, con questo vento aspettarmi non è stato facile, ma che bell'abbraccio all'arrivo!

Complimenti ancora agli orgnaizzatori, sicuramente premiati dalla copiosa partecipazione, con numerosissimi atleti provenienti dalla Slovenia e dal Friuli: iscrizioni esaurite per un evento che ogni anno è cresciuto e non ha mai disatteso le aspettative!
qui la classifica

Dopo le premiazioni della gara ci sono quelle del Poker, Trofeo che considera la classifica in base al  totale dei tempi impiegati nelle 3 gare del "Trofeo 3 Trail 2015" + quello della S1 la corsa della Bora del 6 gennaio.

domenica 10 gennaio 2016

S1 - La corsa della Bora - 06.01.2016

La prima edizione di questa gara ripercorre il sentiero CAI 1 che unisce le località di Sisitana e Muggia, nella provincia di Trieste.
 
La partecipazione a quest'evento è stata combattuta: mi sono presentata al via senza un'adeguata preparazione, questo è poco ma sicuro!
I mesi sono stati molto impegnati da altre attività e per una serie di "eventi avversi" sono saltati gli esplorativi che avevo programmato di fare sul percorso, salvo il lontano giro fatto  con Paola e Stefano sulla prima parte  (il 4 ottobre!).
Ultimo intoppo, la contrattura prima di Natale, la "corsa" da Ingrid per risolvere (grazie!!!) e poi due uscite da 10 km...
No, di certo non posso correrla; no se voglio fare la LanaroGranfondo a metà gennaio e poi in marzo andare un pò più in là; la parola d'ordine è: non farmi male!
D'altro canto, per non rinunciare alla possibilità di percorrere tutto il Sentiero Uno, godendo dell'organizzazione, dei ristori, del percorso ben balisato, della prima gara in rappresentanza di Evoluzione Nordic,  penso che la soluzione possa essere: partire con calma, arrivare fino all'Obelisco di Opicina utilizzando la tecnica del nordic walking e poi vedere come sto. Casomai correre gli ultimi chilometri, o continuare alternando corsa a camminata.

La giornata inizia prestissimo, alle 5:25 Paola e Stefano mi passano a prendere per lasciare al macchina a Sisitana e arrivare a Muggia con l'autobus messo a disposizione dall'organizzazione.  Pur partendo da Castelreggio alle 6:20 arriviamo davanti al Duomo muggesano dopo le 7:10. Per arrivare abbiamo fatto il giro del mondo, resta pochissimo tempo al via e ho un problema... devo assolutamente fare una sosta tecnica, non ci sono wc chimici e la fila al bar è lunga :(
Quando esco in piazza non c'è più nessuno...! sono già partiti da qualche minuto, pigio start sul mio garmin passando sola sotto l'arco e dopo qualche curva vedo la coda del gruppo: inizia il viaggio!
Lasciato alle spalle il primo tratto sulla strada asfaltata,  ci imbottigliamo alla base di un single track in salita e qui mi affianca Franz, il Master Trainer della S.I.N.W. conosciuto a Schio. Un tratto di sentiero assieme, poi lui aumenta il passo: vedo che utilizza con sicurezza i bastoncini anche in discesa, correndo e aumentando la stabilità!
Dopo i primi 10 km, con il continuo cambio di pendenza  (la salita sul monte Carso, la discesa lungo il ghiaione, la risalita sul monte Stena), non so quanto avrei potuto correre anche stando bene. La discesa nel ghiaione è pericolosa e siamo ancora abbastanza ravvicinati, diverse volte mi fermo e lascio passare, mi inquieta sentire il fiato sul collo ed il pensiero di trovarmi qualcuno in schiena non mi fa scendere tranquilla...
Una volta arrivata sull'altipiano, qui, quando la salita sullo Stena è finita, quando gambe e braccia sono provate dalla fatica, qui, proprio al 20° km, nemmeno a metà, qui cado! :( il tratto pianeggiante e corribile mi invoglia troppo presto, o solo una distrazione, e in un secondo (è sempre in un secondo, quel maledetto secondo!) che sono a terra: che botta!
Mi ripassano Maurizio e Caio, che avevo appena salutato in salita,  e si fermano preoccupati di vedermi così; ma sto bene, a parte un dolore acuto alla coscia (che dopo Natale è ben tornita, quindi NO PROBLEM :P) e piano riparto. Cammino, che non mi venissero strane idee, mangio qualcosa e assaporo il panorama: siamo a casa della Natura, qui il precipizio è a un passo, il mare sullo sfondo e  un leggero vento mi raffredda.
Arrivata a San Lorenzo c'è il secondo ristoro, bevo un mix imbevibile ma che in gara accetto di buon grado (:S) e riparto. Ci si rituffa presto in bosco e percorro un tratto che devo davvero rivalutare e considerare di più: tra la cava e la Grotta Nera ci sono bellissimi sentieri larghi, pianeggianti, riparati e immersi tra gli alberi.
Segue il sentiero tra i campi da golf, il Globojner, la Napoleonica, "i sentieri di sempre": cerco di immaginare come possono vederli gli altri concorrenti che ho vicino; quando arriviamo alla panoramicissima terrazza naturale sopra Conconello mi incanto un attimo e guardo di fronte a noi Muggia, lì da dove siamo partiti 30 km prima. Chiacchiero un pò con una ragazza croata, che mi racconta delle sue ultra gareggiate in tutta Europa.
Passiamo così il ristoro dentro al campeggio Obelisco; da qui qualche ora prima sono partiti per la mezza maratona Elena, Luisa, Alessandro, Giuseppe, Simone, e tanti altri: anche per questa distanza il numero di pettorali è andato esaurito!
Finita la Napoleonica mi immergo in un Carso sconosciuto, quasi fiabesco; mi prometto di rifare assolutamente il tratto tra Prosecco e Santa Croce, con un bel fondo corribile, scorci sui pastini sopra la Costiera e con lo sfondo del mare e delle montagne innevate... una meraviglia davvero e non mi stupisco che la ragazza davanti a me si sia fermata a fotografare col telefono tanto spettacolo!
Così facile e corribile quel tratto, quanto ostico e da panico il successivo Sentiero dei pescatori (temo sarà incubo ricorrente), tra Santa Croce e Aurisina: saranno state le gambe stanche, i piedi che non rispondevano più, ma veramente sono stati chilometri lunghi e difficili. Anche solo camminando l'incedere era incerto e difficile tra le pietre mobili, grosse e spigolose che non davano nessuna sicurezza all'appoggio; il timore di cadere e farmi male mi ha davvero fatto procedere al rallentatore.
Non l'avrei detto, ma ho tanto apprezzato gli ultimi 2 km di Strada Costiera che mi hanno portato all'arrivo: non dover prestare attenzione ad ogni appoggio e lasciare andare la tensione mi ha permesso di rendermi conto di cosa stavo per concludere e la soddisfazione mi ha fatto sorridere :)
In realtà oggi lungo il percorso più volte mi sono trovata a sorridere, persino a cantare alla fine, giù per quei "salti" attrezzati dalla protezione civile che, dalla torre piezometrica ci han fatto volare in Costiera!
La cosa strana, che trovo bellissima, è che con questo percorso ho avuto la possibilità di unire tanti tratti conosciuti in un un unico percorso, un viaggio che mi ha portata da un porto all'altro, da Muggia a Sisitiana (... a me carissima) scoprendo sentieri mai esplorati!
A meravigiosa conclusione dell'emozionante giornata, siamo stati coccolati da Elena&Enzo che con la loro ospitalità ci hanno preparato un super pastaParty!!

La gara e l'organizzazione sono sicuramente migliorabili (trasporto, servizio borse, ristori all'arrivo!) ma nel complesso il percorso era ben segnato, c'erano volontari della protezione nei punti critici e, per essere nella città del "no se pol", questa è stata una grande manifestazione!

martedì 10 marzo 2015

Kokos Trail 2015

Finalmente!!!
Son già un paio d'anni che la gara mi passa sotto il naso e per un motivo o l'altro non ero mai riuscita a partecipare...
Si tratta di un trail organizzato dalla Evinrude  ed il percorso si snoda sull'altipiano carsico: partenza dal campo sportivo di Basovizza e via in direzione Cocusso attraversando le strade del paese; poche centinaia di metri d'asfalto per poi dedicarsi esclusivamente ai sentieri! L'evinrude propone due percorsi, uno di 8 km e l'altro di 15, del tutto identici fino al sesto chilometro.
La giornata è serena, nessuna nuvola in cielo ma forti raffiche di vento che, mentre aspettiamo la partenza, mi fanno rimpiangere il calduccio del letto..
Rispetto l'uscita di martedì: ...ehm, cannato in pieno la salita, che sempre salita era, ma diversa: rispetto al percorso originale 2 o 300 metri li abbiamo azzeccati, non male no?!?!?! :P
Si sale dapprima dolcemente per il segnavia bianco e azzurro, e poi la salita diventa un ripido sentiero single track, il ritmo crolla e sorpassare diventa difficile. La partenza della gara da 8 Km e quella da 15 sono simultanee e nei tratti più stretti si formano degli ingorghi, dato che in tutto siamo circa 600.
In salita smetto presto di correre e cammino mettendo le mani sulle ginocchia su per il sottobosco, fino ad arrivare sulla cima italiana, Velika Groblja. Per fortuna come dopo ogni salita arriva la discesa, dove corro facilmente recuperando un pò di energie e risparmiando le gambe.
Discesa ripida fatta un sacco di volte; passo vicino ad un ragazzo steso a terra insanguinato: ci sono già i volontari dell'ambulanza che lo assistono, spero nulla di grave, ma resto un pò impressionata.
Dove c'è lo slargo con la strada per l'agriturismo, lì il primo ristoro: bevo solo un pò dato che il vento è cessato e fa caldo; colgo il bicchiere al volo e con sorpresa trovo acqua frizzante! questa non mi era ancora capitata in gara :O
Arriviamo all'attraversamento della strada per proseguire ancora nel sottobosco: in zona ci ero stata tempo fa, durante una passeggiata e corriamo accanto alle jazere. Qui il sentiero è morbido, il sole passa tra i rami spogli e lascia a terra giochi di chiaroscuri; il ritmo è spezzato dai cambi di pendenza, poi la discesa si fa più decisa e ci porta dritti verso la ciclabile, luogo di innumerevoli allenamenti!
Si passa oltre e si scende ancora, su una carrareccia circondata da prati che non avevo mai visto; ci ritroviamo all'imbocco della pista ciclabile all'altezza di Draga, ne percorriamo qualche centinaio di metri e poi prendiamo una deviazione a gomito verso destra per risalire sul monte Stena.
Qui veniamo ripagati, durante l'ascesa, da un panorama mozzafiato: davanti e sotto di noi c'è la Valle illuminata dal sole, sullo sfondo il mare azzurro intenso e sopra il cielo terso e senza una nuvola.  Qualcuno si ferma a far foto, altri non riescono a togliere lo sguardo da terra per paura di inciampare e non sanno che si perdono: in effetti poche "corse in montagna" possano vantare un panorama sul mare come questo!
La salita sullo Stena è ripida, sassosa e in certi tratti esposta, arrivo su e i miei polpacci bruciano; per fortuna  arriva il tratto pianeggiante e recupero un po' l'affanno.
Ultimi chilometri corribili nei dintorni della Grotta Nera, felice incitamento da parte di Otto, Ale e Fulvia (in ordine di incrocio, vi auguro di tornare a correre quanto prima!) che mi fanno capire di essere presto alla fine; zona Foiba e arrivo facendo il giro esterno del campo di calcio.
All'arrivo incontro Luigi, Davide, Manuele, Fulvio, Federico; tempo di cambiarsi e restare ancora un po' assieme a goderci il sole tra chiacchiere e commenti. Brava Luisa, che vince la riluttanza e per una volta abbandona l'amato asfalto per cimentarsi tra i sentieri, e poi Cristina, Elena, Enzo, Ketty, Sandra, Giuly: arriviamo tutti soddisfatti e interi!!!

martedì 17 settembre 2013

Val Rosandra: una bella iniziativa

Domenica ho partecipato all'escursione guidata in Val Rosandra, organizzata dalla riserva naturale della valle omonima.
Con la speranza di scoprire nuovi sentieri e scorci della natura che già conosco, mi presento al ritrovo alle 10 a San Lorenzo.
Il gruppo è numeroso e variegato, mi spiace non essere qui con i bimbi, perchè ce ne sono due proprio della loro età!
Da San Lorenzo si prende il sentiero dietro la chiesetta, subito sterrato e tra  la vegetazione rigogliosa. 
Camminiamo sul dolce fondo  che ci porta fino al ciglione dello Stena; da qui ci affacciamo, proprio come ad un balcone sulla valle sottostante: 
mi fa sempre effetto da qui guardare laggiù, i ghiaioni a mostrare l'asperità del lato interno alla valle, che si contrappongono a zone boschive e lussureggianti.
Scendiamo per un sentiero ripido che ci porta sulla pista ciclabile TS-Herpelle e dopo poche centinaia di metri sconfiniamo in Slovenia, per andare ad ammirare, su uno sperone roccioso, i ruderi del Tabor di Draga, un vecchio torrione eretto alla fine del XV secolo.
L'escursione è al giro di boa, facciamo dietro front e torniamo sui nostri passi: una camminata in tutto relax, piacevole e stimolante.


mercoledì 9 maggio 2012

una palestra naturale

Piccola premessa: sabato sera prima di andare a dormire il mio pensiero è per chi è all'esordio in maratona, e per chi si cimenta nuovamente alla Bavisela sulla distanza della maratona o della mezza.
In questi giorni era impossibile non notare in città che tutto si stava operosamente preparando per l'Evento, la gara podistica più importante di Trieste. In questi ultimi anni è sempre stato un appuntamento da mettere in calendario, un appuntamento importante: nel 2009 la mia prima mezza maratona, nel 2010 l'esordio sui 42,195 km e nel 2011 il bis.
Quest'anno non ci sono le condizioni per correre, nemmeno la mezza è alla mia portata, quindi questa settimana ho evitato accuratamente di passeggiare per le rive e passare negli stands della manifestazione: che nostalgia.

Dato che questo periodo mi vede lontana dalle corse lunghe, la domenica libera l'ho messa a frutto piazzando un altro allenamento di camminata: questa volta lo sfondo è la Valle, palestra naturale di sport!
Il tempo meterologicamente incerto scoraggia ad avventurarsi tanto lontano dalla macchina, il cielo è carico e le previsioni prevedono rovesci. L'idea è quella di macinar chilometri e dislivello percorrendo ripetutamente diversi versanti del monte Carso e del Monte Stena. Non c'è pericolo di annoiarsi, si passa dal sottobosco con leggere pendenze a pendenze più ardite, per poi arrivare a tratti in cui è necessario progredire anche con l'aiuto delle mani per non perdere l'equilibrio ed infine non mancano i ghiaioni che attraversano il fianco spoglio del monte. Dove cresce, la natura è rigogliosa e contrasta gli spazi vuoti, grigi e taglienti delle rocce appuntite.
Le ore e i chilometri scorrono velocemente, ad ogni curva si vede una nuova prospettiva, uno scorcio diverso: salendo poi da un versante all'altro è buffo vedere dalla vetta del monte Stena quella del monte Carso e pensare che poco prima si era "dall'altra parte": e poco dopo rifare il contrario. Seguire con lo sguardo i sentieri tracciati, che da lontano fanno un'impressione completamente diversa che percorrendoli.
Da lontano mi colpisce l'inaccessibilità, si ha la sensazione che sia "impossibile" andar sù per di là... Quando poi ci sei, sali sù, sempre più su e tra il terreno, le pietre e gli alberi, e sali a fatica ma sali, allora non è più impossibile e anzi c'è gusto a fare un passo dopo l'altro per arrivare lì, in cima, quando sopra non ci sarà altro che lo spettacolo d'ammirare un paesaggio che riempie gli occhi e il cuore...

Che gran fortuna, solo qualche goccia di pioggia in tarda mattinata,  a fine giornata il tempo è migliorato!
Rispetto il 1° maggio -circa stessi km, ma più saliscendi e pendenze più ripide- molto meglio le sensazioni il giorno dopo: gambe ok, e zona posteriore ginocchio sinistro non risente per nulla.
10 ore complessivamente a zonzo, un inreccio di sentieri, al quadrivio sempre una direzione diversa: ho conosciuto di più la Valle oggi che in tutta la mia vita!
unico neo: zecca in omaggio :-(