L'ultima settimana è stata davvero strana e le sensazioni si sono alternate in maniera repentina e altalenante. La mia grandissima volgia di esordire, dopo tante settimane di preparazione è concreta: devo concludere 4 mesi di allenamenti con la prova finale. Dall'altra parte il timore dell'imprevisto che può presentarsi sotto forma di crampo, scoppio, malessere di qualsiasi tipo, mi rende nervosa. Se da una parte l'incoraggiamneto di tanti mi carica, dall'altra mi pesa per le aspettative.
Sabato pre-gara all'appuntamento in Stazione Marittima con gli amici blogger cerco di raccogliere i consigli e le parole di incoraggiamento di maratoneti navigati. Bellissimo rivedere alla vigilia chi già conosco di persona e dare un volto a qualcuno di cui finora ho solo letto e commentato le avventure sportive ;-)
In arte, da sinistra a destra
Orzowei,
Zanger,
Innovatel, mjaVale,
Doublea,
Fedilele, sotto Stefano,
Margantonio.
Domenica mattina l'appuntamento è alle 6:45 con Stefano, inseparabile compagno di corsa. A gennaio, quando gli ho proposto la tabella e l'obiettivo era abbastanza scettico, ma dopo qualche esitazione iniziale mi ha seguita in questa avventura. L'intenzione è di correre assieme tutta la gara, per sostenerci a vicenda nei momenti più difficili: alle 9:00 lo sparo e partiamo!
Nei primi 10 km siamo allegri, anche troppo: freschi e sorridenti , si susseguono commenti e battute: il mio pensiero è che siamo troppo spavaldi, stiamo bene (e guai se no) ma il percorso è davvero all'inizio.

Da Monfalcone fino a Duino (15-20) il tratto è ostico: prima passiamo in una zonda di solo asfalto e capannoni che infonde una gran tristezza e poi incomincia la salita, una inesorabile salita che dal 18° continuerà fino al 25°km. A 21,097 ci arriviamo in 2:04 ed è il tempo finale della mia prima mezza, corsa un anno fa! Cominciamo a non esser più tanto freschi e il ritmo cala: il pubblico non c'è e la strada si sussegue anonima e silenziosa.
Dopo Sistiana inizia lo spettacolo della Strada Costiera: a destra il mare, in fondo Trieste e piazza Unità (caspita quanto manca!), a sinistra il costone di roccia ci sovrasta. Siamo in leggera e costante discesa, eppure non ne abbiamo giovamento sul ritmo: Stefano comincia a fare l'elenco dei doloretti vari che iniziano a tormentarlo e per quel che mi riguarda lamento un fastidioso dolore alla zona lombare e i crampi ai polpacci sono lì e lì per saltar fuori.
Al 34° torniamo in piano, sul livello del mare e dal 36° varchiamo per la prima volta questo confine: in allenamento fin qui ci siamo arrivati, ora si va oltre. Il tratto di viale Miramare dal Canottieri Saturnia fino alla Stazione per me è il più duro in assoluto: alla mente ritorno esattamente a un anno fa, quando ho corso la mia prima mezza maratona. In questo stesso tratto ero stata assalita da un crampo al polpaccio, ed ero sprofondata in un momento di sconforto: ora non va così male, ma il rettilineo accanto alla ferrovia sembra infinito.
Davanti alla Stazione suona e ci incoraggia la banda: i chilometri sono ancora 2, manca davvero poco, e davanti alle incitazioni del pubbico il sorriso torna sul viso.
Ultimo tratto, giriamo a sinistra per entrare in Piazza: nelle ultime 2 curve riesco a vedere mamma e papà che mi salutano e mi fan le foto, poi mano a Stefano e braccia alzate sul traguardo!
Sono FELICE, quasi incredula e felice. Ripenso al percorso, questa mattina in pullman contunuavo a dire a Stefano: quanta strada, ma non arriviamo mai a Gradisca? .... ecco 42.195 metri tutti miei, 42.195 metri di un indimenticabile viaggio.
Un GRAZIE grande mai abbastanza: a Anna, Arianna, Fabio, Marco, Maria Grazia, Michela, Paolo -la mia famiglia-, sempre vicina e di gran sostegno; a Stefano che si è imbarcato assieme a me in questa emozionante avventura e col quale ho condiviso fatiche e soddisfazioni; ad Antonio, che mi sprona sempre a guardare un pò più in là; ad Agnese, maestra (o meglio "prof") di forza e passione; a tutte le persone che mi hanno incoraggiata dandomi motivo di credere in me stessa.