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martedì 8 dicembre 2020

Bagnoli -> Kokos per ritornare in Valle

Di certo anche le cose più scontate si apprezzano solo quando sono precluse: alcune settimane senza poter uscire dai limiti del comune ed è subito nostalgia a pensare alla tanto amata Val Rosandra. Da domenica il via libera, ma complice il meteo proibitivo ed il lunedì lavorativo, aspetto fino ad oggi. A quanto pare c'è una finestra di tregua fino alle 10 e così, preparata al peggio ma sperando per il meglio, alle 8 mi trovo con Paola, Patrizia, Paolo e Stefano a Bagnoli. Dal parcheggio del teatro risaliamo verso Bagnoli superiore per proseguire lungo il sentiero 1 fino all'abitato di Botazzo. Poco oltre l'imbocco della salita, a sinistra della sinistra trattoria, abbandoniamo il tante volte consumato 1 per prendere la deviaizone verso Draga e sbucare in ciclabile davanti ai resti del'antico castello Funfenberg.


Proseguiamo lungo la ciclopedonale e poco dopo l'abitato di Draga Sant'Elia imbocchiamo il sentiero a sinistra prima della ringhiera e subito dopo il bivio teniamo la destra. Risalendo lungo il tracciato arriviamo fino alla strada statale 14 di fronte alla chiesetta di Pesek.


Da qui prrendiamo il sentiero 28 che grazie ai tagli nel bosco ci fa arrivare al Tumulo, meta del nostro peregrinare odierno: vetta conquistata e scendiamo verso valle seguendo il 3, poi il sentiero biano e azzurro che sbocca allo slargo dove c'è l'agriturismo Al Selvadigo e quidi proseguiamo oltre la strada asfaltata in direzione San Lorenzo. Con il sentiero 15 scendiamo fino in ciclabile e poi ancora giù: agli ulivi è il moemnto di una sosta ristoro, e chiudiamo l'avventura ripassando per Bagnoli, qualcuno incontra casualmente pezzi di famiglia (cognata e nipotina) e con la soddisfazione di aver finito un bel giro nonstante la pioggia che ci ha scortato per unpaio d'ore, rientriamo a casa!

Insperatamente sono riuscita in quest'uscita a mescolare due coppie importanti: amici vecchi e nuovi coi quali spero di condividere molti momenti ed emozioni.


la visualizzazione su Relive

domenica 21 maggio 2017

JamaRun 20.5.2017

2011, 2012, 2013, 2015, 2016 e... 2017!

per la prima volta in tante edizioni è l'ora di una versione JamaRain :O
il percorso ormai confermato è quello del ventennale della staffetta, sai già che ci sono 2 salite su cui hai la possibilità di lasciar un polmone ciascuna, e poi la discesa finale verso Jama che, se sbagli un appoggio (o se prendi troppa velocità) garantice una "brutta fine"!
la cosa positiva è che non fa tanto caldo come due anni fa, ma ciò significa che le pietre delle due discese tecniche oltre che mobili sono anche scivolose :S
Divertente veloce e tosta, caratteristiche di questo appuntamento fisso che me la fanno mìamare tanto; se poi ci mettiamo che mi hanno fatto una foto mentre corro (facile in discesa, no?) con la cascata alle spalle, che cosa potrei chiedere di più?!?


domenica 1 gennaio 2017

Buon 2017! :)

Corsetta di buon auspicio per questo anno nuovo che porta dentro a sé le speranze ed i propositi che sono le cose nuove sanno donare...
Un giro che mi frullava in testa da un po', che mi prometto di rifare come versione da casa per una delle prossime gare lunghe, ma che oggi, a meno di una settimana dall'S1, va bene così!
Zero gradi in partenza e mani che faticano a scaldarsi anche con i guanti, la salita del  sentiero 15 ed i primi raggi di sole che penetrano in Valle aiutano  a migliorare la situazione.
Dopo l'incrocio con la ciclabile si prosegue dritti verso San Lorenzo, quindi percorso corribile, jazere, Pese. Si sale ancora verso il Kokos, inizialmente per la carrareccia, poi lungo i tagli del sentiero 28: si conquista la cima italiana, tumulo pietroso e foto di rito vista mare. :P
Arrivati al rifugio scendiamo per la via alpina fino all'incrocio con Veliko Gradisce: il cartelli sloveno promette che in 15 minuti si è in cima al Vroce (monte Castellaro) e quindi mettiamo in saccoccia un po' di dislivello in più...
Scendiamo per una larga carrareccia e imbocchiamo il primo tratto del sentiero 3 al contrario, fino alla partenza. ci rituffiamo giù verso la ciclabile passando per il sentiero della Salamandra, quindi comoda ciclabile fino all'incrocio col sentiero 15 e ultimo km di asfalto per tornare alla macchina, lasciata là del teatro!
La giornata soleggiata, frizzante e panoramica porta dentro sè il seme di quello che sperò sarà il mio 2017 di corsa, con un pensiero a chi correre non può, per un motivo o per l'altro...
A tutti, buona vita e buone corse!

lunedì 24 ottobre 2016

aromatic forty... and more!

L'idea era di aumentare di 10 i km dell'ultimo lungo, per una progressione di ore sulle gambe e km in saccoccia...
La giornata da previsioni sembra quella giusta, soleggiata e senza vento, un "regalo" in una settimana non proprio meteorologicamente fortunata!
Partenza prima delle 8 da Bagnoli, direzione San Servolo: sono proprio curiosa, l'ultima volta che sono passata di qua era diversi mesi fa e avevo notato lungo il sentiero, prima si sbucare in Slovenia, dei cumuli di immondizie lasciate sparse lungo il percorso. immondizie non è forse il termine adatto: controllando meglio oggi abbiamo appurato che si tratta di cose vecchie, come se qualcuno avesse lasciato in bosco il contenuto di una soffitta o di un vecchio magazzino.


Ci sono vesiti, peluches uno skateboard, tant cataloghi di prodotti di impiantistica, libri d scuola, cartoline... una tristezza assoluta! Ci chiediamo chi possa lasciare quelle cose lì invece che portarle in discarica, la cosa sembra  non avere alcun senso, dato che il sentiero è nel cuore del bosco e tali cose ingombranti, portate in sporte, casse, sacchi neri, sono state portate a fatica e a braccia...
Ci ripromettiamo di fare presto qualcosa per restituire alla natura il suo spazio e togliere quello che l'uomo incurante dei danni, si è permesso di buttare!
Passato San Servolo e dopo qualche secondo di ammirazione verso il mare, la città e l'arco alpino che si staglia all'orizzonte, voltiamo le spalle e ci dirigiamo dritti verso il Kojnik... ehm, dritti sarebbe un eufemismo, diciamo che "navighiamo a vista" verso il monte sloveno, attraversando sentieri più o meno conosciuti...
Dopo aver passato l'abitato di Petrinje, Davide si ricorda (!) di essere passata "per di qua" in una gara e, dopo un'iniziale carareccia larga che scorre adiacente ad un prato, ci troviamo a camminare nell'erba altra tra alberi e rovi. Recinti di fil di ferro, ancora erba alta e ancora salita, fino a sbucare un una prateria di cespugli bassi, chiari e vellutati: magnifica sorpresa, c'è salvia selvatica ovunque, l'aria è intrisa di profumo, non resisto e ne prendo una fogliolina che sfrego tra le dita e tengo con me per tutto il resto del viaggio...
Amo la Slovenia: verde, così selvaggia e poco abitata, dove la natura è sempre protagonista!
Qualche istante per ammirare anche da qui il panorama insolito, scorcio inusuale del territorio sloveno prima, croato poi con profili di montagne che hanno un richiamo fortissimo e che voglio salutare con la promessa di andarci presto!
Da qui il Kojnik è davvero davanti ai nostri occhi, basta tirare dritto...  ferrovia permettendo!
Passata anche quella, corriamo un bel pezzo pianeggiante fino ad arrivare al campo sportivo di Podgorje, proprio al parcheggio dove di solito si lascia l'auto per iniziare l'ascesa al Taiano.
Siamo al 16° km e tutto va bene, il sentiero che porta in cima non me lo ricordavo così ripido, ma cosa non si fa per conquistare i suoi 802 metri e lasciare un segno sul libro di vetta?!

Cerchiamo un congiungimento per andare diretti sul Taiano senza fare di nuovo  lo stesso sentiero e, dopo una piccola deviazione infruttuosa, ci ricongiungiamo col percorso dell'andata.
La discesa cancella presto la fatica e, tornati a Podgorje siamo pronti per la diretta che questa volta ci porterà a quota 1028 metri, sulla cima accanto. Il sentiero si inerpica tra gli alberi, al riparo dal sole nel primo tratto e poi scoperto nel secondo: fa caldo e l'acqua scarseggia.

Arriviamo in cima e troviamo una comitiva (di triestini), tutti col giubbotto fucsia! :O
Il rifugio è chiuso, pausa giusto il tempo di uno scatto in vetta e poi giù: da qui è tutta discesa, fino alla macchina (più o meno...!)
La larga e comoda carrareccia scorre via veloce sotto i nostri piedi, ma in ogni tratto in cui il terreno torna pianeggiante e bisogna spingere un minimo, le gambe iniziano a lamentarsi... Quadricipite sinistro che brontola e in effetti mi sento un pò stanca...
Arrivati ad Erpelle decidiamo che è il momento di fare una sosta-caffè per sederci un attimo, scaldarsci e rifornirci d'acqua. Proseguiamo poi verso l'imbocco della ciclabile, proprio quella che porta in centro a Trieste; dopo diversi chilometri di "navigatore automatico", all'incrocio col sentiero 15, ci tuffiamo giù in Valle. Ultimo sforzo: non fermarsu al Rifugio Premuda per un gulash ma tirare dritto e arrivare al parcheggio del teatro! 
WOW che giro, assaporo incredula il "viaggio sulle gambe" che mi ha portato in posti già esplorati ma per vie sconosciute: ho scoperto un pezzo di terra profumato e selvaggio, propro vicino a casa! :)
... tirando le somme abbiamo chiuso un pò oltre "il quarantello", ma non si poteva fare a meno...

martedì 24 maggio 2016

JamaRun 21.5.2016

http://www.caicim.it/jamarun/JamaAnnoIntro.asp?Anno=2016
Ci sono certe gare che, dopo averle fatte tante volte negli anni, non sembrano nemmeno più gare: è un appuntamento atteso, sai che c'è, come il compleanno di un'amica, e non vedi l'ora di festeggiare!
Rituali dei preparativi, le prove del percorso, se ne parla col gruppo (oggi siamo in 4 di Evoluzione Nordic sul tracciato di gara), e riaffiorano gli aneddoti delle edizioni passate. Un appuntamento fisso e atteso che, se salta per una delle tante variabili impazzite che rivoluzionano intorno alla vita, lascia l'amaro in bocca! 
La settimana prima forse esagero un pochino, 3 prove percorso hanno messo in crisi la caviglia sinistra che fa le bizze, e da martedì sta a riposo... arrivo al via un pò preoccupata, anche se con tanta voglia di correre. Resto un pò in disparte, in cerca di ombra e silenzio per assaporare il momento, mentre lo speaker illustra il percorso ai concorrenti: tante presenze da fuori Trieste, meglio avvisarli di cosa gli aspetta :O

In una giornata perfetta meteorologicamenete parlando, il cielo azzurro intenso fa a gara con il verde brillante della natura per incantare gli occhi ed il cuore; penso, ancora una volta che sono fortunata, sto facendo quello che mi piace, in un posto che adoro: vediamo di portare a casa tutti i pezzi sani e salvi, che le salite sono dure, ma le discese non sono da meno...

Complice Belinda, mi trovo a partire abbastanza avanti: saggia decisione per non restare imbottigliata quando si prende il sentiero 15 stretto e ripido; pessima se penso che ciò significa impiccarsi subito...
Caldo, salita, cuore in gola e cammino con le mani sulle ginocchia: vorrei starle incollata, ma l'allenamento per le skyrace deve aver dato ottimi risultati e la vedo sparire tra le rocce come uno stambecco!
Penso alla mia gara, che è meglio, e mi concentro su caviglia (fai la brava ti prego!), polpacci e fiato; finisce la prima salita e sono a San Lorenzo, il tratto successivo è scorrevole ma sento le gambe pesanti; per fortuna inizia presto un po' di discesa in modo da recuperare. Al primo ristoro, come ai seguenti, dei due bicchieri che mi vengono offerti bevo i sali e mi faccio la doccia fresca con l'acqua; il sollievo dura il tempo di un soffio, fa caldo e sento la gola subito arida.
Nel sottobosco finalmente si respira un po', la strada in discesa dà tregua, che dura fino all'imbocco del sentiero che ci porterà nel cuore della valle, proprio a Botazzo.
Scendo cauta per non rischiare (questa volta mica ho qualcuno che mi incita a volare in picchiata) e poi è la volta del pezzo più caratteristico del percorso: correre nel cuore della valle, con le pareti di roccia a sinistra, la cascata fragorosa con lo spettacolare salto alle spalle ed il Monte Carso vicino, non è niente male!!! ;)
Il bivio per la salita sul crinale arriva troppo presto: 2 km di salita che non molla e non spiana, casomai si inerpica e aumenta la pendenza;  se i malaugurati concorrenti non fossero abbastanza sazi di dislivello :O
Mentre saliamo si scambiano saluti e battute con tanti che arrampicano; mi accorgo solo ora di avere alle calcagna Stefano che, zitto zitto, si era incollato dietro già dalla partenza.
Fiato per chiacchiere e commenti non ce n'è, si sale tra il cinguettio degli uccellini ed il rumore affannoso e forzato dei nostri respiri.
Il quadrivio è già un piccolo traguardo; Stefano mi passa, in salita è davvero forte: mi dico che il più è fatto, dalla sella in poi c'è solo discesa.
Dopo i primi tornanti, con sassi mobili che mi fanno usare cautela, mi lascio andare non appena il fondo migliora e l'appoggio è più stabile; il sentiero invita ad allungare e lasciarsi trasportare a valle dalla forza di gravità :D
Mentre corro gli ultimi saliscendi nel "Luna Park" nell'ultimissimo single track proprio sopra Jama,  sento lo speaker che annuncia gli arrivi: bello ed emozionante, gioia e stanchezza si scontrano sotto l'arco.

Vedo all'arrivo Davide e Fulvio, arrivati da un bel pezzo; mentre mi cambio mi avvicina Silvio, che mi dice di aver ripreso a correre anche per aver letto un mio racconto di una gara - colpevole di cotanto merito! :P - è chiacchieriamo un po' :)
Poi arriva Cristina, bravissima a rimettersi in gioco dopo tanto tempo e per di più cimentandosi nel trail, corsa così diametralmente opposta da quella che era la sua specialità.
Pasta party con Paola e Stefano, questa volta ognuno artefice del proprio personalissimo crono: entrambi con un ottimo miglioramento rispetto l'anno scorso!

Mentre attendiamo le premiazioni - sono arrivata quarta e Belinda è terza!- annunciano l'arrivo del concorrente più anziano: classe 1940: ammirazione e rispetto per Roberto, chapeau!
I miei complimenti si rinnovano ogni anno a tutto lo staff del CAI CIM, che con passione e dedizione rende possibile questa bellissima gara in un territorio che merita il nostro impegno a valorizzarlo e conservarlo nella sua più selvaggia bellezza.

giovedì 17 marzo 2016

Kokos Trail 13.3.2016

L'Evinrude e la Running Word sono messe diabolicamente in combutta per portre il Kokos Trail ogni anno un pò più in là... fin dalla prima edizione questa gara è sempre stata "in evoluzione", con un percorso mai uguale a se stesso nella ricerca di ottenere "una corsa in montagna" in una località di mare, con sentieri sempre più estremi!  :D

La gara che non ti aspetti, quando sei un po' così: incerta se correrla o meno, che la settimana dopo c'è un appuntamento più impegnativo da affrontare... ma, dopo aver già rinunciato alla LGF, perderla sarebbe un peccato: gara sui percorsi di sempre, Kokos fatto mille volte, persino da casa! :O
Memore dell'edizione dello scorso anno, è troppo bella per non esserci, punto e basta!
La mattina è soleggiata, ma le raffiche di Bora non danno tregua e stare fermi ad aspettare lo start è davvero duro; siamo rimasti in auto fino all'ultimo, la foto di gruppo è rimandata alla prossima occasione.
Alle 10 si parte e, dopo qualche chilometro di corsa nel gruppone e di chiacchiere, con la prima salita le cose si fanno serie!
Scollinato il Kokos sulla cima italiana, mi trovo a correre in discesa a perdifiato... è facile, i piedi vanno veloci e gli appoggi sono sicuri: il fondo del sentiero è compatto e le gambe girano che è un piacere!
Complice una scorta d'eccezione (grazie Riky!), che mi incita a osare e passare avanti, seguo questa voce tentatrice e mi dimentico di Ingrid, della contrattura, della gara a Vicenza e... di un sacco di idee sensate :O
CORRO! per i miei ritmi e le mie abitudini, corro! ... e dopo un pò temo di scoppiare :S
La sirena tentatrice mi avverte di non esagerare ma di tenere il ritmo, senza accelerare: allora non mi vuole morta!!! ...anche se a rallentarmi di colpo ci pensa la salita alla vedetta Moccò, sferzata da una Bora prepotente che sembra quasi voler sgombrare le rocce bianche da tutti i colorati concorrenti che creano un sinuoso serpente su di esse. Un paio di volte perdo l'equilibrio, ma per fortuna la salita è attrezzata con le corde! 

Finita la salita riprendere a correre è difficile, le gambe sono completamente imballate e non rispondono... :O Cammino, ci do di bastoncini e cerco di non rallentare troppo; stanca e distratta, guardo prevalentemente il terreno, sbaglio il percorso come il gruppetto che mi precede e a meno di 3 km dall'arrivo mi faccio ca 600 m in omaggio :S
Ultimo tratto pianeggiante nel bosco e arrivo con attraversamento del campo sportivo: vedo i miei, Anna e Paolo: che emozione vederli all'arrivo, non ci speravo, non ero sicura se ci sarebbero stati... ♥♥♥♥ Grazie, con questo vento aspettarmi non è stato facile, ma che bell'abbraccio all'arrivo!

Complimenti ancora agli orgnaizzatori, sicuramente premiati dalla copiosa partecipazione, con numerosissimi atleti provenienti dalla Slovenia e dal Friuli: iscrizioni esaurite per un evento che ogni anno è cresciuto e non ha mai disatteso le aspettative!
qui la classifica

Dopo le premiazioni della gara ci sono quelle del Poker, Trofeo che considera la classifica in base al  totale dei tempi impiegati nelle 3 gare del "Trofeo 3 Trail 2015" + quello della S1 la corsa della Bora del 6 gennaio.

domenica 10 gennaio 2016

S1 - La corsa della Bora - 06.01.2016

La prima edizione di questa gara ripercorre il sentiero CAI 1 che unisce le località di Sisitana e Muggia, nella provincia di Trieste.
 
La partecipazione a quest'evento è stata combattuta: mi sono presentata al via senza un'adeguata preparazione, questo è poco ma sicuro!
I mesi sono stati molto impegnati da altre attività e per una serie di "eventi avversi" sono saltati gli esplorativi che avevo programmato di fare sul percorso, salvo il lontano giro fatto  con Paola e Stefano sulla prima parte  (il 4 ottobre!).
Ultimo intoppo, la contrattura prima di Natale, la "corsa" da Ingrid per risolvere (grazie!!!) e poi due uscite da 10 km...
No, di certo non posso correrla; no se voglio fare la LanaroGranfondo a metà gennaio e poi in marzo andare un pò più in là; la parola d'ordine è: non farmi male!
D'altro canto, per non rinunciare alla possibilità di percorrere tutto il Sentiero Uno, godendo dell'organizzazione, dei ristori, del percorso ben balisato, della prima gara in rappresentanza di Evoluzione Nordic,  penso che la soluzione possa essere: partire con calma, arrivare fino all'Obelisco di Opicina utilizzando la tecnica del nordic walking e poi vedere come sto. Casomai correre gli ultimi chilometri, o continuare alternando corsa a camminata.

La giornata inizia prestissimo, alle 5:25 Paola e Stefano mi passano a prendere per lasciare al macchina a Sisitana e arrivare a Muggia con l'autobus messo a disposizione dall'organizzazione.  Pur partendo da Castelreggio alle 6:20 arriviamo davanti al Duomo muggesano dopo le 7:10. Per arrivare abbiamo fatto il giro del mondo, resta pochissimo tempo al via e ho un problema... devo assolutamente fare una sosta tecnica, non ci sono wc chimici e la fila al bar è lunga :(
Quando esco in piazza non c'è più nessuno...! sono già partiti da qualche minuto, pigio start sul mio garmin passando sola sotto l'arco e dopo qualche curva vedo la coda del gruppo: inizia il viaggio!
Lasciato alle spalle il primo tratto sulla strada asfaltata,  ci imbottigliamo alla base di un single track in salita e qui mi affianca Franz, il Master Trainer della S.I.N.W. conosciuto a Schio. Un tratto di sentiero assieme, poi lui aumenta il passo: vedo che utilizza con sicurezza i bastoncini anche in discesa, correndo e aumentando la stabilità!
Dopo i primi 10 km, con il continuo cambio di pendenza  (la salita sul monte Carso, la discesa lungo il ghiaione, la risalita sul monte Stena), non so quanto avrei potuto correre anche stando bene. La discesa nel ghiaione è pericolosa e siamo ancora abbastanza ravvicinati, diverse volte mi fermo e lascio passare, mi inquieta sentire il fiato sul collo ed il pensiero di trovarmi qualcuno in schiena non mi fa scendere tranquilla...
Una volta arrivata sull'altipiano, qui, quando la salita sullo Stena è finita, quando gambe e braccia sono provate dalla fatica, qui, proprio al 20° km, nemmeno a metà, qui cado! :( il tratto pianeggiante e corribile mi invoglia troppo presto, o solo una distrazione, e in un secondo (è sempre in un secondo, quel maledetto secondo!) che sono a terra: che botta!
Mi ripassano Maurizio e Caio, che avevo appena salutato in salita,  e si fermano preoccupati di vedermi così; ma sto bene, a parte un dolore acuto alla coscia (che dopo Natale è ben tornita, quindi NO PROBLEM :P) e piano riparto. Cammino, che non mi venissero strane idee, mangio qualcosa e assaporo il panorama: siamo a casa della Natura, qui il precipizio è a un passo, il mare sullo sfondo e  un leggero vento mi raffredda.
Arrivata a San Lorenzo c'è il secondo ristoro, bevo un mix imbevibile ma che in gara accetto di buon grado (:S) e riparto. Ci si rituffa presto in bosco e percorro un tratto che devo davvero rivalutare e considerare di più: tra la cava e la Grotta Nera ci sono bellissimi sentieri larghi, pianeggianti, riparati e immersi tra gli alberi.
Segue il sentiero tra i campi da golf, il Globojner, la Napoleonica, "i sentieri di sempre": cerco di immaginare come possono vederli gli altri concorrenti che ho vicino; quando arriviamo alla panoramicissima terrazza naturale sopra Conconello mi incanto un attimo e guardo di fronte a noi Muggia, lì da dove siamo partiti 30 km prima. Chiacchiero un pò con una ragazza croata, che mi racconta delle sue ultra gareggiate in tutta Europa.
Passiamo così il ristoro dentro al campeggio Obelisco; da qui qualche ora prima sono partiti per la mezza maratona Elena, Luisa, Alessandro, Giuseppe, Simone, e tanti altri: anche per questa distanza il numero di pettorali è andato esaurito!
Finita la Napoleonica mi immergo in un Carso sconosciuto, quasi fiabesco; mi prometto di rifare assolutamente il tratto tra Prosecco e Santa Croce, con un bel fondo corribile, scorci sui pastini sopra la Costiera e con lo sfondo del mare e delle montagne innevate... una meraviglia davvero e non mi stupisco che la ragazza davanti a me si sia fermata a fotografare col telefono tanto spettacolo!
Così facile e corribile quel tratto, quanto ostico e da panico il successivo Sentiero dei pescatori (temo sarà incubo ricorrente), tra Santa Croce e Aurisina: saranno state le gambe stanche, i piedi che non rispondevano più, ma veramente sono stati chilometri lunghi e difficili. Anche solo camminando l'incedere era incerto e difficile tra le pietre mobili, grosse e spigolose che non davano nessuna sicurezza all'appoggio; il timore di cadere e farmi male mi ha davvero fatto procedere al rallentatore.
Non l'avrei detto, ma ho tanto apprezzato gli ultimi 2 km di Strada Costiera che mi hanno portato all'arrivo: non dover prestare attenzione ad ogni appoggio e lasciare andare la tensione mi ha permesso di rendermi conto di cosa stavo per concludere e la soddisfazione mi ha fatto sorridere :)
In realtà oggi lungo il percorso più volte mi sono trovata a sorridere, persino a cantare alla fine, giù per quei "salti" attrezzati dalla protezione civile che, dalla torre piezometrica ci han fatto volare in Costiera!
La cosa strana, che trovo bellissima, è che con questo percorso ho avuto la possibilità di unire tanti tratti conosciuti in un un unico percorso, un viaggio che mi ha portata da un porto all'altro, da Muggia a Sisitiana (... a me carissima) scoprendo sentieri mai esplorati!
A meravigiosa conclusione dell'emozionante giornata, siamo stati coccolati da Elena&Enzo che con la loro ospitalità ci hanno preparato un super pastaParty!!

La gara e l'organizzazione sono sicuramente migliorabili (trasporto, servizio borse, ristori all'arrivo!) ma nel complesso il percorso era ben segnato, c'erano volontari della protezione nei punti critici e, per essere nella città del "no se pol", questa è stata una grande manifestazione!

sabato 19 dicembre 2015

Monte Carso 2015/2016

 Riporto la nuova iniziativa de Le Vie del Carso: bellissimo modo per condividere momenti di vita:
 Camminata B3 e posizionamento libro per prossima attività invernale
MONTE CARSO 2015/2016… fino all’ultima firma.
Domenica 20 dicembre, per festeggiare come ogni anno la caduta dei confini e l’anniversario della nostra associazione, ci ritroveremo presso il teatro Preseren di Bagnoli della Rosandra alle ore 10,30 per portare in cima al Monte Carso il libro delle firme e iniziare la nuova sfida invernale. Obbiettivo, completare il libro e per farlo mancano 3888 firme. Vale lo stesso regolamento degli anni precedenti, al momento della firma accanto al nostro nome bisognerà segnalare il numero della salita (1 la prima, 2 la seconda ecc) vincerà chi a libro concluso ha il maggior numero di salite (naturalmente per salita si intende il percorso completo da valle alla cima, farà fede l’ora di arrivo in vetta). Si possono compiere più salite nell’arco di una giornata. Per entrare in classifica si devono compiere almeno 12 salite. Un premio speciale andrà a chi firmerà per ultimo (firma 3888) e a chi riuscirà a prevedere la data di conclusione della manifestazione (in questo caso per partecipare bisogna comunicare la data ad Alce o Nadia entro il 31/12/2015). Sarà nostra cura organizzare dei ritrovi per compiere più salite insieme.
Buone salite a tutti !!

martedì 27 ottobre 2015

aria liquida e luna galleggiante

Sono arrivata a Bagnoli davvero provata: sbadigliavo e non avevo tanta voglia... giornata pesante, settimana pesante, mese pesante... quando sono salita in auto (grazie per il passaggio!) mi è uscito automatico un "come si fa scendere"... non dall'auto, certo! ... da questo treno che è la vita, che a volte va troppo svelto, altre troppo piano...
Sta sera sono scesa alla fermata giusta però, ai piedi del monte Carso :)
E' tutta la giornata che aspetto di correre, e la voglia torna prepotente non appena pigio start e guardo verso l'oscurità del bosco.
Da lontano o da casa sembra tutto uniformemente buio, un nero indistinto; ma quando sei lì, piccola davanti alle rocce e agli alberi, pronta per farti inghiottire in un'atmosfera profumata, silenziosa, leggera e distingui i dettagli e le sfumature dell'oscurità... non vorrei essere altrove, per un po' mi sembra tutto niente e resta solo la mia presenza, il mio respiro e il battito del mio cuore, al ritmo dei miei passi sui sassi bianchi.
Quando arriviamo a Beka la Luna appare in tutta la sua splendente luminosità: è piena ed enorme,  finemente decorata da contorti crateri. Sembra galleggiare su un mare di colline in un'acqua perfettamente ferma e trasparente.
... da provare, non è spiegabile, solo vivibile!
Felice di aver azzeccato il percorso della Jama Run e di essere tornati tutti interi (più o meno) alla macchina.
 
 M A G I C A    V A L L E

giovedì 11 giugno 2015

Jamarun ...sulle tracce della staffetta

Nel 2011, 2012, 2013 ho sempre gareggiato sullo stesso percorso ma in questa edizione, per festeggiare i 20 anni di attività del CAI CIM, la Jamarun ripropone un sentiero che ripercorre le tracce della "staffetta della Val Rosandra".
Novità che incuriosisce, tanto che negli ultimi mesi ho avuto modo di provare il percorso più volte: una passeggiata in solitaria, una corsa serale in compagnia, un percorso contorto invertendo le salite e, per finire,  col gruppo di nordic walking! ... posso dire di essermi applicata e di aver studiato bene la lezione! ;)
Tanto, forse troppo, che il giorno della gara arrivo un pò fiacca e svogliata: nell'ultima settimana è esploso il caldo, partire alle 15:30 sotto il sole battente non incoraggia. Lo speaker informa che a causa delle condizioni meteo è stato allestito un risorto di soli liquidi aggiuntivo; inoltre raccomanda di partire con almeno una borraccia d'acqua!
Foto ufficiale col gruppo Istrialand ancora belli freschi, poco prima della partenza:
Il via dal parcheggio del teatro, con l'unico tratto di asfalto verso la Val Rosandra: la sensazione del caldo che sale dall'asfalto sparisce non appena siamo sul sentiero, e lascia il posto ai profumi della natura. Il gruppo è ancora compatto e appena imbocchiamo il sentiero 15 si forma un lento serpentone colorato.
Come si inizia a salire la fatica e il caldo diventano soffocanti e utilizzo l'acqua della borraccia per versarmela in testa: immediato sollievo ma troppo repentinamente sparisce l'effetto...
Nel secondo tratto di salita, nel canalone sotto San Lorenzo incredibilmente aggancio Federico (ma cosa ci fa  qua, mi chiedo...?)
Arrivata sul tratto piano si corre, per fortuna c'è il ristoro: un bicchiere abbondante d'acqua evapora pochi istante dopo esser stato versato sui capelli... Una sferzata di freschezza è quel che serve per correre senza l'ombra degli alberi.
Sotto Pese il terreno è caratterizzato da un divertente saliscendi, prendo velocità e uso la rincorsa per la salitella successiva ;D ... forse il pezzo più divertente di tutta la gara :)
Dalla ciclabile ci buttiamo giù verso Bottazzo e qui la prudenza è d'obbligo: in più passaggi sono presenti i volontari del soccorso, qualcuno si lancia ma sinceramente l'idea di rovinare a terra mi invita a usare la massima prudenza e scendo davvero cauta.
Meravigliosa doccia improvvisata al passaggio accanto la trattoria ;) e si corre di nuovo lungo il sentiero in valle; qui incontriamo diverse persone che si spostano sorprese al passaggio... spettatori involontari di quella che deve proprio sembrare una pazzia, lo leggo nei loro occhi :O
Al bivio della salita al crinale mi dà un grande piacere trovare Rita e sentire il suo incoraggiamento: bevo sali, verso l'acqua in testa, e so esattamente che cosa mi aspetta: un km di salita che non molla un attimo!
Mani sui fianchi o alle  ginocchia e spingere, salire, sudare e ansimare senza sosta: sento bene le gambe, sono arrivata qui senza forzare troppo e salgo lenta ma regolare: un pò come mi ero sentita al Vipava, forse qui però le persone sono meno allenate a far salite, e su questa verso la fine sorpasso diversi davanti a me che rallentano...
Scollinata dopo il quadrivio, sul tratto pianeggiante che porta alla sella sento uscire la stanchezza: pochi metri penso, e poi sarà tutta discesa fino all'arrivo! Esprimo questo incoraggiamento a voce alta, al ragazzo davanti a me che si è fermato e cammina: riprende e mi passerà poco dopo in discesa, giù dal monte Carso.
In sella c'è un meraviglioso panorama, un pò di foschia in questa giornata troppo calda, ma non c'è tempo da perdere a contemplare l'azzurro del cielo e del mare: fisso lo sguardo al terreno, dato che la discesa è insidiosa e veloce! Tre volte accosto per lasciar passare nel single track qualcuno che arriva a velocità sostenuta, e poi giù, "libera" fino all'arrivo!
Grandissima soddisfazione finire e stare bene, tutta intera e con un gran sorriso: grande Bobo che aspetta all'arrivo, e poi trovo Maurizio, Fulvio, Federico: bravissimi!!!
Devo scappare per andare al saggio sportivo di Anna e Paolo: niente arrivo di tanti amici, niente piacevole terzo tempo... ma va bene così, sabato sportivo per tutta la famiglia!
... scopro poi con piacere di essere arrivata 7° donna! :)

venerdì 1 maggio 2015

Jamatest contorto

In questo giorno di festa siamo in tanti ad avere voglia di calpestare i sentieri dietro casa: Elena ci teneva a provare il percorso della Jamarun (occasione persa martedì ma presto recuperata!), Sandra predilige i sentieri all'asfalto e si aggrega volentieri, Ale e Enzo ci onorano della loro presenza ;p e Federico ha studiato il percorso per noi!
Contorto: non mi viene un altro modo per definire la prova di un percorso riadattato alle necessità e voglie personali: aggiungere un bel riscaldamento sulla ciclabile da Moccò fino ad arrivare, seguendo il percorso della Lanaro Granfondo, fin sotto Pese.
Quindi facciamo rotta verso Draga: da qui in poi percorreremo il tracciato della Jamarun ma invertendo le salite: prima la seconda e poi la prima! :O
Dopo un pezzo dell'Alpe Adria Trail siamo nuovamente in ciclabile e prendiamo la diretta ripida in giù verso Botazzo.


 Da qui sentiero canonico che costeggia il torrente e poi risaliamo per il crinale, per arrivare sul monte Carso. Seconda volta in una settimana che vengo su di qua, i miei polpacci non si sono ancora ripresi da martedì scorso e protestano: salita dura che non molla e rimpiango di non avere i bastoncini!
Arrivati in sella scendiamo per i tornanti e arriviamo a Jama: tratto di asfalto fino al rifugio Premuda e poi in salita per il sentiero 15, fino all'incrocio con la ciclabile, che ci riporterà al punto di partenza.
 Tre ore di sport e allegria, grazie!

mercoledì 29 aprile 2015

esplorativo Jamarun notturno

piove tutto il giorno, ma esistono le scarpe in gore-tex e l'anti pioggia...
il tempo libero è quello serale, ma esistono le frontali...(ancora più utili in fronte che non in auto!)
esistono sentieri che aspettano solo di essere calpestati, per trasformarsi in un "parco giochi" per chi ha voglia di sentire il vento sul viso e tra i capelli, o di sentire i polpacci bruciare in salita...
esistono momenti in cui ti senti più viva che in altri e l'entusiasmo di certi attimi echeggia il giorno seguente... 

Il fondo è scivoloso, non piove durante l'allenamento ma le precipitazioni sono state copiose per tutta la giornata; dopo un primo tratto pianeggiante partiamo in salita e la sensazione di freddo sparisce subito!
Parto troppo vestita e tolgo l'anti pioggia. La salita fino a San Lorenzo è quasi un unico strappo, giusto uno scollinamento sotto la ciclabile e poi di nuovo sù.
Tratto corribile da San Lorenzo a Draga, poi giù a Botazzo per una discesa sconnessa.
Da qui classico rientro per il sentiero parallelo al torrente Rosandra (luna-park!), fino all'incorocio col sentiero che costeggia il crinale.
L'altra volta qui avevo sbagliato incrocio e avevo chiuso il giro senza risalire e arrivare alla sella di monte Carso.
Questa seconda salita, che percorro per la prima volta, è abbastanza ripida e in particolare tra lastre di pietra e radici, sembra che tutto sia ricoperto da uno strato di burro!!! Per un tratto mi metto di traverso e salgo lateralmente per fare più presa con le scarpe...  :O
Gli alberi sono frondosi e il sottobosco è abbastanza buio: la situazione non migliora però ed i sassi bianchi riflettono un pò il loro candore.
Passata la sella del monte Carso, ultima discesa sull'ormai consumato sentiero per ritornare alla civiltà pochi kilometri più giù: fortunatamente non tutti sono ugualmente sprovveduti e con due lampade riusciamo a scendere tutti interi!
Grazie a Davide, Alessandro, Federico (x2), Riccardo e Marco che, con la scusa di far foto, non mi ha fatto tirare il collo!

domenica 19 aprile 2015

esplorativo Jamarun

Rispetto le edizioni a cui ho partecipato (ed 2011, 2012, 2013) l'edizione 2015 cambia percorso e, per festeggiare i 20 anni dalla fondazione, vuole ripercorrere le tracce della "Staffetta della Val Rosandra".
Scarico la traccia sul GPS e vado a provare il percorso:con i bastoncini di nordic walking e tanta voglia di assaporare il sole ed il paesaggio!
scalatori da vertigine :)
Come me, tantissime persone oggi popolano la Valle e gli argini del torrente Rosandra, famiglie, bimbi, cani: all'inizio del percorso c'è "traffico" ma, dopo aver preso il sentiero che dopo il ponte di legno si inerpica lungo il sentiero 15 verso Moccò e resto sola a guardare chi si sta arrampicando proprio sotto la vedetta: uno spettacolo!
Salgo fino San Lorenzo e solo ora il terreno spiana e mi fermo a guardare il panorama:
alle spalle il Monte Carso
panoramica verso il monte Stena
Dopo la chiesetta di San Lorenzo si prende il sentiero sterrato che porta verso Draga e poi salendo ancora, verso le Jazere sotto Pese.
uno sguardo al Taiano 
nemmeno una nuvola!!!

vien voglia di fermarsi qui!

Alpe Adria Trail
torrente Rosandra
Rispetto il percorso originale, manco alla fine un incrocio e non arrivo in sella del monte Carso: discesa tecnica da provare al prossimo esplorativo!