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martedì 30 giugno 2015

Traguardi (I parte)



...che cosa sono infine  per ognuno di noi: un capriccio, una meta, un fine al quale tendere, a volte contro corrente e senza un senso apparente a molti...?
Il traguardo è una linea che noi stessi poniamo in un certo punto, in quello che per noi è importante o ha un significato...

Questo mese è stato un mese di emozioni... di traguardi raggiunti o in avvicinamento, dove si mescolano la soddisfazione per il coronamento di un percorso iniziato troppo tempo fa, con l'attesa e aspettative per gli obiettivi a venire.


Con la disponibilità di Paola e Stefano, era in previsione per domenica 14, un esplorativo sul TDO: aspettative alle stelle, partenza alle 6, due ore di auto con piccolo intoppo brillantemente risolto da Federico (GRAZIE!).
Parcheggiamo una macchina al presunto arrivo, con l'altra ci dirigiamo al punto di inizio del nostro esplorativo e pieni di energie e di allegria ci incamminiamo verso il bellissimo percorso. 
Il meteo sembrava dovesse reggere, pioggia e temporali previsti solo nel pomeriggio hanno invece interrotto dopo soli 3,5 km il nostro itinerario: in meno di mezz'ora ho assistito ad un improvviso cambio di meteo, al quale chi è avvezzo alla montagna sembrerà del tutto normale... Il sole è stato coperto da veloci nuvole nere e cariche di pioggia trasportate da un vento freddo; la: temperatura è scesa di quasi 10 gradi, il vento sbatteva con forza le gocce di pioggia sul viso e tuoni e lampi erano troppo vicini per ignorarli. Leggero tentennamento e poi la decisione giusta: dietro front all'auto, mettiamo via i bastoncini e così, infreddoliti e già fradici ci dirigiamo di corsa verso il parcheggio del'altra auto, nella quale avevamo i cambi asciutti, lungo la strada asfaltata.



Si tratta di una corsa in discesa su asfalto, che oggi sarà una piccola consolazione per il mancato esplorativo, e una buona giustificazione per l'abbondante pranzo a base di frico e polenta :P
Diciamo che, quando si è in buona compagnia, il piacere di stare assieme rende tutto migliore e digeribili anche le delusioni...

Il lunedì successivo l'uscita di nordic walking è fatta apposta per i figli dei partecipanti, bel giro a Basovizza vicino ai campi d golf e, vinte le iniziali ritrosie di Paolo, l'uscita scorre piacevole e allegra!!! :)

Un traguardo non sportivo, la conclusione di un percorso iniziato troppo tempo fa, che avevo dato per abbandonato e che invece, finalmente è arrivato!
Ormai la scommessa era di concludere prima che all'università si iscrivesse Anna!!! obiettivo  raggiunto :P
Assieme alla casa è la soddisfazione che, a distanza di un anno, mi fa assaporare quanta strada ho fatto...
Potevo non correre per celebrare l'evento?! Strettissima coi tempi, scappo in Napoleonica per un giro che mi sembra surreale per la leggerezza e il senso di incredulità che mi porto dentro...

Per il prossimo obiettivo sportivo invece, bisogna allenare l'uso dei bastoncini in salita: che c'è di meglio di un Taiano per la diretta, all'alba?

Finalmente sono arrivate le vacanze, trascorse nel meraviglioso Salento; tre corse tra gli ulivi e sul lungo mare per mescolare sport e relax!

Passata troppo velocemente la settimana di ferie, resta un mese per mettersi sotto con gli allenamenti per il Trail delle Orchidee...!

giovedì 11 giugno 2015

Jamarun ...sulle tracce della staffetta

Nel 2011, 2012, 2013 ho sempre gareggiato sullo stesso percorso ma in questa edizione, per festeggiare i 20 anni di attività del CAI CIM, la Jamarun ripropone un sentiero che ripercorre le tracce della "staffetta della Val Rosandra".
Novità che incuriosisce, tanto che negli ultimi mesi ho avuto modo di provare il percorso più volte: una passeggiata in solitaria, una corsa serale in compagnia, un percorso contorto invertendo le salite e, per finire,  col gruppo di nordic walking! ... posso dire di essermi applicata e di aver studiato bene la lezione! ;)
Tanto, forse troppo, che il giorno della gara arrivo un pò fiacca e svogliata: nell'ultima settimana è esploso il caldo, partire alle 15:30 sotto il sole battente non incoraggia. Lo speaker informa che a causa delle condizioni meteo è stato allestito un risorto di soli liquidi aggiuntivo; inoltre raccomanda di partire con almeno una borraccia d'acqua!
Foto ufficiale col gruppo Istrialand ancora belli freschi, poco prima della partenza:
Il via dal parcheggio del teatro, con l'unico tratto di asfalto verso la Val Rosandra: la sensazione del caldo che sale dall'asfalto sparisce non appena siamo sul sentiero, e lascia il posto ai profumi della natura. Il gruppo è ancora compatto e appena imbocchiamo il sentiero 15 si forma un lento serpentone colorato.
Come si inizia a salire la fatica e il caldo diventano soffocanti e utilizzo l'acqua della borraccia per versarmela in testa: immediato sollievo ma troppo repentinamente sparisce l'effetto...
Nel secondo tratto di salita, nel canalone sotto San Lorenzo incredibilmente aggancio Federico (ma cosa ci fa  qua, mi chiedo...?)
Arrivata sul tratto piano si corre, per fortuna c'è il ristoro: un bicchiere abbondante d'acqua evapora pochi istante dopo esser stato versato sui capelli... Una sferzata di freschezza è quel che serve per correre senza l'ombra degli alberi.
Sotto Pese il terreno è caratterizzato da un divertente saliscendi, prendo velocità e uso la rincorsa per la salitella successiva ;D ... forse il pezzo più divertente di tutta la gara :)
Dalla ciclabile ci buttiamo giù verso Bottazzo e qui la prudenza è d'obbligo: in più passaggi sono presenti i volontari del soccorso, qualcuno si lancia ma sinceramente l'idea di rovinare a terra mi invita a usare la massima prudenza e scendo davvero cauta.
Meravigliosa doccia improvvisata al passaggio accanto la trattoria ;) e si corre di nuovo lungo il sentiero in valle; qui incontriamo diverse persone che si spostano sorprese al passaggio... spettatori involontari di quella che deve proprio sembrare una pazzia, lo leggo nei loro occhi :O
Al bivio della salita al crinale mi dà un grande piacere trovare Rita e sentire il suo incoraggiamento: bevo sali, verso l'acqua in testa, e so esattamente che cosa mi aspetta: un km di salita che non molla un attimo!
Mani sui fianchi o alle  ginocchia e spingere, salire, sudare e ansimare senza sosta: sento bene le gambe, sono arrivata qui senza forzare troppo e salgo lenta ma regolare: un pò come mi ero sentita al Vipava, forse qui però le persone sono meno allenate a far salite, e su questa verso la fine sorpasso diversi davanti a me che rallentano...
Scollinata dopo il quadrivio, sul tratto pianeggiante che porta alla sella sento uscire la stanchezza: pochi metri penso, e poi sarà tutta discesa fino all'arrivo! Esprimo questo incoraggiamento a voce alta, al ragazzo davanti a me che si è fermato e cammina: riprende e mi passerà poco dopo in discesa, giù dal monte Carso.
In sella c'è un meraviglioso panorama, un pò di foschia in questa giornata troppo calda, ma non c'è tempo da perdere a contemplare l'azzurro del cielo e del mare: fisso lo sguardo al terreno, dato che la discesa è insidiosa e veloce! Tre volte accosto per lasciar passare nel single track qualcuno che arriva a velocità sostenuta, e poi giù, "libera" fino all'arrivo!
Grandissima soddisfazione finire e stare bene, tutta intera e con un gran sorriso: grande Bobo che aspetta all'arrivo, e poi trovo Maurizio, Fulvio, Federico: bravissimi!!!
Devo scappare per andare al saggio sportivo di Anna e Paolo: niente arrivo di tanti amici, niente piacevole terzo tempo... ma va bene così, sabato sportivo per tutta la famiglia!
... scopro poi con piacere di essere arrivata 7° donna! :)

domenica 31 maggio 2015

momenti condivisi

Sabato la giornata è dedicata alla salita e alla scoperta, per qualcuno, di una nuova prospettiva...
Mi fa sempre un certo che arrivare quassù, la fatica dell'ascesa è smorzata dalla compagnia e dalle chiacchiere, e ripagata dal paesaggio: la vista dal Taiano è sempre mozzafiato, alle spalle le colline e le montagne slovene, davanti il dolce declivio verso il mare con la prospettiva del golfo di Trieste e quello di Capodistria. Siamo abbastanza lontani da vedere dall'alto e ben  definito il promontorio della penisola di Muggia, spartiacque che divide due nazioni.
Ripercorriamo il percorso dell'EM2P dal bivio per Presnica: faccio difficoltà a riconoscere il sentiero per la vegetazione davvero fitta e l'erba alta... Anche più avanti, dopo l'attraversamento ferroviario, il percorso dell'ecomaratona è impraticabile e dobbiamo continuare qualche centinaio di metri per riuscire a trovare un accesso alla salita. Uso i bastoncini per non affaticare troppo le gambe e suddividere l'impegno anche su braccia e spalle.
In cima c'è sempre vento, il tempo di scattare un'istantanea e subito giù, non per il sentiero dell'andata ma lungo la larga carrareccia, deviazione sul Grmada e poi giù a ritroso lungo il percorso di gara.

Domenica ci siamo iscritti alla prima edizione della Trail ValMeduna: come si fa a rifiutare l'invito di due amici speciali in una giornata speciale?! E' una bella occasione per festeggiare sportivamente!
Questa prima edizione del trail mobilita la polisportiva e tutto il paese: c'è un'ottima organizzazione, volontari ai ristori, agli incroci, tutto ben segnato ed è difficile perdersi. Si parte dal paese di Meduno, asfalto per i primi 5 km e poi finalmente inizia lo sterrato. Parte del percorso ricalca i sentieri della Cretroi Run del 3 maggio, come il suggestivo passaggio per il castello di Solimbergo, o il tratto sul greto del Meduna.
Percorso tutto sommato abbastanza più scorrevole della precedente fiasp, con lunghi tratti di carrareccia tra i campi. Devo ringraziare Tiziano, il signore che mi ha tirato per quasi metà gara: il passo giusto per me, 50 metri avanti, e non ha mollato sugli strappi in salita: piccoli passi e su, io dietro!
Dopo metà gara l'ho passato e credo di avergli reso il favore, dato che all'arrivo è stato bello incrociarci e ringraziarci a vicenda! :)
Clik all'arrivo!
Sono in auto a sistemare le borse quando ci sono le premiazioni: Stefano poi si accorge che sono arrivata settima donna assoluta,  e vengono premiate le prime 10: incredibile!!! :)
 Pastaparty, relax, spettacolo su tappeti elastici  :D
...e poi piano piano si rientra a casa.

martedì 12 maggio 2015

Trail Vipava valley

Finalmente il gran giorno è arrivato!
Settimana sfortunata che mi vede correre dal fisioterapista per un problema alla schiena venerdì (vai tu a spostare i mobili...!) ma che risolve il problema per il meglio.
Si preannuncia una gran partecipazione per questa prima edizione di una gara nella valle del Vipava, con protagonista il monte Nanos e le meravigliose colline intorno.
Partiamo da Basovizza alle 7 e nella conta, tra gli iscritti alla 25 km siamo: Andrea M., Andrea S., Elena, Giuliana, Maurizio, Nadia, Paola e  Stefano; sul posto ci sono già Enzo, Federico B. e Federico C. per la 50 km e Fulvio per la 25. Grande assenza quella di Bobo, che purtroppo, causa un brutto incidente, resta a casa: Bobo, ci sei mancato :(    guarisci presto!!!
Arriviamo al campeggio e si respira un clima di festa, ritiriamo i pacchi gara e aspettiamo la partenza (ore 10) chiacchierando e interrogandoci soprattutto sull'incognita meteo...
Come spesso accade mi porto dietro più bagaglio del necessario (il mio "Anziano Istruttore" dice che: meglio avere tutto e non usare niente, che il contrario!) ma durante il percorso invidio le ragazze che corrono solo con il marsupio o la borraccia.
Memore della rapida mutevolezza del meteo in montagna constatata un mese fa, non voglio rischiare e mi porto dietro una bella zavorra: chiamiamo allenamento pure quello!
Partiamo in leggera discesa e il gruppo si sgrana prima di incontrare la prima salita: utilizzo subito i bastoncini, che mi aiuteranno molto.
Tratto scorrevole e nel sottobosco, che ci protegge dal sole che inizia a scottare.
Fa caldo e al primo ristoro un pò bevo, poi  mi verso l'acqua in testa; breve tratto di asfalto e si comincia a salire davvero. Quando usciamo dal sottobosco iniziamo a salire sul fianco esposto del Nanos: il panorama è mozzafiato, a sinistra il pendio sale ripido e il prato ondeggia mosso dal vento.
A destra invece c'è il salto, il vuoto e la valle pianeggiante si estende fino alle colline un pò  più in là.
La sensazione è quella di essere su una terrazza panoramica: il colore dominante è il verde, in tutte le sue sfumature, e l'azzurro del cielo sopra le nostre teste. L'ampiezza e la bellezza di questi posti mi lasciano sempre incantata!
Scorro con lo sguardo i concorrenti prima di me: siamo un colorato serpente che si arrampica verso la cima; grazie ai bastoncini riesco a mantenere un buon ritmo di ascesa, abbastanza costante.
Quando arrivo alla sommità ho la sensazione di non poter fare un passo di più, ma per fortuna c'è il terzo ristoro, bevo molto e mi incammino verso la discesa. Qui le gambe recuperano un po' e riesco a ricaricare le batterie mangiando qualcosa.
Se la prima parte, la risalita, è la parte più bella e panoramica, dopo il giro di boa la caratteristica risiede nel divertimento delle discese. In marzo avevamo saltellato in giù nella chiazze di neve, ora tutto si è sciolto e apprezzo la velocità incrementata dalla forza di gravità :P
Ad interrompere la monotonia della discesa ci pensa qualche variazione di pendenza e un lungo tratto pianeggiante nel sottobosco. Dopo aver avuto nel mirino per tutta la gara, a distanza più  o meno ravvicinata,  la maglietta azzurra di Andrea S., sulla carrareccia bianca poco prima di Abram lo raggiungo. Mi conferma i km percorsi (il mio garmin si è spento e non ha registrato un pezzo dell'itinerario). Poco prima di arrivare nel piccolo centro abitato  vedo Fulvio fermo a lato della strada; gli chiedo come sta e se ha bisogno di qualcosa: dice di no, sono di nuovo i crampi a rallentarlo, che peccato!
Ora si inizia a scendere di quota rapidamente, dapprima per un sentiero nel bosco, caratterizzato da grosse pietre bianche che spuntano nell'argilla rossa e l'appoggio cerca  il morbido atterraggio tra una roccia e l'altra. A scendere sembra quasi un balletto, con le braccia a controbilanciare i movimenti ed i repentini cambi di direzione, e sento dei principi di crampi pure io ai polpacci.
Gli ultimi chilometri sono decisamente i peggiori: basti dire che piuttosto che scendere di là, preferirei farmi un'altra salita al rifugio! :O
Si tratta di una discesa ripida, su un fondo completamente sassoso, caratterizzato da grandi pietre mobili che ingannano l'appoggio. Gambe e caviglie sono stanche e temo veramente di farmi male; tra l'altro devo trovare una soluzione per le ultraraptor, che si rivelano leggermente grandi e sento il piede instabile in discesa!
Finalmente sentiamo la voce dello speaker in lontananza, ormai manca davvero poco: finisco la gara con Andrea, che emozione: c'è suo figlio a fargli le foto poco prima del gonfiabile e corre un tratto con noi.
Arrivo stanca e un pò stordita, mi trovo all'arrivo Federico... qualcosa non torna! non può avere già finito la 50Km! Purtroppo la sua avventura è finita al settimo km, per una storta alla caviglia :(
All'arrivo trovo già stufi di aspettare Maurizio (che  si sta allenando alla grande per una gara davvero tosta e verrà premiato 3° di categoria) e Andrea M. (che per non correre da sei mesi ha fatto proprio una bella prestazione!)
Doccia calda rigenerante, quindi stesa a capire chi sono e rilassare la schiena sul prato davanti all'arrivo, per aspettare il traguardo di Giuliana, Nadia (premiata terza di categoria anche lei!), Elena, Paola, Stefano.
Pranziamo chiacchierando, le ore trascorrono piacevoli tra gli aneddoti e le impressioni della giornata; arriva anche Enzo, dei tre iscritti alla 50 l'unico che sia riuscito a chiuderla, col sorriso sulle labbra che lo contraddistingue sempre! :D
Visti i ritiri e gli incidenti lungo il percorso (anche Federico C. abbandona a poca distanza dal 50mo), siamo contenti di essere più o meno incolumi (nulla di serio per fortuna!): si è trattato di una bella giornata di festa, montagna e sport, e siamo tutti desiderosi di rivivere presto queste "endorfiniche sensazioni"! :D

Grazie a Debora e Giuliana per le foto e ad Andrea per il file con la traccia

domenica 3 maggio 2015

Cretroi Run - FIASP


Ultimo allenamento lungo con Paola e Stefano  in vista della gara del Vipava; devo dire che, già da un pò loro mi parlavano con entusiasmo di numerose fiasp alle quali avevano partecipato. Ora che ne sto frequentando diverse, mi rendo veramente conto del perchè: sono preziose occasioni di allenamento fuori porta. Oggi a Sequals ho trovato un'organizzazione impeccabile, che nulla ha da invidiare a una gara vera: riscontri chilometrici precisi, ristori ogni 4-5 km, volontari e protezione civile, percorso ben balisato... il tutto con un contributo davvero minimo! L'occasione di vedere sentieri e panorami nuovi con la sola preoccupazione di mettere i piedi uno dopo l'altro :D
foto by Stefano
Siamo nella zona pedemontana sopra Pordenone; il percorso e quasi completamente sterrato e il fango è abbondante. Goccioline di pioggia davvero minuscole ci accompagnano per tutto il percorso, quasi impercettibili, che non disturbano troppo: fa caldo e tolgo pure l'anti pioggia.
Dopo i primi due chilometri pianeggianti inizia la prima collina con un single track scivoloso e inclinato: equilibrismo andarci su, cerco di appoggiare velocemente le suole per non slittare troppo; brevi salite e discese si alternano, mi torna alla mente il tratto alla base del monte Carso dietro Jama, divertente come una giostra al parco!:D
Nel sottobosco la vegetazione è rigogliosa e sento le gocce ticchettare sui cespugli: ogni tanto quando mi aggrappo a qualche tronco o ramo per non scivolare mi si riversa addosso uno scroscio, ma la temperatura è ideale ci sta!
Dopo il primo ristoro nella Casa comunale di Sequals, bello il secondo nel punto panoramico della rocca di Solimbergo. Il percorso è, per un paio di chilometri, completamente immerso in una natura di un verde brillante e profumata.
Segue un tratto in mezzo ai campi coltivati, per poi arrivare sul greto del torrente Meduna.
Ultimo tratto decisamente più pianeggiante e scorrevole, su strade bianche e tra le vie del paese si conclude questo bell'allenamento: il posto e l'organizzazione meritano di sicuro di tornarci l'anno prossimo!!!

venerdì 1 maggio 2015

Jamatest contorto

In questo giorno di festa siamo in tanti ad avere voglia di calpestare i sentieri dietro casa: Elena ci teneva a provare il percorso della Jamarun (occasione persa martedì ma presto recuperata!), Sandra predilige i sentieri all'asfalto e si aggrega volentieri, Ale e Enzo ci onorano della loro presenza ;p e Federico ha studiato il percorso per noi!
Contorto: non mi viene un altro modo per definire la prova di un percorso riadattato alle necessità e voglie personali: aggiungere un bel riscaldamento sulla ciclabile da Moccò fino ad arrivare, seguendo il percorso della Lanaro Granfondo, fin sotto Pese.
Quindi facciamo rotta verso Draga: da qui in poi percorreremo il tracciato della Jamarun ma invertendo le salite: prima la seconda e poi la prima! :O
Dopo un pezzo dell'Alpe Adria Trail siamo nuovamente in ciclabile e prendiamo la diretta ripida in giù verso Botazzo.


 Da qui sentiero canonico che costeggia il torrente e poi risaliamo per il crinale, per arrivare sul monte Carso. Seconda volta in una settimana che vengo su di qua, i miei polpacci non si sono ancora ripresi da martedì scorso e protestano: salita dura che non molla e rimpiango di non avere i bastoncini!
Arrivati in sella scendiamo per i tornanti e arriviamo a Jama: tratto di asfalto fino al rifugio Premuda e poi in salita per il sentiero 15, fino all'incrocio con la ciclabile, che ci riporterà al punto di partenza.
 Tre ore di sport e allegria, grazie!

mercoledì 29 aprile 2015

esplorativo Jamarun notturno

piove tutto il giorno, ma esistono le scarpe in gore-tex e l'anti pioggia...
il tempo libero è quello serale, ma esistono le frontali...(ancora più utili in fronte che non in auto!)
esistono sentieri che aspettano solo di essere calpestati, per trasformarsi in un "parco giochi" per chi ha voglia di sentire il vento sul viso e tra i capelli, o di sentire i polpacci bruciare in salita...
esistono momenti in cui ti senti più viva che in altri e l'entusiasmo di certi attimi echeggia il giorno seguente... 

Il fondo è scivoloso, non piove durante l'allenamento ma le precipitazioni sono state copiose per tutta la giornata; dopo un primo tratto pianeggiante partiamo in salita e la sensazione di freddo sparisce subito!
Parto troppo vestita e tolgo l'anti pioggia. La salita fino a San Lorenzo è quasi un unico strappo, giusto uno scollinamento sotto la ciclabile e poi di nuovo sù.
Tratto corribile da San Lorenzo a Draga, poi giù a Botazzo per una discesa sconnessa.
Da qui classico rientro per il sentiero parallelo al torrente Rosandra (luna-park!), fino all'incorocio col sentiero che costeggia il crinale.
L'altra volta qui avevo sbagliato incrocio e avevo chiuso il giro senza risalire e arrivare alla sella di monte Carso.
Questa seconda salita, che percorro per la prima volta, è abbastanza ripida e in particolare tra lastre di pietra e radici, sembra che tutto sia ricoperto da uno strato di burro!!! Per un tratto mi metto di traverso e salgo lateralmente per fare più presa con le scarpe...  :O
Gli alberi sono frondosi e il sottobosco è abbastanza buio: la situazione non migliora però ed i sassi bianchi riflettono un pò il loro candore.
Passata la sella del monte Carso, ultima discesa sull'ormai consumato sentiero per ritornare alla civiltà pochi kilometri più giù: fortunatamente non tutti sono ugualmente sprovveduti e con due lampade riusciamo a scendere tutti interi!
Grazie a Davide, Alessandro, Federico (x2), Riccardo e Marco che, con la scusa di far foto, non mi ha fatto tirare il collo!

lunedì 27 aprile 2015

Marcia di Redipuglia - FIASP

Giornata di festa da passare in famiglia e, perchè no, se le coincidenze combaciano tutte, facendo anche un pò di sport!
L'occasione è la Marcia di Redipuglia, una fiasp che propone tre diversi percorsi: quello breve da sei nel centro cittadino e negli immediati dintorni, quelli da 13 e da 25 che spaziano nei sentieri del Carso isontino.
Per i miei e i bambini il percorso corto, mentre con Paola e Stefano optiamo per quello più lungo :)
Abbiamo la fortuna del meteo dalla nostra, sole e nuvole si alternano sulle nostre teste e si sta davvero bene; approfitto dell'organizzazione per correre questi chilometri senza portarmi dietro niente, libera da zavorre e impicci.
La cosa meravigliosa di queste fiasp (scoperte di recente grazie a Paola e Stefano, qui c'è un calendario di quelle in regione) è che ho la possibilità di correre in sentieri, boschi e prati senza la paura di perdermi, tutto è segnato bene e agli incroci ci sono sempre volontari a indicarti la direzione: rimane solo il piacere di guardare, osservare, sentire e correre!
Sono posti nei quali, se non accompagnata, mai mi verrebbe in mente di fare un allenamento e invece così è fin troppo semplice :) Percorso suggestivo in un sottobosco che profuma di primavera; toccante correre tra le trincee...
Il Carso qui cambia aspetto: è collinare e meno aspro di quello dietro casa: mi torna alla mente il TA del Carso isontino: la scintilla che mi ha fatto innamorare del trail! 
Proseguiamo la giornata andando a pranzo a Turriaco, passando un paio d'ore davvero piacevoli prima di tornare stanchi e contenti a casa :)

domenica 19 aprile 2015

esplorativo Jamarun

Rispetto le edizioni a cui ho partecipato (ed 2011, 2012, 2013) l'edizione 2015 cambia percorso e, per festeggiare i 20 anni dalla fondazione, vuole ripercorrere le tracce della "Staffetta della Val Rosandra".
Scarico la traccia sul GPS e vado a provare il percorso:con i bastoncini di nordic walking e tanta voglia di assaporare il sole ed il paesaggio!
scalatori da vertigine :)
Come me, tantissime persone oggi popolano la Valle e gli argini del torrente Rosandra, famiglie, bimbi, cani: all'inizio del percorso c'è "traffico" ma, dopo aver preso il sentiero che dopo il ponte di legno si inerpica lungo il sentiero 15 verso Moccò e resto sola a guardare chi si sta arrampicando proprio sotto la vedetta: uno spettacolo!
Salgo fino San Lorenzo e solo ora il terreno spiana e mi fermo a guardare il panorama:
alle spalle il Monte Carso
panoramica verso il monte Stena
Dopo la chiesetta di San Lorenzo si prende il sentiero sterrato che porta verso Draga e poi salendo ancora, verso le Jazere sotto Pese.
uno sguardo al Taiano 
nemmeno una nuvola!!!

vien voglia di fermarsi qui!

Alpe Adria Trail
torrente Rosandra
Rispetto il percorso originale, manco alla fine un incrocio e non arrivo in sella del monte Carso: discesa tecnica da provare al prossimo esplorativo!